Intervista all’esterno dell’Afragolese con un passato alle spalle molto difficile

Tra i calciatori che più sono messi in evidenza in questa prima di stagione in Eccellenza c’è sicuramente l’esterno Antonio Di Paola che nella sessione di calcio mercato invernale ha attirato su di se l’attenzione di diversi club di Eccellenza e Serie D. Alle spalle di questo calciatore che a soli 25 anni e padre di un figlio c’è una storia difficile che grazie al calcio e all’affetto della famiglia di sua moglie è riuscito a superare.

E’ proprio Di Paola a raccontare a Campania Football un po’ della sua storia e della prima parte vissuta in rossoblù.

Ciao Antonio, innanzitutto auguri posticipati per il tuo 25° compleanno. Avresti mai pensato di avere una famiglia e un figlio a questa età?

“Questo è stato uno dei miei sogni avere una famiglia ed un figlio. Sono stato fortunato dai”.

Cosa rappresenta per te la famiglia?

“Per me mia moglie e mio figlio sono la cosa più bella che ho e che mi danno la forza di andare avanti. Sono uno molto legato alla famiglia”.

La tua storia è stata difficile, ce la vuoi raccontare brevemente.

“Mio padre ha sempre avuto problemi con la legge fino e quando io avevo 18 anni sono andati fuori l’Italia e io sono andato a vivere con i nonni di mia moglie. Vivere da solo a 18 anni non è semplice”.

Quindi a tuo figlio dai il massimo per non far sentire la tua mancanza…

“Di sicuro non farò lo stesso sbaglio anche se mio padre lo faceva per noi però. E’ una cosa sbagliata ed io per questo cerco sempre di fare il massimo in campo per dare un futuro a mio figlio migliore del mio”.

Approposito di famiglia quella Afragolese com’è? Raccontacela un po’.

“Con i ragazzi abbiamo subito creato un bellissimo gruppo e ci aiutiamo molto anche fuori dal campo.                     Con la società ho un bellissimo rapporto, con i presidenti e molto con i direttori in particolare con Vincenzo Pannone”.

Descrivici Pannone e soprattutto quanto è stata fondamentale la sua presenza per arrivare ad Afragola.

“Vabbè, Pannone da Maggio mi ha voluto fortemente e mi ha convinto a non accettare tante squadre di D  perché lui puntava forte su di me poi penso che come persona non lo devo descrivere io. E’ uno che viene da una famiglia importante di calcio”.

Carotenuto, il vostro capitano quant’è fondamentale per voi?

“Pasquale è un grande in tutto, sia come giocatore che come persona fuori dal campo. E’ sempre disponibile, un vincente in tutto. Averlo in squadra un capitano così non è da tutto. Io sto li a guardarlo e ad imparare. In campo con il modulo che giochiamo se non c’è lui è difficile giocare perché penso che come lui in queste categorie ce ne sono pochi ma non in Campania in Italia”.

Chi è il più burlone che ama scherzare nello spogliatoio?

“Eddai è facile Borellone (Borrelli Luca) lui scherza sempre è il nostro bamboccione”.

In 3 stagioni lontano dalla tua terra che differenza hai notato tra il modo di fare calcio in Campania e altrove.

“Quest’anno il campionato è bello tosto come 2 anni fa nel Lazio. In Campania mi dicevano che era più agonistico invece io lo trovo pure molto tecnico. Dai qui ci sono più giocatori importati poi c’è più passione della gente in Campania”.

C’è mai stato qualche Presidente che non ha mantenuto gli impegni presi con te?

“Fortunatamente non ho mai avuto problemi forse perché non guadagnavo tanto poi dove sono stato mi hanno preso sempre a cuore anche per i problemi miei famigliari”.

Parliamo di questo campionato, siete campioni d’inverno dimostrando durante il girone d’andata di avere la capacità di ribaltare anche le partite.

“Come ti ho detto prima siamo una bella famiglia e sappiamo di essere forti però dobbiamo esseri sempre umili. Quando le cose non vanno ci rimbocchiamo le maniche e ci diamo una mano come e successo l’ultima partita. Questo è un gruppo con un allenatore e uno staff vincente”.

Il pubblico di Afragola è molto numeroso e vi segue costantemente durante le partite. Un tuo pensiero su questo magnifico pubblico e se c’è qualche tifoso che vuoi salutare in particolar modo.

“Io ho un ottimo rapporto con il pubblico di Afragola e colgo l’occasione per ringraziarli. E’ un pubblico straordinario e merita categorie superiori. Un ringraziamento a tutti i tifosi per gli auguri per il mio compleanno e ad un mio tifosissimo amico Peppe Elegibile”.

La partita che sei andato più in difficoltà e non sei rimasto soddisfatto della tua prestazione.

“Sicuramente quella contro la Neapolis”

Tra Portici, San Giorgio e Savoia quale squadra consideri la rivale principale?

“Sono 3 belle squadre. Il San Giorgio è la sorpresa che correre e molto bene messa in campo. Il Savoia ha una storia e un pubblico molto importante e gente esperta ma è il Portici tra queste 3 che mi ha impressionato di più. Il girone ritorno sarà un’altra storia”.

Cosa ti aspetti dal 2017?

“Mi aspetto che sia bello e pieno di felicità come il 2016 poi calcisticamente sono uno che voglio sempre migliorare e con l’obiettivo di arrivare nei professionisti”.

Quindi punti alla Lega Pro?

“Penso che tutti quelli che praticano questo sport puntino almeno alla Lega Pro. Io ci voglio provare perché no”.

Bene, noi ti auguriamo di arrivarCi. Grazie per la chiacchierata.