Il bomber del Picerno si confessa a 360° tra obiettivi, sogni e ambizioni e mette nel mirino Gennaro Sorrentino, suo amico e primo nella classifica bomber campani

Emanuele Santaniello, anni 28, professione attaccante. Non di quelli brutti da vedere perché al pallone ha sempre dato del “tu” mixando giocate da rapinatore d’area a gol da fantasista puro. Santaniello, oggi, è sicuramente l’attaccante dei sogni che ogni squadra vorrebbe, l’attaccante moderno che sa come e quando metterla in porta. Fortunato il Picerno che, grazie alle nove reti del bomber campano, vola nel girone H di Serie D. Quello che tutti definiscono il più difficile dei nove gironi, lì dove però Santaniello, da un anno e mezzo a questa parte, ha abituato tutti a vedere il suo nome nelle vette della classifica marcatori. Diciassette gol con l’Altamura, nove nella stagione in corso con il Picerno, società brava e fortunata nell’avere la meglio su tutte le squadre d’Italia, dalla C alla D, che avevano cercato con insistenza il bomber napoletano. “È vero – racconta Santaniello alla rubrica” Bomber Nostrani”- ho ricevuto tante telefonate. Mister Ginestra – il tecnico che l’attaccante napoletano ha avuto ad Altamura – voleva portarmi con lui. Il Picerno però ha insistito più di tutte nel volermi, ha un progetto importante ed è soprattutto una società seria. Il Direttore, poi voleva prendermi già dall’anno scorso”. Mister Ginestra ? “Sono molto legato a lui, ma a Bisceglie non c’erano i presupposti giusti per tornare in C. Qui, a Picerno, ho più trovato un grande mister, Giacomarro, che è una garanzia per la categoria: per questo, scegliere Picerno non è stato così difficile”. E pensare che, dopo tanti anni da protagonista in serie D, la carriera di Emanuele Santaniello sembrava aver avuto una brusca frenata proprio nel momento migliore, in serie C. Torres e Paganese, nella stagione 2014/2015, non furono le sue tappe migliori. “Ho passato due anni – riferendosi anche al ritorno in D con Torres e Marcianise – dove sono stato male fisicamente, a livello muscolare. Faticavo a recuperare dagli infortuni, poi a Gragnano mi sono messo apposto e ho avuto quella continuità che mi serviva per poter fare bene – diciotto gol nella stagione 2016/2017 -. Mi sono confermato coi gialloblu, mi sono fatto  riconoscere come qualche anno prima. Ora, da qualche anno, sto sempre bene e dunque sono continuo nelle prestazioni e nei numeri“.
Non fa una piega il discorso di Santaniello. Da Gragnano, sono piovuti solo e soltanto gol a grappoli per la gioia non solo dei campani, ma anche di Altamura e Picerno. C’è però chi insidia la classifica marcatori dei bomber campani in Italia, quel Gennaro Sorrentino del Portici, a quota dieci gol e che Santaniello conosce bene, benissimo: “Sorrentino è un grande giocatore, ci ho giocato assieme a Marcianise. Sapevo che avrebbe fatto bene, è forte. Poi oltre a fare gol, fa anche tanti assist: è un lusso per la categoria”. Il bomber del Picerno però deve anche guardarsi le spalle da un suo compagno di squadra sempre napoletano, Emmanuele Esposito. Nel 3-5-2 di Giacomarro giocano insieme nei due d’attacco, e sono già a 15 gol in coppia. Un feeling pazzesco come ci racconta anche Santaniello: “con Esposito, sembra che giochiamo da tempo insieme. Abbiamo un’intesa assurda. Poi Esposito, è un giocatore di altra categoria: sono convinto che, anche in serie superiori, farebbe sempre e comunque la differenza: per me, è tutto più facile quando c’è lui”. Insieme, a Picerno, stanno dando gioco, punti e spettacolo nel girone. Alle loro spalle, una proprietà italo – americana