Nono risultato utile consecutivo per la Bersagliera, un 2-1 che piega la capolista Empoli e lancia i granata in piena zona playoff: l’effetto derby ha galvanizzato squadra e tifosi
Sognare si, ma ad occhi aperti. Esultare e guardare avanti, ma a testa bassa. La Salernitana proletaria di Bollini sfata i pronostici e piega nel fortino dell’Arechi la capolista Empoli di Vivarini. Una vittoria di cuore e di carattere quella del Cavalluccio, ottenuta in rimonta grazie a una doppietta della punta veneziana Bocalon. La gara sembrava incamminarsi sulla strada per Empoli dopo che i toscani passavano in vantaggio con una punizione magistrale dell’esperto Pasqual, ma ci ha pensato il “Boca” a regalare i tre punti ai granata e a lanciarli in terza piazza, a -2 dal Palermo capolista, al termine di una superba prestazione di tutta la squadra. Questa è la Salernitana che ci piace: che sa incassare, sa reagire e sa portare a casa la gara. E l’entusiasmo dei tanti cuori granata presenti sulle gradinate del Principe degli Stadi viene tenuto a bada dalla scaramanzia. Ma fino a quando si può parlare di scaramanzia, o meglio di fortuna? E se questa Salernitana, privata in estate dei suoi gioiellini (Coda e Donnarumma su tutti), proletaria e cinica, può diventare una bella favola di questa Serie B? Lo spin-off di questo periodo d’oro che sta attraversando la squadra granata è stata sicuramente la super vittoria del Partenio, lo stadio dove da tanti, troppi anni il Cavalluccio non riusciva a vincere contro i cugini irpini. Un derby fatto di rimonte, di sfottò, di slogan, che i tifosi granata ricorderanno per ancora tanti anni e che ha già collocato Joseph Minala, il giustiziere del Lupo, nell’Olimpo del calcio della Città d’Ippocrate. Qualcuno già pensava e diceva: il nostro campionato può anche finire qui, cosa più bella non poteva accadere. E invece, l’affermazione ad Avellino sembra essere diventata una sorte di pozione magica, uno sprono in più che guida gli undici in campo, consci che la maglia granata che portano addosso è l’orgoglio di una città e di una provincia intera. Dal Partenio è partito il momento magico: pari interno col Frosinone (altra corazzata) con bicchiere mezzo vuoto, blitz a Novara sempre per 2-3, e la vittoria di sabato con l’Empoli. Quattro partite che ha spedito la Salernitana dalla zona playout nei playoff, complice anche la classifica corta di un campionato, questo di Serie B, strano, equilbrato e che ancora non conosce una regina. Emozionanti le parole di un giocatore come Riccardo Bocalon, esploso nell’Alessandria a suon di gol, di poche parole e di grande impegno, qualità tipicamente venete, che elogia il pubblico dell’Arechi e la passione della Curva Sud, che lo hanno già rapito come successo in passato a tanti altri. D’altronde, i tifosi del Cavalluccio chiedono poco: l’amore per la Salernitana e la maglia sudata; i risultati, i presidenti, i giocatori, gli allenatori, passano in secondo piano a Salerno.
FOTO: Zerottonove.it






