Nel caso di mancato addio del presidente Maiorino è frattura insanabile tra società e squadra, che promette di non scendere più in campo dalla prossima settimana. Salva la sfida con il Bisceglie di domenica, vista la volontà del gruppo di onorare maglia e piazza

NOCERA INFERIORE (SA) - Ha letteralmente superato ogni limite immaginabile la pazienza dei tesserati della Nocerina, che abbandonano – dopo la sfuriata nella conferenza post Bitonto di mister Cavallaro – il proprio silenzio e si schierano apertamente in questa guerra per il possesso del club molosso. 

Salto indietro: cosa accade alla Nocerina 

I dissapori nascono dalle complicanze emerse nella cessione della Nocerina ad una cordata italo – statunitense che avrebbe manifestato, anche seriamente, la volontà di prelevare e di investire sul club rossonero in seguito agli evidenti problemi economici che affliggevano i molossi.

InPrimaNews.it rivela, inoltre, che gli imprenditori interessati, dopo aver ricevuto i documenti contabili dell’associazione rossonera, abbiano proposto a Maiorino di accollarsi loro i debiti, la gestione di questo campionato oltre un bonus per la sua uscita di scena. Ma il presidente avrebbe chiesto di raddoppiare il suo “trattamento di fine rapporto”. E, ipotizzando anche un esito negativo della trattativa, avrebbe iniziato a sondare il terreno alla ricerca di nuovi sponsor che possano permettere alla società di completare il campionato nonostante l’acqua alla gola.

Tale posizione di stallo perdura così da settimane ed i principali attori del club (staff, dirigenza e gruppo squadra) sono prossimi all’abbandono di massa. 

Lo sfogo di Cavallaro ed il primo addio

“E’ giunto il momento di chiarire determinate posizioni. Siamo abbandonati a noi stessi, la squadra non è in condizioni di andare avanti: ci sono problemi di gestione, di organico. Non abbiamo l’acqua calda per le docce, gli spogliatoi sono sporchi, siamo abbandonati a noi stessi. Questa è una gestione per retrocedere”. Si è presentato così nella sfida post partita di Bitonto il tecnico molosso Giovanni Cavallaro, il quale non ha nascosto più il malessere che da settimane si vive in quel di Nocera Inferiore. 

Tale situazione è stata sottolineata, se non anche aggravata, dalle dichiarazioni del Direttore Sportivo Bolzan. L’ex Nocerina ha infatti dichiarato, prima di dimettersi dalla sua carica di Ds, che era oramai quasi impossibile porre un freno alle possibili partenze di massa scatenate dalla riapertura del calciomercato. Non sono mancati i rumors di mercato infatti in merito ad alcune pedine fondamentali della rosa rossonera, come Dammacco accostato al Brindisi e Mancino al Gladiator (ma si parla di altri quattro/cinque elementi pronti a lasciare). 

“La nostra pazienza è finita!”

In attesa di scoprire come evolveranno le vicende di mercato prossime, i tesserati della Nocerina rompono il silenzio ed espongono il loro punto di vista. 

La presa di posizione appare netta: o un cambio di proprietà o l’estromissione dal campionato. Il gruppo, di comune accordo, ha infatti minacciato di non prendere parte alle prossime sfide di campionato nel caso di riconferma di Maiorino come presidente del club. Fa eccezione a questa decisione la prossima sfida al San Francesco contro il Bisceglie, dove i giocatori vogliono rendere omaggio, forse per l’ultima volta, alla maglia e al tifo rossonero. 

Di seguito il comunicato pubblicato dal gruppo squadra della Nocerina.

“La nostra pazienza è finita! Dopo un lungo faccia a faccia negli spogliatoi abbiamo deciso che a partire dalla prossima settimana, pur proseguendo regolarmente gli allenamenti, non ci presenteremo più alle partite ufficiali se alla guida della società ci sarà ancora il signor Paolo Maiorino. Siamo stati abbandonati al nostro destino e, purtroppo, non ci sono più le condizioni per fare calcio e per lavorare con un soggetto che da mesi ignora le nostre richieste e ci priva anche del minimo indispensabile per concludere dignitosamente la stagione. Domenica scenderemo in campo, nonostante l’emergenza, i soli 13/14 elementi a disposizione e tutti i problemi, solo per rispetto della città e per onorare la maglia che indossiamo”.