Il centrocampista che esordì in A con il Napoli di Mazzarri riparte dopo la salvezza raggiunta con la Virtus Avellino

Napoli È uno dei centrocampisti più duttili del panorama calcistico campano. Dopo aver assaggiato la Serie A con il Napoli e girato il mondo (Bulgaria, Grecia, Paraguay, ndr) è tornato a casa per imporsi nel calcio nostrano. Massimiliano Ammendola, reduce dalla buona stagione alla Virtus Avellino,  è pronto a ripartire dopo l’esperienza irpina.

Una stagione alla Virtus Avellino conclusa con un ottavo posto e due reti segnate, soddisfatto della tua stagione in Irpinia?

Considerando che sono giunto a dicembre direi che mi sono comportato bene. Al mio arrivo la dirigenza spiegò che l’obiettivo era una salvezza tranquilla e noi l’abbiamo raggiunta con diverse giornate di anticipo. Quindi si, posso ritenermi soddisfatto.

Per la prossima stagione hai già avuto contatti o sei ancora in attesa di un progetto?

La mia priorità assoluta era la Virtus Avellino ma purtroppo per esigenze professionali diverse, non di natura economica, ci siamo dovuti separare. Ci tengo a sottolineare che non ci sono state cause economiche dietro la separazione. Ho avuto la fortuna di lavorare con persone eccellenti e i rapporti con la società sono ottimi. Riguardo al futuro per ora c’è stato qualche contatto ma nulla di realmente rilevante.

Sei stato un vero giramondo, accetteresti una nuova sfida oltre confine?

Andare all’estero adesso risulterebbe davvero difficile per me, ho messo su famiglia e spostarmi, come fatto da ragazzo, sarebbe complicato. Qui ormai ho raggiunto un equilibrio tale che non credo possa ritrovare altrove.

Speri di tornare tra i professionisti o credi che la tua dimensione sia quella attuale?

Il sogno di qualsiasi calciatore è quello di arrivare a giocare più in alto possibile però sono consapevole che a 28 anni risulta sempre più improbabile. Io però non mi precludo nulla e anzi continuo a dare sempre il massimo perché nella vita mai dire mai.

Tu hai giocato in varie posizioni del centrocampo fornendo sempre buone prestazioni ma in quale ruolo ti senti veramente a tuo agio?

Nelle giovanili del Napoli giocavo inizialmente da trequartista poi c’è stato un periodo in qui il classico numero 10 era quasi sparito e mi sono spostato più indietro. Nelle ultime stagioni ho giocato da regista e mi sono disimpegnato bene facendo anche qualche gol ma io mi ritengo un vero trequartista.

Mazzarri ti fece esordire in A giovanissimo che tipo di allenatore è stato per te?

Al mister devo tanto, con lui ho respirato il calcio ad altissimi livelli e negli allenamenti mi trattava benissimo. Vederlo lavorare era un spettacolo essendo molto meticoloso e buono con i suoi ragazzi. Dall’esterno può sembrare rude ma in realtà è una gran bella persona.

Hai più sentito il mister toscano?

Si, periodicamente ci telefoniamo oppure ci mandiamo messaggi whatsapp. Durante le feste poi ci scambiamo sempre gli auguri, nonostante il tempo passato abbiamo ancora un buon rapporto.