Lodevoli gli sforzi della società e del primo cittadino cerignolano, un vero baluardo che fino all'ultimo ha creduto nell' ok del TAR

Niente serie C per l’Audace Cerignola. Il club pugliese del presidente Grieco ha ricevuto oggi notizia in cui il TAR del Lazio ha confermato la sospensiva rinviando la decisione definitiva all’11 febbraio, dato dove ovviamente non ci saranno più i margini per poter essere inseriti. Una decisione assurda e che lascia sconcerti perché l’Audace aveva tutti i documenti in regola per prendere parte al campionato di Serie C.

Molto deluso e fortemente scosso il sindaco di Cerignola, Franco Metta, una persona che dovrebbe essere di esempio per molti politici in Italia che spesso trascurano lo sport lasciando le società sole al loro destino. Il primo cittadino della città pugliese, attraverso una diretta Facebook, ha parlato di “lutto per la città di Cerignola, di una rapina subita e che calpesta i diritti di una società che aveva tutto in norma”. Altresì, Metta ha voluto sottolineare – considerando anche la sua esperienza in campo giuridico di oltre trenta anni – che ad oggi “nonostante le riforme fatte, sia ancora un giudice ordinario, e non sportivo, a prendere decisioni così importanti per il calcio campano”. Una vergogna, l’ennesimo brutto episodio in Italia che condanna una società sana, forte e futurista come quella del Cerignola. Lega Pro e FIGC non hanno dimostrato rispetto delle regole, hanno impedito alla squadra di Grieco di poter partecipare solo perché il campionato doveva essere a 60 squadre. Magari fossero state 59, il Cerignola sarebbe stato accolto a braccia aperte ma così non è stato. Il sindaco Metta “piange” per questa notizia ma non molla e come un guerriero si è detto disposto a raddoppiare le sue forze per sostenere e tifare Cerignola, sperando nel supporto di tutta la comunità: un gesto questo che merita stima e rispetto per un sindaco che, come rare volte si è visto in Italia, si è battuto su tutti i fronti per il bene sportivo del suo amato Cerignola.