Gara equilibrata, i cambi hanno dato una spinta in più al Cervinara che così ha rimontato un Giugliano poco in palla e incisivo in fase offensiva

CASERTA- Il Cervinara compie l’impresa e batte il Giugliano nella finale di Coppa Italia ai calci di rigore. Una partita maschia giocata su un campo, il “Pinto” di Caserta, ai limiti della praticabilità e che ha messo in evidenza soprattutto il carattere e la fame dei calciatori di Mister Iuliano, anch’esso bravo a dare una svolta alla gara con gli ingressi di Petrone e Russolillo. Cambi che invece hanno mandato all’aria una vittoria quando mancavano dieci minuti alla fine del match: Sardo ha infatti siglato l’autorete del pari e sbagliato un calcio di rigore, così come Barone Lumaga e Fragiello tutti subentrati a gara in corso.

FC GIUGLIANO 1928 (4-3-3)

Marco Mola 6.5 – Dopo qualche incomprensione nei primi minuti specie con Di Girolamo, Mola mette ordine nella sua area di rigore andandosi a prendere in presa alta quasi tutte le punizioni calciate dal Cervinara. Perfetto e sempre pulito, ci mette una pezza, anzi due per salvare la sua porta dalle conclusioni velenose di Petrone. Sul gol che porta al pareggio non ha colpe in quanto viene colto controtempo dalla deviazione fortiota di Sardo, mentre sui rigori non può nulla perché il Cervinara ne tira due perfetti e due fuori.

Luca Liguori 5.5 – Soffre maledettamente le scorribande di Krivca specie nei primi quindici minuti del match dove il Giugliano sbanda a ripetizione. Poi Liguori prende le misure, il terzino del Cervinara spinge meno e la situazione si regolarizza. Tuttavia resta una prova insufficiente nella quale il terzino fa poco e niente lasciando a desiderare anche in proiezione offensiva. Dal 8’st Armando D’Angelo 5.5 – voto di stima perché consapevoli del suo enorme talento, ma non si accende quasi mai eppure ha tanto, tanto tempo per provare ad incidere.

Marco Cassandro 5.5 – La difesa dei tigrotti balla soprattutto a inizio gara, poi si assesta anche se restano le pecche di un reparto apparso in difficoltà contro gli avversari Befi e Zerillo, bravi a crederci sempre su un manto erboso che ha lasciato spazio a tanti errori. In particolare, il difensore sbaglia soprattutto in occasione della prima azione pericolosa del Cervinara, ovvero quando favorisce l’entrata in area di Befi che poi calcia di un nulla fuori da posizione favorevole: gli aveva aperto un’autostrada!

Rosario Di Girolamo 5.5: come per Cassandro, insufficienza dettata da errori grossolani specie nella prima frazione di gioco. Di Girolamo sbaglia a più riprese, un suo rinvio sbilenco innesca un contropiede che poteva essere sanguinoso ed in più risulta essere assai falloso oltre che nervoso: un difetto che ha messo in evidenza anche a Frattamaggiore dove prese il primo giallo dopo appena 40 secondi di gioco.

Antonio Mennella 5.5: non è il solito terzino tutta spinta e accelerazioni, come Liguori resta bloccato a presidiare la corsia che, soprattutto nel primo tempo, non vede rivali visto che Zerillo preferisce accentrarsi anziché tentare gli uno contro uno in fascia. Nella ripresa, però, iniziano i problemi per il classe 2001 che viene puntato e saltato con una certa facilità da Russolillo, esterno brevilineo che sarà poi decisivo nella rimonta del Cervinara.

Antonio Tarascio 7 – È il migliore dei suoi per distacco. Sempre primo su ogni pallone, sempre con la fame di chi vuole vincere a tutti i costi. Duella a centrocampo con molta energia e vigore, arpiona tutti i palloni vacanti e spesso si trova anche ad imbastire situazioni offensive per il Giugliano. In pratica fa tutto ed anche molto bene!

Crescenzo Liccardo 5 – Spaesato. Non sembra a suo agio nel centrocampo di De Stefano, fatica a trovare la posizione giusta e l’intuizione che possa favorire un’azione pericolosa. Penalizzato forse dal campo, ma non può essere una scusante: è stato chiamato per fare la differenza, ma al momento risulta essere un corpo estraneo a questa squadra. Dal 26’st Sergio Barone Lumaga 5 – prova a lottare, a sgomitare ma fa molto più fumo che arrosto. Sbaglia anche il calcio di rigore, un errore imperdonabile.

Rosario De Rosa 6.5 – Insieme a Tarascio, regnano nella zona mediana dal 20′ in poi divorando gli avversari su ogni pallone con decisione e velocità. Non sarà esteticamente bello da vedere, ma è essenziale nelle giocate. Suo il gol che sblocca una contesa equilibrata, un inserimento vincente che spesso avevamo già visto fare con la maglia del Savoia. Dal 14′ s.t.s Gennaro Fragiello 4.5 – Mister De Stefano lo getta nella mischia per avere un buon tiratore sui calci di rigore, lui si presenta dal dischetto per il rigore decisivo con eccessiva mollezza gettando alle ortiche il pallone che significa sconfitta del Giugliano e vittoria del Cervinara.

