Le dichiarazioni del presidente della LND riguardo il futuro del calcio dilettantistico
ROMA - In un periodo dove l’Italia intera si trova a fronteggiare un’emergenza sanitaria, lo sport inevitabilmente passa in secondo piano. Abbiamo parlato in dei precedenti articoli come i riflettori siano accesi prevalentemente sullo sport professionistico, non contando la fetta più grossa del calcio italiano: il dilettantismo. Con oltre mezzo milione di partite disputate in un anno la LND detiene il primato di competizioni calcistiche organizzate e quello per il numero di atleti tesserati. In un periodo critico come questo il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia, sulle colonne del Corriere dello Sport non ha mancato di mettere in evidenza lo stato delle cose al momento:
“In un momento come questo la priorità va data alla situazione sanitaria, poi al sociale è solo dopo alle attività sportive. Adesso viviamo questa situazione di emergenza per cui non dobbiamo abbassare la guardia. Mi auguro che le attività riprendano, ma la sicurezza e il rispetto delle indicazioni statali hanno la priorità. Inoltre dobbiamo considerare la grande rete sociale che attiva il calcio dilettantistico. Si stima che il volontariato sportivo in Italia abbia un valore di 800 milioni di euro, e vedere poi zone come Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia così colpite fa veramente male, vista la loro radicata cultura sportiva con la partecipazione di molte squadre ai nostri campionati. Al momento non so fare delle previsioni circa la durata dell’epidemia, l’importante è superare questa emergenza evitando strappo alla rete sociale”.






