Al termine della ventesima giornata del Campionato Serie D girone I, Campania Football ha stilato la sua Top 11 e l'allenatore che maggiormente si sono messi in mostra nelle gare del week - end

ROMA- È tempo di stilare la TOP 11 per quanto riguarda il girone I di Serie D. Seguendo sempre il regolamento della Serie D, che impone alle società di dover schierare obbligatoriamente quattro under (un 1998, due 1999 e un 2000), mettiamo in campo quello che per noi rappresentano il miglior undici di giornata facendo riferimento alla ventesima giornata del Campionato Serie D per il girone I.

MODULO 4-2-3-1

PORTIERE

Ivano Feola – NOCERINA 1910
Il suo primo tempo lascia incredulI anche i suoi compagni  di squadra perché sono talmente tanti i miracoli del numero “1” molosso che addirittura si fa fatica a contarli. Quarantacinque minuti di pura adrenalina e parate per Feola che, dopo pochi minuti, è già costretto ad uscire dai pali per murare il tiro ravvicinato di Santoro. Poi è il turno di Galesio, che resta incredulo quando prima il suo colpo di testa e poi il suo tap in vengono tolti dalla porta da un reattivissimo Feola che para il primo tentativo dell’attaccante, poi si rialza e para nuovamente. Finito? No perché anche Quintoni deve provarci con due tiri dalla distanza, ma il numero 1 molosso prima si sdraia su una sua punizione velenosa e poi alza sulla traversa un’altra sua conclusione dalla distanza. La ciliegina sulla torta, però, arriva poco dopo quando, sul punteggio di 0-1, neutralizza anche un calcio di rigore a Bombara. Per fortuna sua e della Nocerina, i secondi 45 minuti saranno meno caotici ed al portiere rossonero toccherà solo qualche facile intervento in presa diretta.

DIFENSORI

Stefano Esempio (1999) – TURRIS 1944
La fiducia che ha Fabiano in lui è così tanta che gli chiede, nel match con la Sancataldese, di marcare stretto Ficarotta. Così il “2” corallino si adatta ai dettami tattici del suo tecnico e cambia spesso fascia per arginare le qualità dell’unico vero talento dei siciliani, tenuto a bada magnificamente dal giovane terzino della Turris. Esempio infatti non sbanda mai ed anzi, nell’ arco dei novanta minuti, ne approfitta pure per qualche sgroppata in fase offensiva. Bravo come sempre, uno dei più costanti e positivi di questa grande Turris.

Dembel Sall – PORTICI 1906
Giganteggia nella sua area di rigore tenendo a debita distanza gli avanti del Gela che, nelle due volte che calciano in maniera pericolosa verso la porta di Marone, trovano di fronte un muro di nome Sall che salva sulla linea le conclusioni di Sowe e Retucci. Fase difensiva perfetta, corona una prestazione magnifica con il gol che vale il momentaneo 0-2: una rasoiata su punizione dagli oltre 30 metri che mette in cassaforte il risultato regalando così al Portici la terza vittoria di fila.

Stefano Riccio – TURRIS 1944
Spesso dai suoi lanci partono le azioni della Turris, lui che è sì un difensore ma dotato di piedi molto educati. Solita grande gara, mette lo zampino nel gol dell’1-0 con un tiro corto respinto che poi diventa assist per la rete di Celiento, così come è decisivo anche in fase difensiva salvando, nella ripresa, sulla linea di porta una conclusione velenosa di Ficarotta che era rimbalzata sulla traversa e stava finendo in rete.

Rocco Occhiuto (2000) – PALMESE 1912
Va a mille all’ora sulla corsia mancina, non si stanca mai ed anzi minuto dopo minuto va sempre più veloce. Ha il merito poi di sbloccare anche la gara con un bolide dai 25 metri che sorprende Cascione, un gesto tecnico molto importante che spezza l’incantesimo di una gara che, fino a quel momento, aveva regalato pochissime emozioni.

CENTROCAMPISTI

Michele Di Prisco – PORTICI 1906
Segna un altro gol pesante, il terzo in maglia Portici da dicembre. Di Prisco si è preso la leadership in mezzo al campo sfruttando al meglio gli insegnamenti di Mister Chianese, che per certi versi può essere considerato una sorta di padre calcistico per lui. Anche a Gela, la mezzala napoletana disputa un grande match mettendo a segno la rete che sblocca la contesa con un inserimento sul secondo palo che manda fuori causa la difesa gelese.