Vincenzo Caso Naturale 6 – Si vede molto poco imbrigliato nella morsa di un Cioffi sontuoso. Però non appena ha un centimetro di libertà, punisce con un assist strepitoso che manda in rete De Rosa. Dal 22’st Emanuele Murolo 5 – entra in un momento poco positivo per il Giugliano, che sta cercando di portare a casa l’1-0 viste le avverse condizioni del terreno di gioco e l’offensiva del Cervinara. De Stefano lo getta nella mischia per sferrare il colpo decisivo magari in contropiede, ma lui si perde tra fuorigioco di troppo e uno spirito poco indemoniato. Lontano parente del Murolo visto fino ad una settimana fa, ha nei supplementari la palla della vittoria ma non aggancia bene sciupando una grossissima occasione.

Dino Fava Passaro 6 – Mezzo voto in meno per il rigore sbagliato che condiziona il Giugliano nella lotteria, ma nei 120′ è stato come al solito encomiabile. All’età di 40 e passa anni lo si vede ancora correre, sgomitare e rincorrere gli avversari. Per lui il tempo sembra essersi fermato!

Tommaso Manzo 5.5 – Tutti si aspettano una giocata che raramente arriva nel primo tempo, marcato in maniera asfissiante da Furno che preferirà fare una gara sul “10” gialloblu anziché puntare ad attaccare come solitamente fa. Tuttavia, la prova di Manzo resta insufficiente perché non ricordiamo alcuna azione degna di nota, mentre apprezziamo senza dubbio lo spirito battagliero che ha avuto nei minuti in cui è stato in campo. Dall’8’st Paolo Sardo 4.5: De Stefano lo manda in campo per dare maggiore esperienza e copertura nel reparto arretrato vista anche la partita poco positiva di Liguori, lui però riesce nell’impresa di fare ancora peggio. Dalle sue parti, banchetta Petrone così come è lui l’autore dell’autorete che permette al Cervinara di pareggiare le sorti di un match che sembrava chiuso a dieci minuti dal termine. Come se non bastasse, fallisce anche dal dischetto cogliendo la traversa: non è il Sardo che conosciamo, una serataccia per colui che alla vigilia era il giocatore con più Coppe Italia vinte in carriera.

All. Antonio De Stefano 5 – Perde la sfida con Iuliano che, a differenza sua, indovina i cambi che raddrizzano la sfida. La sua squadra è parsa disorganizzata e confusionaria, le condizioni del campo non hanno certo aiutato ma a mancare nei calciatori del Giugliano è stata soprattutto la fame di vittoria. Quella che invece era impressa negli occhi dei giocatori del Cervinara, vogliosi di scrivere la storia del loro club.

AUDAX CERVINARA 1935 (4-3-3)

Francesco Stasi 6.5 – Centoventi minuti senza grandi parate, qualche uscita e nulla più per il giovane portiere biancoazzurro. Poi, ai rigori da il via alla magia del Cervo parando il primo rigore della serie nientemeno che a Fava con un intervento di puro istinto.

Stefano Furno 6.5 – Non è il solito Furno prendi e parti, quello dalle folate offensive che spaccano le squadre. Di fronte, però, aveva Tommaso Manzo e dunque ha pensato più a bloccarlo che a sfondare sulla corsia di destra. Solo nella ripresa, con l’uscita del “10” giuglianese, ha messo il piede sull’acceleratore facendo scintille insieme al neo entrato Russolillo. Si conferma in grande forma segnando anche il primo rigore della serie con un tiro perfetto che spiazza Mola.

Francesco Taddeo 5.5 – Della retroguardia, è l’unico che non raggiunge la sufficienza. Ha sulla coscienza il gol di De Rosa visto che non assorbe il suo inserimento facendosi sorprendere in area. Bravo sulle palle alte, ma spesso e volentieri si concede qualche leggerezza di troppo. Dal 13’st Orlando Russolillo 6.5 – entra e spacca la gara, lo fa con continue accelerazioni che mandano al bar Mennella e permettono al Cervinara di provare ad imbastire qualche azione importante nonostante il pantano. Mezzo voto in meno perché potrebbe far alzare la Coppa al Cervinara già nei tempi regolamentari ma, a tre minuti dal novantesimo, manda a lato un’occasione clamorosa.

Giovanni Conti 7 – Un muro in difesa. Leader di un Cervinara che dietro fa le cose in maniera ineccebile con Stasi che non dovrà compiere alcun intervento per salvare la porta. Inizia la gara con affianco Taddeo, poi nella ripresa si ritrova in coppia con Cioffi: in entrambi i casi, rappresenta una sicurezza. Fondamentale nelle chiusure, bravo e preciso anche coi suoi tanti lanci lunghi a cercare le due punte Befi e Zerillo.

