La discriminazione verso le donne nel calcio può essere pericolosa, fermare subito chi incita contro i fischietti rosa con una pena esemplare

NAPOLI- E’ il tempo di agire. Il mondo del calcio (ma non solo) è indignato per il commento del telecronista sessista che ha definito uno schifo un arbitro donna. Su Facebook la polemica è dilagata tanto da approdare ai giornali nazionali, con Repubblica che ha dedicato un articolo. In queste ore si sta muovendo l’Ordine dei Giornalisti e gli avvocati, con il telecronista sessista che non ha assolutamente ritrattato, anzi su facebook ha confermato la sua opinione. Noi vogliamo essere diversi, fare una riflessione. Il povero Malatella è stato punito con il Daspo (5 anni) per “aver incitato alla violenza” per un gesto che non ha fatto male a nessuno al termine di Turris-Bari. Chi conosce Malatella sa che quel gesto, per il quale ha chiesto scusa, fa parte del folklore del personaggio e chi frequenta gli stadi sa benissimo che quel gesto va derubricato a sfottò. Insomma una pena durissima e ingiusta per una persona che non ha fatto male a nessuno, ne lo farà con il suo gesto a Dazn e che non può avere conseguenze. Riflettiamo, invece, su quello che ha fatto il telecronista sessista. Lui afferma di non essere tale, ma di esprimere una opinione. Ecco, proprio su questo termine bisogna fermarsi, capire cosa è una opinione e cosa è la degenerazione di una opinione. Anche Hitler esprimeva una opinione, ma i milioni di morti sono causa dei proseliti che il dittatore nazista ha avuto nel popolo tedesco, una opinione può essere pericolosa, può entrare nella mente di chi ha il germe della violenza in sè e generare odio e fatti incresciosi. Affermare che una donna che arbitra è uno schifo può entrare nella mente dei violenti, può scatenare un clima da caccia alle streghe e portare a degenerazioni. Potrebbe succedere che la signora Moccia o qualche sua collega venga presa di mira e qualche mente bacata trasformi l’opinione del telecronista sessista in violenza. In un momento dove le donne sono vittime della violenza becera degli uomini, dove si muore perchè si è femmina, ci mancava solo chi le discrimina ulteriormente. Chi frequenta i campi di calcio sa bene che l’unica differenza che esiste è nel colore delle maglie delle due squadre, l’arbitro e i suoi assistenti sono neutri, possono essere uomini o donne, ma c’è il rispetto assoluto verso la figura e non esiste sesso in chi dirige, come non esiste discriminazione in qualunque forma nello sport (come dovrebbe essere nella vita). Il calcio è uno sport dove l’aggregazione è il traguardo, dove c’è la giusta competizione e il rispetto. Pensare che una donna non possa partecipare è come pensare che una donna non possa guidare (in Arabia Saudita succede ed è anche quella una opinione). Dunque, per la proprietà transitiva se per Malatella è stato usato il Daspo (sbagliando), quale è la pena per il telecronista sessista? La violenza, ce lo insegnano a scuola da bambini, può essere fisica o verbale, ma quella verbale può generare in fisica se trova adepti. Dunque, l’istigazione alla violenza deve essere bloccata alla fonte e quale è la fonte? Il telecronista sessista, per lui occorre il Daspo, una semplice sospensione dell’Ordine dei Giornalisti non può essere pena giusta, bisogna dare l’esempio con una condanna forte che non lasci dubbi a chi discrimina: il Daspo è la soluzione, perchè solo con una giusta pena si può prendere coscienza dell’errore. Riflettiamo, non è Malatella il male, ma colui che vuole discriminare, che usa l’opinione per colpire le donne. Noi di Campania Football, invece, le ringraziamo perchè sono donne forti da cui prendere spunto, che ci migliorano e che portano il sole negli stadi, quegli stadi che vanno vietati a chi fomenta odio e sessismo.