Il direttore generale viola si dimostra amareggiato per la frase del numero uno dei tigrotti. Sotto accusa anche il gesto di Tommaso Manzo in occasione del terzo gol

Carlo Cristarelli risponde a Sestile. Ieri il presidente del Giugliano a fine partita ad una emittente tv aveva scherzosamente definiti maialini i calciatori viola, una dichiarazione goliardica che non è piaciuta al direttore generale viola che risponde così: “La differenza di stile tra noi e il Giugliano si è vista ieri in tanti episodi. Tutti hanno applaudito il gesto di Cafaro, ma pochi sanno che Manzo solo nel dopo-partita ha ammesso di avere addomesticato la palla con il braccio destro in occasione del contropiede che ci ha condannati al 3-1. Abbiamo anche le prove di questa ammissione tardiva (un post di facebook). Con un pizzico di sportività, ancora più doverosa dopo quello che aveva fatto il nostro giocatore, avrebbe dovuto fermarsi anche lui”.
 
Ancora più deludenti sono state le dichiarazioni del presidente Sestile ai microfoni di un’emittente televisiva quando ha paragonato il Casoria ad un maialino. Anche qui, la differenza di stile emerge tutta quando si paragonano le parole di Sestile a quelle pronunciate nella stessa sala stampa dal sottoscritto. Inutile commentarle, basta andare ad ascoltarle. Ieri sera Sestile mi ha inviato un messaggio privato per formularmi scuse postume per l’eccessiva euforia ed io avevo risposto che non c’era nessun problema. Ma non avevo ancora ascoltato quella intervista e devo ammettere che mi ha profondamente deluso.
 
E che dire degli sputi, delle ingiurie e delle minacce che abbiamo ricevuto noi in panchina per tutta la gara? Se lo avessero fatto i miei tifosi agli avversari sarei prontamente intervenuto… invece quando mi sono lamentato di questo gesto con Sestile, lui mi ha risposto che era acqua santa. Quello che è successo ieri mi rende ancora più orgoglioso di essere il direttore di una società come il Casoria e di appartenere ad un gruppo dai valori morali altissimi. Ci sono cose nella vita che non hanno prezzo, la dignità non si compra al mercato. E poi il tempo è galantuomo e si semina sempre quello che si raccoglie. Sono orgoglioso dei miei maialini e sono sicuro che ci toglieremo ancora tante soddisfazioni”.