Simone Cioffi 7 – Senza il rigore errato, poteva aspirare ad ancora un voto più alto. Ma sua resta una gara sontuosa, disputata nel ruolo prima di terzino sinistro e poi di centrale di difesa. Nessun problema, però, perché Cioffi da Cervinarese doc ci ha messo il cuore e l’anima in questa gara marcando in maniera impeccabile Caso Naturale e propiziando, dall’altra parte del campo, la rete del pari con una pressione su Sardo che per anticiparlo ha messo nella sua porta.

Fabrizio Guida 5 – Letteralmente avulso dal gioco, non da mai ampiezza alla squadra sulla destra non si propone mai né cerca il pressing sugli avversari. Finisce quindi per non far nulla e l’allenatore, spazientito, lo cambia all’intervallo. Dal 1’st Calandrelli 6 – Gioca semplice e senza leziosismi, si guadagna la pagnotta con corsa ed umiltà.

Renato Ricci 6.5 – Dopo pochi minuti, si capisce che il suo piede è molto caldo. Le sue punizioni, di destro e sinistro, mettono più volte i brividi alla difesa del Giugliano prima che Mola decide di andarsi a prendere tutti i palloni vacanti in area con le uscite. È il vero cervello del Cervinara, Mister Iuliano a malincuore lo sacrifica nella ripresa per inserire un attaccante. Dal 28’st Marco Petrone 7 – Ha il fuoco che arde dentro, va in campo con la voglia di mangiarsi il mondo. Finisce per mangiarsi la fascia sinistra a suon di galoppate e conclusioni, che sporcano i guanti a Mola in due occasioni. È vero, sbaglia un rigore importante ma è dalla sua punizione che scaturisce l’autorete di Sardo.

Giulio Fusco 6.5 – Ma quanti km ha percorso? Ci vorrebbe un GPS per saperlo, ma siamo convinti che abbia percorso più strada di un maratoneta professionista per cercare di arginare il Giugliano e recuperare, specie nella ripresa, palloni da riproporre in fase offensiva. Esce per crampi, e quando lo toglie Iuliano sennò. Dal 3′ s.t.s. Simone La Torre 6 – Qualche piccola giocata nei 12 minuti di campo che Iuliano gli concede, glaciale nel segnare la rete dagli undici metri che porta il Cervinara sul doppio vantaggio.

Diego Zerillo 7 – Combatte con lo spirito di un ragazzino, va a pressare su ogni pallone sacrificandosi anche più del dovuto. Merita solo applausi la lince, che in quanto a spirito di squadra e voglia di portare a casa questo trofeo era secondo veramente a pochi.

Alessio Befi 6 – Sciupa qualche occasione di troppo sottoporta nel primo tempo e, nel finale di gara, ostruisce la visuale a Russolillo che aveva sui piedi la palla del match point. Però la sua è una gara di grande generosità, di sforzo e cuore per questa maglia che ormai è la sua seconda pelle. L’intesa con Zerillo è stile Vialli – Mancini, da oggi i due saranno le icone simbolo di un Cervinara finalmente vincente.

Genci Krivca 7 – Mammamia che gamba questo ragazzino, da mesi senza giocare a calcio e che svolge una partita fatta di soli acuti. Parte alto a sinistra, nonostante nasca terzino, e nei primi minuti fa venire il mal di testa alla difesa del Giugliano. Poi rallenta, complice anche una condizione non ottimale, ma nella ripresa torna ad usare il turbo da terzino. Esce dal campo stremato quando ormai si è chiuso il tempo regolamentare, lui vorrebbe addirittura non uscire ma i crampi sono così forti che lo fanno piangere. AMMIREVOLE e FORTE. Dal 45’st  Giuseppe Iaquinto 6 – Due ottimi interventi nel supplementare gli permettono di fare bella figura al cospetto dei forti avanti giuglianesi. È un centrale di difesa, ma fa benissimo a sinistra.

All. Pasquale Iuliano 8 – Fa la storia del Cervinara con una squadra dai valori inferiori al Giugliano grazie ad un piano di gara perfetto e ai cambi azzeccati nella ripresa. La mossa di optare per una difesa completamente over gli dà ragione, il Cervinara infatti rischia poco e niente nei 120′ così come altrettanto intuitivi sono stati gli inserimenti nella ripresa di Petrone e Russolillo col passaggio al 4-2-4, un modulo che Iuliano ha mantenuto anche dopo il pari. La squadra, infatti, ha dimostrato sempre equilibrio e tanta determinazione, un atteggiamento nettamente migliore rispetto a quello dei giocatori del Giugliano, che forse hanno accusato l’importanza dell’evento più dei giocatori del Cervinara. Onore comunque al tecnico Iuliano, se la Coppa ora è a Cervinara il merito è senza ombra di dubbio soprattutto suo.