La categoria deve affrontare corsi "obbligatori" costosi, una vicenda che ha tanti lati oscuri
Preparatori atletici che frittata. Solo nello scorso dicembre avevamo trattato la problematica dei costi degli aggiornamenti obbligatori che devono sostenere gli allenatori di calcio per il mantenimento delle proprie licenze UEFA e avevamo evidenziato le lamentele che si sollevano da più parti in Italia anche grazie all’interessamento di Daniele Serappo che criticava una disparità di costi non giustificata per quello che dovrebbe essere niente altro che un servizio reso dal Settore Tecnico della FIGC. Fu anche inviata comunicazione alla Presidenza delle Federazione in cui si chiedeva di affrontare il tema dei ben tre prezzi differenti tra on-line, frontali per i Soci Aiac e per i non-soci Aiac: nulla si è mosso. Certo su un tema così delicato che tocca la tasca di migliaia di tecnici italiani stupisce non poco il silenzio ed il lassismo nel rispondere da parte di una Associazione di categoria probabilmente più interessata ad assecondare interessi fin troppo chiari ma altrettanto estranei al proprio dna d’origine (e di destinazione ?) ed evidentemente meno propensa a prendere le difese di associati e non (quanto sono lontani i tempi dell’Ulivieri incatenato sotto la sede FIGC di Via Allegri!) che ovviamente si interrogano sull’effettiva valenza di una tessera che presenta nella pratica più motivi di perplessità che reali valori aggiunti. L’ultimo corto circuito arriva così dalla componente dei preparatori atletici professionisti, solo da poco “aggregati” alla famiglia AIAC (anche qui con notevole perplessità considerato che votano nelle Assemblee e nel Consiglio Direttivo nazionale dell’Associazione ma contano solo poche centinaia di unità unità a fronte di circa 16.000 allenatori su ben oltre 80.000 matricole e neppure sono rappresentati in Consiglio Federale): a questi profili viene infatti richiesto un salatissimo orpello per aggiornamenti definiti “obbligatori” ai sensi di presunte direttive specificate nella Uefa Coaching Convention per il mantenimento di questa licenza. Abbiamo verificato e questa norma di livello superiore più volte sbandierata, il sito ufficiale di assoallenatori in effetti la richiama ufficialmente: è presente anche un link all’art. 34 del Regolamento del Settore Tecnico (la versione precedente a quella rivista in Consiglio Federale il 25 Giugno 2020, altra gaffe), tuttavia chi come noi si è preso la briga di controllare e leggere l’interessantissimo testo disponibile anche in lingua italiana sul sito di UEFA ha notato incontrovertibilmente che si parla di Allenatori ma non di Preparatori Atletici e soprattutto la licenza abilitante per il calcio di questi profili non è neppure una licenza UEFA bensì è solo ed unicamente uno di quei corsi per il quale il Settore tecnico bandisce dei percorsi formativi brandizzati e costosissimi e sul cui tesserino plastificato non ripone (presumibilmente non potrebbe farlo e chiaramente non lo fa) il nome ed il logo UEFA. Questi moduli d’aggiornamento costano oltre 60,00 euro l’uno (dovranno essere 3 in un triennio) e c’è da considerare anche che non tutti questi soggetti su cui va a gravare la spesa lavorano in Serie A, B o C, cosa peraltro anche di suo relativa se la normativa in realtà non è neanche conforme a quanto richiesto. Più di un preparatore, notando le incongruenze tra quanto non riportato e richiesto dal Regolamento del Settore Tecnico per la propria abilitazione, quanto riportato sui propri tesserini, la normativa europea richiamata che non attiene per nulla al proprio specifico ambito professionale e la cifra richiesta come obbligatoria mediante il versamento sull’apposito portale “vcorsi.it” approntato dalla FIGC, ha cominciato a telefonare alla segreteria del Sindacato ricevendo, manco a dirlo, risposte incomplete, spuntate, prive di alcun riferimento certo e fondato. Perché quindi questi soldi ? Perché questa richiesta ? Chi incassa i fondi ? Come mai un’Associazione di categoria che è (o dovrebbe esserlo) un sindacato appare forse distratta o cieca su tematiche così scottanti ?Una ennesima giusta intuizione di Serappo o forse una gatta da pelare per AIAC e per quella Federazione che il Presidente Gravina dichiara di volere più moderna e funzionale e che continua a palesare evidenti buchi come la più classica gruviera soprattutto per quanto attiene al Settore Tecnico che a questo punto parrebbe sempre più configurarsi solo ed unicamente come una gigantesca macchina da soldi ? Ci attendiamo risposte, le nostre riflessioni meriterebbero un tavolo di confronto con una governance poco attenta, che il Dio denaro muova la macchina del calcio è retorica, ma in questo caso ci troviamo di fronte ad incongruenze che meritano spiegazioni. Le attendiamo, siamo qui, vigili a verificare questo altro tema scottante.