capitanata da Donato Curcio, un imprenditore picernese che ha fatto strada negli States grazie ad un’azienda  che cura prodotti in plastica. Curcio non ha dimenticato però le sue origini e così, da anni, è il numero uno della società lucana. “Il Presidente è una persona con tanta passione per questa squadra, ha un amore viscerale per Picerno, per la comunità e la città lucana. Alla squadra, non fa mancare niente e, in ogni modo, cerca di risolvere anche da lontano tutte le questioni che ci sono. È così affezionato al Picerno tanto da seguirci in tutte le partite grazie ad una radio di Picerno, poi quando può spostarsi dall’America viene a vederci direttamente allo stadio“, che ricordiamo noi è intitolato proprio alla sua persona. Le scelte fatte fin qui dal Presidente Curcio stanno premiando. Primi in classifica a +4 dal Cerignola grazie ad una squadra formata da tantissimi campani. Abbiamo detto di Santaniello ed Esposito, ma a Picerno ci sono altri sette elementi della nostra regione. Il portiere Fusco, i difensori Impagliazzo, Cesarano, D’Alessandro e Vanacore, il centrocampista Conte. “È solo una casualità – ribatte Santaniello -. Ci sono campani, siciliani, romani qui. È un mix di regioni, sapevo che c’erano loro, ma non c’è un motivo vero e proprio della venuta dei campani qui a Picerno”. Dove può arrivare questo gruppo? “Siamo partiti con l’obiettivo di migliorare il piazzamento dello scorso anno, quindi di raggiungere i play off. Partita dopo partita, il sogno è quello di restare in vetta fino all’ultima giornata. Conosciamo il campionato, è il girone più duro della D. Abbiamo accumulato qualche punto di vantaggio ora, ma sappiamo che alle spalle ci sono società più attrezzate di noi”.

Ritorniamo però a parlare di gol, tanti gol. Così l’attaccante napoletano ci confessa a chi ha dedicato fin qui le tantissime marcature registrate in carriera. “Li dedico a mia moglie, che quando è possibile mi segue. Lei vorrebbe venire sempre, ma non può. Quindi, quando mi capita di segnare, lo dedico a lei”. Esultanza? “Anche quella è per lei, è un nostro simbolo. Faccio una croce con le le dita“. Più di 100 gol in carriera tra campionati e Coppe, tanti sono quelli belli e vincenti. “Tra questi – ricorda con affetto Santaniello – ne ho due preferiti. Uno a Sapri, lo feci in rovesciata al novantesimo. Perdevamo 2-0 e vincemmo 3-2 e quella vittoria ci lanciò anche nella conquista della Coppa Italia. Quest’anno, invece, ne ho fatto uno bello a Nola per coordinazione e coefficiente di difficoltà“. E il prossimo, come vorrebbe farlo? ” Non importa come, sono abituato a segnare di testa, di piede, in rovesciata. L’importante è continuare a fare gol ancora per tanto, ciò è l’unica cosa a cui penso“. Chiusura sulla sua scelta, sempre più emulata anche da altri calciatori campani, di andare a giocare fuori regione per tanti diversi motivi. Per Santaniello, la spiegazione è semplice: “A Picerno, così come anche in Puglia ci sono realtà ben strutturate e organizzate che puntano a migliorare il loro piazzamento, il loro rendimento. C’è sempre progettazione, cosa che invece manca da un po’ in Campania, dove si vedono sempre situazioni molto particolari. Non è tutto rose e fiori però, perché i contro sono quelli di vivere, come nel mio caso, lontano dalla famiglia con mia moglie che resta in Campania per questioni lavorative ed altre cose che non le permettono di allontanarsi dalla regione” – chiude Santaniello, a cui noi di Campania Football auguriamo di continuare a segnare con continuità e raggiungere, in futuro, nuovamente il calcio professionistico.