Aiac qualcosa non quadra. La nostra testata giornalistica è da sempre in prima linea nel raccontare il calcio, soprattutto quello dei dilettanti in quanto cuore pulsante del movimento, e cerca di farlo anche difendendolo a spada tratta da tutto ciò che possa minarlo, offenderlo, limitarlo. Non di rado, forse potremmo dire addirittura spesso, veniamo raggiunti da una moltitudine di segnalazioni che con senso di responsabilità e del dovere vagliamo, proviamo ad approfondire e proponiamo ai nostri lettori perché l’informazione possa trasformarsi in senso critico, conoscenza, cultura. E’ un percorso complesso, lento, difficile ma è il nostro lavoro ed amiamo farlo.G Già solo negli ultimi anni, tanti dei nostri scoop hanno poi trovato reale riscontro nei fatti e causato evidenti imbarazzi: dal Settore Tecnico con il caso-Calaiò e quello del Vice Presidente di AIAC Savarese, alla vicenda degli aggiornamenti dei Preparatori Atletici per finire a quegli allenatori che operavano addirittura nelle rappresentative regionali in posizione irregolare (casistica che poi sembrerebbe essersi verificata non solo in Campania ma anche in altre regioni).
Solo pochi giorni fa, alla vigilia di questo anomalo Natale 2020, avevamo affrontato un interessante argomento relativo ad alcune comunicazioni AIC-AIAC in prospettiva delle elezioni federali e ancora, in ambito regionale, di alcuni movimenti in Campania relativi proprio alle elezioni di Assoallenatori per alcune province campane.D Dilì a poco siamo stati travolti da una cascata di segnalazioni e spunti provenienti da più parti d’Italia che riguardano proprio presunte anomalie che riguardano AIAC: questa componente federale, l’unica con AIA che ha una governance nazionale (e non solo)“bloccata” da più lustri, sembrerebbe palesare una gestione interna con profonde e significative ricadute su tutto il sistema ed a cui evidentemente non fa comodo a nessuno metterci becco. Abbiamo provato, pur senza fare inchiesta, a curiosare con quel che ci viene messo a disposizione dalla stessa AIAC, abbiamo fatto qualche telefonata in giro, chiesto e cercato dei riscontri a quel che è stato oggetto delle notizie che ci sono giunte. Le evidenze in alcuni casi sembrerebbero abbastanza clamorose e no si capisce come sia possibile che il Presidente Gravina non intervenga con la giusta serietà e severità in ambiti che rischiano di minare la sua stessa candidatura alla vicepresidenza di UEFA.
A Palermo, ad esempio, il candidato alla Presidenza Provinciale Pietro Gatto risulterebbe avere un casellario giudiziario piuttosto vivace da un punto di vista penale che non gli permetterebbe questo passo come anche il candidato alla carica di consigliere Carmelo Di Salvo che ha ricevuto dagli organi federali squalifiche per quasi due anni complessivi per diverse irregolarità. Com’è possibile che AIAC permetta una simile sincrasia con quanto stabilito dai propri regolamenti e da quelli della FIGC ?
In Basilicata, si rincorrono voci sulla candidatura alla presidenza regionale da parte di quel Biagio Savarese che in AIAC finirà di scontare nei prossimi giorni una squalifica di diciotto mesi per la vicenda che lo vide essere allontanato proprio dalla docenza del Settore Tecnico e che in ambito federale lo ha visto cedere quasi dieci mesi di squalifica: se da un punto di vista formale la cosa gli è concessa, quanto ne varrebbe da un punto di vista del’immagine ? Il senso dell’opportunità qui non vale ?
Ma le perplessità sono anche tante altre e non sempre necessariamente di cronaca. Lo abbiamo verificato sul sito di AIAC dopo che ci è stato chiesto: a Cremona, Nuoro e Medio Campidano c’è un unico candidato alla carica di Presidente provinciale ma nessuno è candidato alla carica di consigliere provinciale, com’è possibile ? E’ regolare ?
A Carbonia-Iglesias invece si assiste a qualcosa di ancor più anomalo: non c’è il candidato alla presidenza ma un solo candidato al consiglio provinciale mentre ad Ogliastra il nulla, nessuno si è candidato per alcuna carica.
A Padova e Verona un altro paio di curiosità: Murru e Pollini, candidati alla Presidenza, di recente professionisti grazie ad un corso ad invito, sono anche parte integrante dell’organismo di vigilanza di AIAC.
Altra anomalia che viene segnalata è che secondo il Regolamento elettorale, alla carica di presidente provinciale si può candidare anche un professionista che tuttavia,cosa davvero astrusa, non può votare e quindi neppure votarsi !
Ad Avellino manca almeno un candidato alla carica di delegato per l’elezione del presidente regionale …
Il Gruppo Provinciale di Monza-Brianza sembra abbia visto bocciata la candidatura del Presidente uscente Righini, e ciò parrebbe perché inviso al nazionale. Scopriamo che Righini è residente a Lecco e quindi in altra provincia ma ha domicilio professionale a Monza-Brianza: la cosa andava bene per il precedente mandato mentre adesso si dice paghi appunto una coscienza critica diversa dalle linee di Ulivieri.
La cosa è interessante perché ad esempio, nel piccolo Molise, il candidato a Campobasso è Giovanni Guglielmi, presidente uscente della sezione Basso-Molise/Termoli: la provincia è sempre “CB” ma evidentemente qui si è reputato tutto più fattibile. Per la cronaca il Guglielmi non molti anni fa era stato colpito da una squalifica per aver pattuito con una società un importo superiore ai massimali previsti dalla normativa vigente, probabilmente per qualcuno è giusto che rappresenti istituzionalmente altri allenatori.
Il 24 Dicembre poi, come strenna natalizia, compare sul sito di AIAC anche una nota che avvisa del blocco del sistema interno di controllo e verifica dei dati degli allenatori poichè in questo modo, evidentemente, qualcuno cercava di conoscere i nominativi degli aventi diritto al voto per contattarli: abbiamo ricevuto molte segnalazioni che appunto lamentano l’impossibilità di conoscere i nomi degli associati, cosa evidentemente non certo preclusa a presidenti e segretari regionali così come anche alla sede centrale ! E’ chiaro che si tratta di un’anomalia perché da che mondo è mondo tutti hanno il diritto di conoscere quale sia l’elettorato attivo per coinvolgerlo in un qualcosa di quanto più democratico esista nell’ambito della vita di un’associazione. Tant’è, ad oggi nessuno, tranne pochi privilegiati, sa a chi poter chiedere un voto. Vengono anche segnalate modifiche ai testi degli statuti regionali e provinciali d’incanto pubblicati sul sito nazionale e che non parrebbero esser state mai richieste né votate da chicchessia come anche il testo del Regolamento Organico nazionale dell’Associazione che dicono esser stato modificato dal Consiglio Direttivo il quale, da Statuto nazionale, non è tenuto a farlo. Eppure l’impressione che ne deriva è che a casa degli allenatori autarchia (e di poi autodichia) la facciano da padroni incontrastati con troppe persone distratte.




