Il tecnico vicano in attesa di panchina: “Calcio campano in crescita. Assurdo il nuovo format dell'Eccellenza”

NAPOLI - Giovanni Ferraro è libero da impegni professionali. Reduce dall’ottima annata –sia in termini di risultati che di gioco– vissuta sulla panca del Vico nella passata stagione, il tecnico originario proprio di Vico Equense, è alla ricerca di un progetto allettante dal punto di vista professionale. In esclusiva per il nostro sito abbiamo raccolto il parere dell’allenatore campano, il quale ci tiene a sottolineare i ringraziamenti all’amico e presidente del sodalizio costiero Nello Savarese: “Ci tengo a rimarcare la profonda amicizia e il rispetto che nutro per il presidente Nello Savarese. L’amore che provo verso i colori della mia città mi ha portato ad accettare il progetto propostomi la passata stagione. Ora, dopo il blocco causato dall’emergenza, capisco il ridimensionamento del progetto. Vico è una città che vive di turismo, e con il mercato di riferimento fermo ci sono meno risorse a disposizione da versare nel calcio, anche per un presidente innamorato e preparato come Nello. Da amico, prima che da allenatore, gli ho sempre consigliato di badare in prima battuta alla sue aziende e ai suoi dipendenti, e subito dopo alla sua passione”. Il calcio campano è in fase di ripresa, oggi il football della nostra regione sta tornando ai livelli di una volta, e questo è grazie all’impegno di presidenti seri e preparati, parola del Mister: “Credo che il calcio campano sia in fase di crescita. Stiamo attraversando un buon momento; la prossima quarta serie vedrà ai nastri di partenza 14 squadre e questo è merito di presidenti e imprenditori, i quali stanno impegnando risorse importanti. In questo momento il calcio della nostra regione è almeno sullo stesso piano di quello pugliese: altra regione che fa del football un fiore all’occhiello”. La nuove regole riguardanti format dei campionati e la regola degli under non convincono il tecnico cinquantunenne: “Dividere il campionato di Eccellenza in tre gironi da 14 squadre non mi sembra un’idea geniale per il rilancio del calcio dilettantistico, questa divisione significa due mesi di lavoro in meno per noi addetti ai lavori. Non capisco la scelta, e soprattutto quale miglioramento possa apportare al sistema. A noi lavoratori del calcio minore, viene riservato un doppio trattamento: alle volete veniamo considerati professionisti e alle altre dopolavoristi. Penso, dunque, sia arrivato il momento di far fare un salto di qualità a tutto il movimento, e non credo che questa intrapresa sia la strada giusta. Sulla regola che determina l’utilizzo di due under ci sarebbe da discutere a lungo, non credo sia l’obbligatorietà a valorizzare i nostri giovani, quelli bravi giocano comunque, anche senza regola. Per noi allenatori e per i direttori è solo un paletto ‘inutile’ da rispettare”. Sul proprio futuro mister Ferraro ha le idee chiare, due le parole d’ordine: progettualità e serietà: “Con una carriera ventennale alle spalle posso concedermi il lusso di poter scegliere il progetto che ritengo più adatto alle mie esigenze professionali. La mia ricerca di calcio è rivolta a un progetto che abbia come base solida la serietà di una proprietà intezionata a fare calcio con la –c– maiuscola. Anche se l’aspetto economico è importante, per me non è il principale indicatore di scelta. Credo di poter dare tanto e trasferire le mie conoscenze calcistiche, per farlo ho bisogno e cerco garanzie di natura professionale, prima ancora che economiche”.