Il tecnico fa il resoconto della stagione appena trascorsa, tra ringraziamenti e progetti futuri

NAPOLI Tirare le somme di una stagione, specie se quest’ultima non è stata delle più rosee, si sa, è molto complicato. Lo ha fatto però ai nostri microfoni l’allenatore Rosario Campana, tecnico che ha appena concluso la stagione 2018/2019 in forza al Gragnano, compagine purtroppo retrocessa al termine di un’annata molto travagliata. A noi di Campania Football il tecnico ha riassunto cronologicamente la sua esperienza biennale nella città dalle tinte gialloblù. 

“Innanzitutto ci tengo ad esprimere il mio affetto e il mio ringraziamento verso la tifoseria e la città di Gragnano. Ringrazio il presidente Martone che è stato, nella mia lunga esperienza calcistica, uno dei personaggi più leali e corretti che io abbia mai incontrato, ed è stato grazie a queste componenti che io in questi 2 anni a Gragnano sono stato veramente benissimo. Al mio primo anno la situazione era più o meno simile a quella di quest’anno. Sorti economiche non troppo floride ma grazie al lavoro dell’allora direttore sportivo Cipriano Coppola, congiuntamente al mio e all’incondizionato sostegno della società Gragnanese siamo riusciti a fare un ottimo percorso in campionato. Costruimmo una rosa di tutto rispetto con un mix di giocatori esperti e giovani validi, che ripagarono ampiamente le aspettative, anche grazie agli innesti avvenuti nel mercato di Gennaio. Passando all’annata appena conclusa la situazione poi è precipitata. Iniziò la mia collaborazione con il DS Ciro Raimondo, riuscimmo a tenere alcuni componenti della precedente stagione, a differenza di altri che ricevettero altre offerte che ritennero più vantaggiose. Il direttore Raimondo è stato molto propositivo, ha provato a fare il possibile e ha veramente chiamato quasi tutti i calciatori della Campania, e quindi, dopotutto io lo ringrazio per il lavoro svolto nonostante sia stato tempestato da tante difficoltà di cui alcune soltanto lui conosce la natura. Ma nonostante tutto ai blocchi di partenza potevamo annoverare calciatori come Sorrentino (Portiere), Poziello, Chiavazzo e Talia oltre al capitano Savino Martone. Col passare dei mesi però, la situazione cominciò a farsi difficile. Il presidente Martone, che era alla ricerca di nuovi soci da innestare nell’organico societario, ci comunicò che per sopraggiunte difficoltà così non sarebbe stato. Fummo costretti a cedere calciatori come Sorrentino e Poziello (passati al Pomigliano ndr) togliendo esperienza alla nostra rosa. A dare una boccata d’ossigeno in questa fase delicata sembrava essere la figura di Alberico Turi, che insieme a Raimondo mi promisero di migliorare la squadra portando a Gragnano giovani di valore provenienti addirittura da settori giovanili di club di Serie A. Tutte queste dinamiche però, vennero meno col passare dei mesi, e arrivati a ridosso del momento decisivo della stagione la situazione economica si faceva ancora più complicata. Ci siamo trovati a disputare un playout contro il Nardò, una compagine che inspiegabilmente è rimasta invischiata per la lotta per non retrocedere. C’è rammarico per questa retrocessione, ho visto gente piangere al termine dello spareggio di Nardò. Ma ho detto ai miei ragazzi di alzare la testa, in modo da affrontare sempre con grande grinta e determinazione le sfide che gli riserverà la vita in futuro.”

 

Per il tecnico napoletano, quella arrivata con il Gragnano è stata la prima retrocessione in carriera, che mister Campana ha così commentato:

“Il rammarico ovviamente c’è, visto che non è mai bello retrocedere. Ma sono stato comunque orgoglioso del mio lavoro e di quello dei miei ragazzi che io ancora una volta ringrazio. Ogni punto in più guadagnato nei confronti di chi ci dava per spacciati è stato per noi motivo di soddisfazione, anche perché consapevoli dei mezzi che avevamo a nostra disposizione. Nella mia carriera ho dimostrato il mio valore, e non sarà di certo una macchia a rovinare quanto di buono ho fatto in 19 anni di Serie D”

 

Sui progetti futuri mister Campana ha parlato così:

“Per il futuro c’è qualcosa in cantiere. Come ti dicevo gli addetti ai lavori non si lasciano influenzare da un’annata storta e sono già stato contattato da diverse compagini. Bolle qualcosa in pentola ma per il momento pensiamo a riposarci, sperando che il futuro possa riservarci delle grandi soddisfazioni. Io mi ritengo un allenatore da pronto soccorso, dove ci sono delle situazioni ingarbugliate io do il meglio di me e riesco ad esprimermi al massimo, penso di poter allenare in tutte le categorie, proprio per il mio spirito di sacrificio e di adattamento che da anni contraddistingue la mia figura professionale.”