Summit o meno, la società è a un bivio: continuare con l’attuale tecnico? E quali saranno le garanzie per farlo rimanere? Nonostante tutto, resta quel che resta

NAPOLI – Riteniamo doveroso cominciare con un omaggio al grande Pino Daniele in concomitanza con l’uscita del suo inedito postumo “Resta quel che resta”, che in meno di 48 ore già sta scalando le varie classifiche. Già, resta quel che resta: il discorso coglie anche la vena calcistica e il Napoli, soprattutto negli ultimi tempi, non è certo da meno. Si punta al record di punti (gioco di parole necessario), domenica il San Paolo sarà teatro di un saluto generale ed emozionante a un gruppo che ha saputo tener testa alla Juventus fino alle ultime battute di campionato, conquistando ancora una volta la qualificazione alla prossima Champions League. Quest’ultimo era tuttavia l’obiettivo base. Quello principale è diventato mestamente il record di punti, attuabile domenica pomeriggio a discapito di un Crotone che deve assolutamente vincere all’ombra del Vesuvio e sperare nella debacle altrui per assaporare ancora una volta l’ebbrezza della massima serie. Impresa ardua, ma conteranno le motivazioni.

Appunto, le motivazioni. Conteranno in Sarri per la riconferma, per restare ancora alla guida tecnica di un club in grado di esprimere un calcio tra i più belli d’Europa, ma al tempo stesso incapace – anche volutamente, vedi Europa League – di aggiungere nuovi trofei alla bacheca. Basti pensare che l’ultimo trionfo è datato 2014, in piena era Benitez. Insomma, poche chiacchiere: cosa vuol fare da grande il Napoli? Sarri rimarrà? Per un popolo che ha visto andar via Maradona, non dovrebbe essere un trauma assistere alla partenza del tecnico delle ultime tre stagioni, ma l’affetto reciproco tra allenatore e tifoseria, tanto da schierarsi quest’ultima in suo favore nella diatriba con De Laurentiis, potrebbe svolgere un ruolo importante per il futuro che già deve essere programmato. Perché una società che si rispetti, Scudetto o meno, ha il dovere di pensare alla prossima stagione e all’inizio di un nuovo ciclo fin da ora, addirittura avrebbe dovuto già cominciare a farlo.

La situazione sembra essere piuttosto chiara: il copione utilizzato dal presidente nelle ultime interviste, è quello che portarono alle uscite di scena di Mazzarri, Cavani, Benitez, Higuain. Ora è il turno di Sarri, ma per la prima volta ADL teme l’insurrezione di una piazza apertamente schierata. Sarri vorrebbe rimanere, ma con le giuste garanzie di chi vuole fare il salto di qualità, evitando di ricominciare da capo con un nuovo ciclo triennale, giovani da valorizzare e arrivare a un passo dalla gloria. Sarri, il “Comandante”, la gloria la pretende per la riconferma, che a questo punto sembra ormai un miraggio a fronte della possibile partenza di alcuni pezzi pregiati (introiti diritti tv, Champions League e plusvalenze garantiscono le maggiori entrate societarie) e della reale dimensione di una società, la quale per diversi motivi economico-finanziari non può permettersi di sfondare il tetto-ingaggi ed entrare nel circolo delle spese folli. Quindi la questione clausola fissata a 8 milioni tale da liberare Sarri verso nuovi orizzonti: a quanto pare, la scadenza non è più datata 31 maggio, bensì 22. Due giorni dopo l’ultima di campionato e questo mettere ancora più pressione sia al tecnico toscano nato a Bagnoli, sia le società a lui interessate quali Tottenham (molto difficile) e Zenit San Pietroburgo (abbastanza probabile).

Resta quel che resta, De Laurentiis e Sarri lo sanno bene. Resta la certezza di un ciclo strabiliante a livello di gioco espresso, la concretezza di un club sempre tra le prime tre classificate in Serie A e ancora una volta qualificato ai gironi di Champions, la realtà del numero zero alla voce trofei vinti nel post-Benitez. E questo nel calcio conta e non poco. Resta anche la consapevolezza di svecchiare la rosa e valorizzare i giovani che già ne fanno parte, vedi Rog e Ounas tra gli altri. Siamo in attesa dunque del summit tra i massimi esponenti delle due correnti azzurre per avere un quadro più chiaro del futuro prossimo del Napoli. Intanto, restano alla finestra per la sostituzione il più accreditato Giampaolo, il sponsorizzato Paulo Fonseca che sembra essere destinato al West Ham, il bravo con i giovani Gasperini desideroso di rimettersi in gioco con una big e lo stesso Benitez, allenatore di caratura internazionale con le stimmate di una minestra riscaldata. Non fatevi influenzare dalle esclusive su Ancelotti, tecnico fuori portata per De Laurentiis: mostrano chiaro e tondo gli effetti generati dai primi caldi pre-estivi che causano insolazione.

 

Andrea Cardinale
Twitter: @AndreCardi

Fonte foto Official Twitter SSC Napoli