Il tecnico neo-campione d'Eccellenza ci fa un resoconto sulla situazione attuale della squadra gialloblù, e sui temi toccati in riunione tecnica

GIUGLIANO IN CAMPANIA (NA) - Una lunghissima e fantastica intervista con l’eroe attuale di Giugliano, che ha portato questa grandiosa società in Serie D dopo ben 11 anni. Stiamo parlando del grandioso mister Massimo Agovino, un grande uomo oltre che un grande tecnico che si è prestato ai nostri microfoni per questo lungo scambio di battute e di vedute, affrontando svariati temi, seppur mantenendosi sempre professionalmente sul vago.

Mister 4 mesi dopo possiamo dire che la rinuncia alla Sarnese per tentare la scommessa Giugliano, una piazza importante come quella gialloblù è stata una scommessa vinta?

“È la prima volta nella mia vita che tra il 50 e 50 scelgo il 50 giusto – ride, ndr-. È chiaro che mi dispiace per la Sarnese, lo dico con grande sincerità. Giugliano è stata la scelta giusta, ci siamo divertiti, abbiamo vinto, adesso si mette tutto in archivio, e si pensa alla prossima stagione”.

Le tante polemiche che l’hanno accompagnata sembra siano state da motivazione e da stimolo per fare e dare più di quanto già dato.

“Un verso del Vangelo, mi sembra reciti “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, perché davanti alle accuse della Sarnese io sono stato un signore, perché potevo fargli male”.

Il presidente ha detto che resterà al 101%, lei può confermare lo stesso?

“Sì, ieri ci siamo incontrati e abbiamo già posto le basi per il prossimo anno. Il presidente è stato bravo a chiarire sin da subito la mia posizione, già subito dopo lo spareggio, dicendo davanti alle telecamere “ripartiremo con Massimo Agovino” e io lo ringrazio.

Lei intanto ha ricevuto qualche chiamata oltre che dal presidente Sestile?

“No, dico sinceramente che ho ricevuto zero chiamate. Non faccio come altri che dicono di aver ricevuto 6-7 chiamate. Agovino non riceve chiamate, perché Agovino è fuori da questo sporco giro. I soldi li vuole, non li vuole dare”.

Progetto Giugliano, che progetto sarà?

“Ho chiesto al presidente quali saranno innanzitutto gli obiettivi stagionali. L’intento è quello di ricostruire una buona squadra, che una piazza simile e la storia di questa società merita. Ovviamente per forza di cose proveremo a fare un campionato di salvezza tranquilla, senza passare per i play-out, poi quel che verrà verrà. Non bisogna esaltare nessuno e viaggiare alto, perché dopo si rischia di fare la figura dei coglioni”.

Ha già parlato con il presidente su quella che sarà la prossima stagione?

“Sì, ieri abbiamo parlato dei confermati, degli acquisti, la sede del ritiro. Il presidente ha già iniziato le convocazioni per le conferme di quei 7-8 elementi che resteranno salvo non trovare l’accordo”.

Chi rimarrà della sua rosa?

“Non voglio essere retorico perché sono allergico alle frasi retoriche. Meriterebbe l’intera rosa la conferma, perché questi ragazzi hanno dimostrato di essere dei grandi uomini. Purtroppo il cambio di categoria e il cambio di progetto tecnico porta a fare delle scelte, e se ci includiamo anche il budget è tutto più complicato. Io ho fatto delle riconferme, e appunto come ho già detto il presidente ha fatto delle prime convocazioni per trovare l’accordo economico”.

Qualcuno dei nomi dei 7-8 confemati?

“Preferisco non fare nessun nome perché altrimenti dovrei farli tutti, e non mi sembra il caso fin quando non si trovano gli accordi economici. Aspettiamo”.

Glielo proponiamo noi un nome: Antonio Tarascio?

“L’ha detto lei – ride ndr – potrebbe essere tra quei 7-8”.

C’è un giocatore che le piacerebbe allenare?

“Come al solito io mi differenzio dalla massa. Non sono uno di quegli allenatori che si portano con sè quei 7-8 calciatori, non faccio richiesta. L’unica richiesta che ho fatto è quella di allenare il Giugliano, i giocatori li mette la società. Non mi interessa allenare i ‘top player’. Certo sarebbe facile, perché così Agovino diventa ancora più bravo, ma la bravura si deve vedere anche nella normalità. Questa stagione faremo molta attenzione al budget che punteremo a tenerlo contenuto. Tra i nomi proposti ci sono sicuramente 2-3 di spessore che vanno inseriti in quello zoccolo duro di 7-8 calciatori che ho detto di prima”.

Un nome sicuramente gradito alla piazza è Gigi Castaldo, che potrebbe eventualmente sostituire un bomber come Dino Fava che difficilmente farà il salto di categoria. La stuzzica l’idea?

“Eh beh. Castaldo non lo scopro di certo io. Sarebbe un bel colpo, poi essendo giuglianese doc farebbe bene alla piazza rivederlo “a casa”. Però si è parlato di tutt’altro, forse perché non si è neanche pensato ad un nome così, che ha sempre fatto i professionisti, l’ultimo a Caserta dove ha provato a fare una stagione da vertice”.

Situazione under?

“È una situazione delicata e imprescindibile che abbiamo affrontato. Io ho affermato con fermezza che non farò stage, gli under devono arrivare direttamente da qualche primavera di Serie A o di squadre professionistiche, oppure devono aver fatto già qualche presenza in Serie D, dove hanno una conoscenza. Garofalo, Mango e Scuotto sono già a lavoro”.