Il Presidente del Giugliano, a poche ore dal termine di questo 2019 racconta le sue sensazioni alla guida del club gialloblù

GIUGLIANO (NA) - In occasione della chiusura dell’anno 2019, abbiamo raccolto le parole del presidente del Giugliano, Gaetano Sestile. Il giovane presidente, oltre a farci i suoi personali auguri di buon anno, ci ha raccontato le sue sensazioni per i suoi primi mesi da presidente, oltre a raccontare come sta affrontando questo periodo due mesi dopo la tragedia che ha coinvolto la sua famiglia, con un po’ di spazio anche alla felicità vista la questione De Cristofaro.

Un anno esatto fa, ci scambiavamo gli auguri con tuo padre e il Giugliano perdeva la prima sfida in Eccellenza con il San Giorgio. Oggi, è cambiato tutto, il Giugliano gioca a calcio, è una rivelazione in Serie D e si diverte. Dicci un po’ la tua su questi primi 6 mesi in quarta serie.

“I primi 6 mesi in D, sotto il profilo del morale sono iniziati bene, perché anche mio padre ha assaggiato questa categoria che ha tanto desiderato e tanto voluto, vincendo il campionato di Eccellenza. Sono stati mesi anche difficili, soprattutto dal punto di vista personale, dovuto alla scomparsa di mio padre. Però siamo qui, andiamo avanti a testa alta, consapevoli di essere una buona compagine e una bella realtà, anche se neopromossa”.

Come hai affrontato questi primi mesi da presidente?

“Questi primi mesi li ho attraversati con una grande mancanza, venendo a mancare mio padre, con cui vivevo h24 tutte le sorti personali e non. Sono stati mesi particolari. Per fortuna c’è stato mio zio, che mi affianca in questa esperienza, e quindi andiamo avanti”.

In questo mercato di riparazione avete perso elementi importanti come De Vena e Alvino che però non avevano reso, al loro posto sono arrivati Logoluso e Ragosta che sulla carta potevano sembrare inferiori, ma che invece si sono subito resi elementi imprescindibili dello scacchiere di mister Agovino. Come giudichi il mercato gialloblù?

“Il mercato gialloblù è stato fatto in base a delle scelte tecniche, funzionali al progetto e al credo calcistico di mister Agovino. Ogni scelta è stata fatta con il suo benestare. Ringrazio i calciatori che hai citato (De Vena e Alvino, ndr), però credo che li abbiamo rimpiazzati con calciatori anch’essi di esperienza e di valore. Con questi nuovi innesti il Giugliano ha mantenuto la voglia di combattere su ogni campo”.

Ora aprirà il mercato per i tesseramenti di serie C, magari i tifosi possono sognare un ultimo finale colpo ad effetto come regalo per la concessione dello stadio?

“Siamo vigili e attenti sul mercato, c’è qualcosa che bolle in pentola, ma aspettiamo i tempi dovuti della sessione”.

L’acquisto di Otranto, centrocampista di ruolo davanti alla difesa, viene visto per soppesare all’emergenza difensiva che soccombe in vista della prossima sfida? Potrebbe andare a sostituire Colombatti nonostante quello non sia il suo ruolo Naturale?

“Otranto è un calciatore che stavamo seguendo già da parecchio. Siamo in dirittura d’arrivo. È un giovane calciatore che va a rinforzare ulteriormente questo organico, che a mio avviso è già completo e competitivo per il nostro obiettivo finale”.

A tal proposito, dopo una lunga battaglia e fatica, gli sforzi sono stati ripagati, il Giugliano tornerà al De Cristofaro. Quali sono le tue sensazioni ed emozioni sul tema?

“Le emozioni sono uniche, se non magiche, però avrei voluto viverle insieme a mio padre. Ha vissuto anche lui questa battaglia relativa allo stadio, per cui si è impegnato con tutte le sue forze e le sue idee. Ricordo benissimo quando, anni fa, non c’era il calcio a Giugliano, non c’era niente, e lui, un folle innamorato per questo sport e per questa maglia, decise di rimettere il calcio al centro di tutto. Ricordo quando giocavamo sui campi di periferia. Ricordo quando ci trovavamo costretti a giocare fuori casa, prima su una struttura e poi su un’altra. Rientrare al De Cristofaro, quindi, da un lato mi fa un po’ male, perché avrei voluto ritornarci insieme a lui, sapendo benissimo quanto ci teneva, e dall’altro sono felice, perché il Gougliano potrà tornare a casa sua”.

Mesi fa, siamo stati tra quelli che appoggiavano una petizione che vedeva l’idea di intitolare lo stadio a Salvatore Sestile. Qualcuno vi ha parlato di questa possibilità?

“Ma guarda Antonio, se può avvenire questa cosa, a me può solo far piacere, come famiglia e come figlio di Salvatore Sestile, perché, come dicevo poc’anzi, ha dato l’anima affinché il Giugliano potesse tornare a calcare campi importanti e categorie importanti. È una cosa che può farmi enormemente piacere, a nome di tutta la mia famiglia, però è una cosa che non deve e non può partire da noi, ma ci sono le autorità competenti. Se lo faranno può solo che farmi piacere”.

La prima sarà con il Castrovillari, una squadra che probabilmente è stata l’unica a meritarsi la vittoria e a dominare in lungo e in largo, seppur guardando il contesto era la prima giornata, ancora calcio di agosto praticamente. 4 mesi dopo ti aspetti uno spirito di rivincita contro la squadra calabrese, vista una coesione maggiore di squadra e un gioco nettamente migliore?

“Ricordo benissimo quella prima giornata, dove andammo a Castrovillari solo fisicamente ma in campo non scendemmo, visto il risultato e la prestazione. Penso che i ragazzi si sono allenati bene in questo periodo, hanno dimostrato tutto il loro valore, il loro carattere. Sono sicuro che al rientro dalla sosta natalizia avranno quella voglia in più di riscatto, per toglierci gli schiaffi da faccia ricevuti all’andata”.