Le parole dell'allenatore dell'Under 16 della Casertana Piero Cristiani che ha parlato della sua stagione a 360 gradi. Dichiarazioni importanti anche sul suo passato al Villa Literno Calcio
Una stagione rocambolesca per il mister Piero Cristiani. Dopo l’avvio amaro con il Villa Literno che ha sollevato il mister dall’incarico dopo soli 2 giornate, Cristiani ha sposato poi il progetto con l’Under 16 della Casertana:
Come sta trascorrendo questo periodo di emergenza?
“Io e mia moglie oltre ad essere genitori siamo insegnanti, quindi stiamo passando questo periodo con il caricabatterie vicino. Tra videochiamate e didattiche a distanza siamo collegati dalla mattina alla sera, anche se la reputo una cosa negativa proprio perchè non sono mai stato così social”.
Da allenatore della Casertana Under 16 come si è comportato con i suoi ragazzi?
“Abbiamo il nostro gruppo. Dal primo giorno che ci siamo lasciati pensavamo di riuscire a vederci. Ho dato del lavoro da svolgere in casa ma dopo determinate esercitazioni non credo al lavoro svolto in casa per un periodo molto lungo. Qualsiasi condizione fisica viene data dai 90 minuti che danno sostanza ritmo e forza”.
Ha già affrontato il tema del suo futuro con la società ?
“Ho un contratto con la Casertana e attendo. La situazione non è facile, c’è tanto da organizzare ma sono in attesa della loro decisione con tranquillità . Mi farebbe piacere continuare a lavorare con loro ma rispetterò qualsiasi scelta, il calcio lo vivo con passione e non con ossessione”.
Per quanto riguarda i campionati dilettantistici, secondo lei quali soluzioni bisognerebbe adottare?
“Non esiste una soluzione per mettere tutti d’accordo, ogni girone poi ha situazioni diverse e particolari. Qualsiasi decisione non sarà mai equa e non capisco perchè ancora oggi si parla di calcio. Sono solidale ai tanti calciatori che vivono solo di sport ma la situazione di emergenza non permette di continuare, parliamo di vita o morte e nei dilettanti la sicurezza non è garantita”.
Lei lavora spesso con i giovani, è possibile che tale situazione abbia innescato dei problemi ai ragazzi soprattutto in ottica futuristica?
“Il trauma lo avranno. Con uno stop così lungo è difficile riorgannizzarsi dal punto di vista fisico per ritornare a giocare. Si rischiano tanti infortuni e come ribadivo prima non credo all’allenamento in casa per più di 3 settimane. Sarei preoccupato laddove si ritornasse in campo”.
La sua stagione è iniziata al Villa Literno, in che rapporto è rimasto con l’ambiente?
“Sono ripartito dalla Promozione con il Villa Literno e dopo 1 giornata mi sono ritrovato a casa. Ringrazio innanzitutto chi mi ha lasciato la possibilità di lavorare. Ritengo che Musto sia stato un po’ frettoloso nella scelta. C’è da dire che non ha fatto mancare mai nulla ne a me e ne ai calciatori, conosce bene i giocatori ed è un grande appassionato capace di coinvolgere l’intera comunità come pochissimi. Per me a Villa Literno esistevano solo lui e Michele Aletta, non ho mai considerato gli altri sulla scelta dei calciatori. Su Aletta aggiungo che ha lavorato egregiamente rispetto all’economia che aveva a disposizione. A Villa Literno ci sono state tante persone, ma la maggior parte erano quelle che in settimana non si trovavano mai al campo escludendo gli addetti ai lavori. A Febbraio tutti mi dicevano che apprezzavano il mio lavoro ma a fatti non è stato così. Arrivata poi la chiamata del direttore Violante alla Casertana, devo dire che sono rimasto contento e ho lavorato benissimo con una certa serenità ”.
Qualche calciatore liternese le ha impressionato?
“Di Finizio, Chianese, Annunziata e Vanità sono sprecati per la Promozione”.
Un saluto finale…
“Infine voglio fare i complimenti alla Real Aversa ovvero il mio popolo sportivo. Quando alla prima giornata venni sconfitto in casa, match che mi costò l’esonero, dissi a qualche dirigente che a Dicembre i normanni avrebbero accumulato 10 punti di vantaggio sulla seconda. Mi sbagliai, i punti non furono 10 ma 14”.






