"Visto quello accaduto in Cina ad inizio gennaio, qui le attività sportive riprenderanno a fine aprile, stiamo parlando di 4 mesi. Non voglio essere l'uccello del malaugurio ma la situazione è molto delicata ci vorranno altri due mesi per ripartire col campionato"
NAPOLI - Il capitano del trionfo in Germania nel 2006 e capitano del Guangzhou reduce dalla vittoria del campionato cinese in collegamento telefonico con Radio Anch’io Sport ha dichiarato quanto segue in merito alla situazione in Cina e alla ripresa del campionato italiano.
“La situazione in Cina sta tornando alla normalità – spiega – Sono rientrato 10 giorni fa da Dubai e pur non essendo stato in nessuna zona rossa, il governo ci ha imposto di fare la quarantena. Ci hanno fatto controlli e scannerizzato in volto, con un’applicazione nel telefono si rivela dove sei stato negli ultimi 14 giorni. Da 10 giorni sono a casa e ogni giorno devo rivelare la mia temperatura. Alla fine mi verrà dato un documento per andare in giro. E’ con queste regole che stanno controllando il virus. Noi non abbiamo avuto casi di positività in squadra, ma bisogna fare molta attenzione, essere cauti. La preoccupazione è tanta, mia moglie e i miei figli sono a Napoli. Ci sono delle restrizioni in Italia, ma nessuno si prende la briga di dire: ‘Va bene stiamo a casa 15-20 giorni’ senza muoverci'”
Alla domanda sulla ripresa del campionato italiano risponde cosi: “Visto quello accaduto in Cina ad inizio gennaio, qui le attività sportive riprenderanno a fine aprile, stiamo parlando di 4 mesi. Non voglio essere l’uccello del malaugurio, mi auguro prima ma la situazione è molto delicata ci vorranno ancora due mesi per ripartire col campionato, i tempi sono simili”.






