Dall'attuale pandemia alle vicende verificatesi al suo arrivo in giallorosso e non solo, il tecnico Ciaramella ha raccontato alla nostra redazione la sua nuova avventura alla Polisportiva Grotta

GROTTAMINARDA (AV) - Intraprendere un nuovo percorso è sempre difficile; dove andare, cosa fare e a chi dare la propria fiducia: questi interrogativi continuano a ronzare nella testa fino al momento della firma, quando tutto si spegne e ci si rimbocca le maniche. 

Non sempre però i primi dialoghi sono i migliori, anzi l’ostacolo potrebbe essere dietro l’angolo. Bisogna dunque saper scegliere ed essere convinti al 100% delle proprie decisioni, come è apparso in esclusiva alla nostra redazione il tecnico Andrea Ciaramella parlando del suo approdo alla Polisportiva Grotta. 

L’allenatore giallorosso ha ripercorso ai nostri microfoni i primi passi della sua nuova avventura in terra irpina, guardando anche al futuro e alla situazione pandemica che attanaglia tutt’ora l’Italia. Non è mancata una critica velata anche a qualche precedente spaccato della sua carriera, ma lo sguardo è concentrato soprattutto sul suo attuale percorso al Grotta nel girone A di Eccellenza. 

SITUAZIONE POSITIVI – “Tutto bene per quanto riguarda squadra e staff. Non abbiamo avuto problemi di Covid e già questo, nell’ultimo periodo, è una grande fortuna”.

COVID E RIPRESA – “C’è un po’ di preoccupazione. Nonostante uno cerchi di trasmettere tranquillità al gruppo, è chiaro che questo virus, visti i periodi precedenti, ci lascia un po’ preoccupati. Sono però molto fiducioso in merito, perché nelle altre nazioni dove è arrivata prima di noi Omicron hanno affrontato una ripresa abbastanza veloce: i campionati di A e di B stanno andando regolarmente avanti, ciò che spero possa accadere anche per i dilettanti”.

SPETTRO PROLUNGAMENTO DELLO STOP – “È diverso questa volta. La prima volta siamo stati trovati tutti quanti impreparati, non sapevamo neanche noi come intervenire in tal merito. Quest’anno, un po’ con i vaccini e con la possibilità di ripetere tamponi anche a 48 ore dalla gara, abbiamo la possibilità di continuare a giocare (almeno fino ad un minimo di 5 contagiati)”.

RIPRESA – “Spero che dalla prossima settimana riprenda regolarmente il campionato, anche perché non vorrei che si ripetesse quanto accaduto con il torneo falsato dell’anno scorso: alcune compagini hanno partecipato, altre no, penalizzando società che avevano investito molti soldi come Pianura e Frattese. Alla fine sono riuscite a salire perché una regola non molto veritiera ha creato un campionato con poche partite, dove una giornata storta poteva farti uscire fuori. Non sono però venuti fuori i veri valori delle società l’anno scorso, nulla da togliere alle squadre che hanno vinto, ma credo ci fossero club più attrezzati che avrebbero detto la loro con una competizione regolare come quello degli scorsi anni”.

VACCINO – “In questo momento non abbiamo alternative al vaccino. Sono pro vaccino, con la speranza che questo ci aiuti a sconfiggere un virus radicato già da due anni oramai. L’unica strada è quella, non ne conosco altre. Semmai possiamo trasmettere alle persone scettiche nelle nostre vicinanze il messaggio per cui è necessario farlo. Solo così, immunizando quasi per intero la popolazione, possiamo sperare in una ripresa che ci possa far tornare alla nostra vita normale”.

CASO DJOKOVIC – “È una situazione che non condivido. Non puoi tu, nonostante tu sia il più grande tennista del momento, evadere i protocolli per agire contro le regole. Bisogna attenersi sempre ad esse come tutti quanti facciamo, non esiste un trattamento diverso per essere il numero uno al mondo. Da condannare”.

NO VAX IN GRUPPO – “Sinceramente da noi sono tutti favorevoli, anche i ragazzi che ancora devono fare la terza dose. Abbiamo nello staff dirigenziale un dottore che è molto bravo a spiegarci la situazione, facendoci capire l’importanza di vaccinarci. Non ne abbiamo di questi problemi”.

LA SCELTA DEL GROTTA – “A me interessava tornare sui campi, una cosa che amo profondamente. Vedendo la bontà di questa società e dello staff dirigenziale, persone desiderose di fare un calcio ambizioso e che mi hanno concesso la possibilità di lavorare come piace a me, ci siamo trovati su tutto. Ho parlato anche con altre società, ma non ho avuto le stesse impressioni che mi hanno spinto ad accettare Grotta. Al di là del blasone delle altre squadre, dove può non apparire come la più importante, posso però garantire che si tratta di una società seria e perbene: tutto ciò che conta nel calcio ad oggi. Ci sono, infatti, molti venditori di fumo in giro e sinceramente mi sono anche stancato di legarmi a persone che promettono e poi non mantengono mai la parola. Preferisco lavorare in un ambiente meno importante, dal punto di visto della gloria societaria, ma dove è possibile lavorare secondo le proprie idee”.

