Dimissioni o esonero il tecnico non può più restare. E la scelta più ovvia è richiamare il tecnico sotto contratto

Casalnuovo non è ancora finita. Il terremoto che ieri ha travolto la società granata, con il direttore Salvatore Errichiello che si è fatto da parte per il bene del progetto, assumendosi le colpe da vero capitano, ma dando una chiave più ampia: le dimissioni non sono un addio, ma fanno parte di una progettualità più ampia (in attesa nominato Ponticelli nuovo direttore) e soprattutto indicando nel fallimento sportivo colpe enormi nello staff tecnico e nei giocatori. Dunque, come reagirà lo staff tecnico? L’accusa verso Citarelli e il suo staff è chiara, d’altronde il tecnico è uno dei principali artefici di questa situazione, quindi cosa accadrà? Due gli scenari possibili: dimissioni del tecnico o esonero. Inimaginabile vedere Citarelli la prossima settimana sulla panchina del Casalnuovo. Venuta meno la fiducia della società e preso atto del fallimento, Citarelli potrebbe scegliere l’addio più onorevole facendosi da parte, le sue colpe sono palesi e il tecnico dimostrerebbe gran senso di responsabilità emulando il direttore Errichiello. Viceversa, un muro contro muro porterebbe all’esonero, un’uscita di scena più  violenta ma necessaria. Sicuramente il Casalnuovo non può ripartire da Citarelli per le ultime cinque giornate. E quindi chi ci sarà a guidare la squadra? Prendere un nuovo tecnico per 5 gare non sarebbe una scelta logica, tanto vale pescare la soluzione interna e rispolverare un tecnico già in organico come Carlo Sanchez. E’ la via più ovvia, terminare il torneo con l’allenatore con cui si è partiti, una strada saggia che permetterebbe di calare il sipario in maniera dignitosa dando anche al mister 5 gare per mettersi in mostra in vista della futura stagione. Citarelli-Casalnuovo sarà addio, pronto il Sanchez-bis, un po’ come ha fatto il Savoia con Fabiano. E l’inizio della settimana che verrà potrebbe delineare lo scenario appena ipotizzato.