Antonio Crucitti – CITTANOVESE CALCIO
Fa la differenza anche contro la squadra più forte del girone, il Bari. Incredibile la qualità del “10” giallorosso, autentico fenomeno in una gara dove detta i tempi e inventa giocate col suo magico sinistro. Già il sinistro, un piede così delicato che regala il vantaggio alla Cittanovese con la solita punizione: un gol bellissimo, un tiro che uccella Marfella e ribalta la contesa. Tra tanti campioni in campo, alla fine la spunta lui. El “diez”!

ATTACCANTI

Francesco Napolitano (1999) – CITTANOVESE CALCIO
La fascia sinistra per la Cittanovese è un telepass per novanta minuti perché Napolitano, forse voglioso di rivalsa contro i De Laurentiis dopo il suo passato burrascoso al Napoli, è tarantolato. Salta gli avversari come birilli eppure la difesa del Bari è una delle migliori d’Italia in quanto a statistiche e numeri. Numeri che però non hanno fatto i conti con le frustate di questo giovane esterno, che manda in tilt tutta la squadra biancorossa finendo per essere anche decisivo in maniera concreta con un assist per il pari di Abayian ed un tiro respinto da Marfella, ma che diventa fondamentale per il gol di Castaldi: nel mezzo, tante accelerazioni che fanno sbandare da destra a sinistra tutto il Bari, che nulla può al cospetto di cotanta energia.

Marzio Celiento – TURRIS 1944
In maglia corallina, sta imparando soprattutto ad essere concreto. Merito di Mister Fabiano, che lo ha svestito di tanti giochetti e tocchi vellutati per renderlo finalmente un giocatore fortissimo sotto tutti i punti di vista. Basta guardare i due gol che mette a segno contro la Sancataldese per accorgersi della sua evoluzione: una doppietta da bomber d’area di rigore, due reti siglare con cattiveria e giustezza. Non solo tiri a giro dunque o numeri d’alta scuola, questo Celiento piace per la grande maturità che sta mostrando e che, statene certi, lo riporterà prossimamente nei Pro. Nel frattempo sale a quota “9” reti in classifica, mentre la Turris stacca il Bari proprio di due reti nella classifica speciale dei “gol fatti”.

Giuseppe Madonia – ACIREALE CALCIO
Ad Acireale, lo chiamano sempre più spesso MARADONIA. Con le dovute proporzioni ovviamente, l’esperto attaccante fa letteralmente la differenza nello scacchiere acese confidando in una classe sconfinata che lo ha reso protagonista, anni fa, anche in cadetteria. Col Rotonda, in una gara dai punti pesanti in chiave salvezza, la decide praticamente da solo segnando un gol e mezzo: un bolide dagli oltre 25 metri che strappa gli applausi scroscianti di tutto il Tupparello e un tiro cross che Manfrellotti deve solo spingere in rete sulla linea di porta.
Gol bellissimo dai 25. Metri e assist che sa di gol per. Manfrellotti, si ripete dopo Nocera. Maradonia

Luca Pandolfi (1998) – CASTROVILLARI CALCIO
Mister Marra deve fare a meno di nomi importanti in attacco su tutti Puntoriere e Canale, così si affida al 100% sul talento e sul fisico di Pandolfi, schierato prima punta. L’attaccante napoletano non delude le aspettative segnando su rigore, da lui stesso procurato dopo un fallo di Ruano, il gol del vantaggio. Non solo il gol, però. Il “7” rossonero si mette a disposizione della squadra, sfiora la doppietta nella ripresa e serve a Valentino una palla fantastica da spingere solo in rete: sciupa tutto il compagno di squadra, per fortuna però nel finale arriva la vittoria.

ALLENATORE

Domenico Zito – CITTANOVESE CALCIO
Ad inizio stagione, i giallorossi dovevano pensare solo ed esclusivamente a salvarsi. Invece, il capolavoro di Zito ad oggi ha portato la squadra al quinto posto in classifica nel girone I, ad un solo punto dal terzo posto. Risultati incredibili per il team calabrese, guidato saggiamente da un tecnico capace, nella giornata appena terminata, di mandare al tappeto per la prima volta in campionato nientemeno che il Bari, capolista incontrastata del girone. Una gara dove la Cittanovese ha fatto la partita da “grande” con tante soluzioni tattiche ed un attacco che ha messo a ferro e fuoco la retroguardia barese, apparsa impacciata e lenta per poter contenere le scorribande avversarie, su tutte quelle di Napolitano. Una vittoria che fa la storia del calcio Cittanovese, che mai aveva gareggiato e vinto con una squadra dal blasone storico come il Bari. Per questo, l’impresa assume sfaccettature molteplice e che vanno tutte in un’unica direzione, quella del condottiero Zito autentico protagonista di questo piccolo, grande miracolo chiamato Cittanovese.