PRIME DIFFICOLTÀ – “Il percorso al momento è abbastanza positivo, soprattutto considerando i problemi iniziali. Appena arrivato, infatti, ci fu un’epurazione di una bella fetta di squadra: andarono via in nove/dieci giocatori e gli under presenti, trovandomi al campo con sei/sette giocatori. Questo ci penalizzò nelle sfide con Pomigliano e Ponticelli. In fretta e furia fummo costretti a costruire una squadra daccapo e le condizioni in cui eravamo non erano le migliori; non fu possibile fare affidamento neanche su pedine che già in passato ho allenato, perché sorsero dei problemi di natura logistica che impedivano loro di aggregarsi. Abbiamo dovuto perciò attingere al mercato estero, dove sono arrivati ben 28 giocatori tra argentini, brasiliani e uruguaiani. È stata costruita così, in poco tempo, una squadra che possiede ora tutte le carte in regola per disputare un campionato importante”.

EPURAZIONE ROSA INIZIALE – “È stata volontà di società e giocatori, arrivati con l’ex allenatore e di conseguenza in quell’istante senza il principale riferimento. La parte della squadra che era legata al tecnico precedente decise così, una decisione che a parer mio sarebbe dovuta essere presa anche senza questa presa di posizione da parte degli atleti. Il sistema di gioco del vecchio allenatore infatti si discosta dal mio modo di vedere il calcio, nulla togliendo a quanto fatto da Messina; abbiamo però moduli e concetti diversi, perciò ho preferito prendere giocatori più adatti al mio sistema di gioco”.

CACCIA AI PLAYOFF – “L’obiettivo della società prefissato ad inizio stagione è il raggiungimento dei playoff. Questa squadra può dare molte soddisfazioni, come fatto vedere nell’ultima sfida contro una corazzata come il Montemiletto, dove abbiamo dimostrato tutto il nostro valore. Possiamo solamente migliorare e crescere, iniziando magari già da sabato a dimostrare di che pasta siamo fatti, per poi inserirci nel discorso playoff: è possibile centrarli, ci credo”.

SGUARDO AL CAMPIONATO – “È un’utopia pensare al primo posto, anche perché la Palmese recuperando la gara con l’Ottaviano potrebbe andare a + 9 da noi. Questo possibile vantaggio a 12 giornate dalla fine è difficile da chiudere, considerando anche che fino ad ora la Palmese ha avuto un rullino di marcia incredibile. Anche l’Acerrana sotto sembra avere qualcosa in più delle altre, non penso che possiamo ambire a quelle posizioni.
Noi dobbiamo essere molto umili e considerare che già rientrare nella griglia playoff è un successo. Penso che Montemiletto, Virtus Avellino e la stessa Lioni siano alcune delle squadre più forti del campionato, con sicuramente qualcosa in più di noi essendo partite prima: loro sono squadre già ben assestate, noi siamo ancora un working in progress. Il nostro scopo ora è capire come trarre il meglio dai ragazzi che abbiamo. Io sono fiducioso, è la mia indole. Ma playoff a parte, la cosa per me importante è creare quelle condizioni per l’anno prossimo ed il futuro: oggi bisogna porre le basi, cercando poi di fare bene il prossimo anno con questi giocatori a nostra disposizione”.

ROSA E MERCATO – “Non ci saranno acquisti, stiamo bene così. Abbiamo bisogno solo di qualche under che facciamo fatica a trovare per concludere l’organico, ma a livello di over siamo ben completi. Ringrazio tutti i ragazzi, anche quelli che non sono andati via, per la professionalità e l’abnegazione mostrate nell’accettare questo nuovo percorso”.

RAPPORTO CON LA SOCIETÀ – “Sono contento della rosa a disposizione. Per essa devo ringraziare la società che non solo mi ha accontentato su tutto, ma mi ha concesso anche la possibilità di intervenire direttamente sul mercato al fianco del direttore Meola. Li ringrazio perché non è facile trovare oggi una società che sin dal primo giorno ha una tale fiducia nei tuoi confronti, permettendo di fare ciò che avevo in testa. Per questo sono molto felice”.

CRESCITA DEL NUOVO GRUPPO – “Il gruppo sta rispondendo molto bene al mio lavoro e quello del prof Fucci, un valore aggiunto per la sua esperienza e le sue enormi capacità; grazie a lui questa squadra, nonostante sia dilettantistica, si allena come se fosse professionistica. I ragazzi in poco tempo hanno in poco tempo recepito le nostre indicazioni. Già contro il Montemiletto sono riuscito a vedere maggiormente una squadra che giocava dal basso, portando avanti interessanti trame di gioco. Questo gruppo ha al momento grandi margini di miglioramento, soprattutto considerando il fatto di essere a metà metà di un percorso che spero di concludere nei prossimi tre mesi. Stiamo lavorando solo da un mesetto, ma loro stanno già facendo passi da giganti e questo mi fa piacere; anche negli allenamenti vedo una grande applicazione e la giusta attitudine, quello che io cerco. Loro poi si divertono e questo fa ben sperare per il futuro”.

ALLENAMENTI PREFERITI – “Gran parte del nostro lavoro è tutto con la palla. Essendo stato calciatore prima di loro so che quando si parla di lavoro a secco – senza palla – si soffre un po’, infatti preferivamo avere sempre l’attrezzo tra i piedi. Le nuove tecnologie di oggi però fanno sì che anche gli allenamenti più fisici si possano fare anche con la palla e quindi ci divertiamo di più, dal primo giorno di ripresa all’ultimo di rifinitura.
Lavoriamo molto con la palla: esercizi a terra; situazioni di grande possesso palla per cercare di avere poi un maggiore controllo della partita, questi sono solo alcuni”.