Le dichiarazioni del tecnico rossonero circa la situazione della propria squadra
NAPOLI - Alla luce dell’ultimo DPCM si può tranquillamente affermare che il calcio dilettantistico italiano vive un grande momento di crisi. Le ultime direttive nazionali hanno infatti imposto una sospensione dei campionati non rientranti nell’interesse nazionale decretando l’interruzione dei tornei dall’Eccellenza in giù. Restano consentiti solo gli allenamenti individuali, nel costante paradosso che ormai da mesi attanaglia le ordinanze in questo paese. Insomma, fare calcio al giorno d’oggi risulta più difficile che mai, figurarsi se ad aggravare la situazione si aggiunge un budget a dir poco esiguo. È il caso del Lacco Ameno, società dell’isola di Ischia militante nel Girone C di Promozione campana. I rossoneri però, dopo le prime 3 giornate, nonostante le mille difficoltà, come il non avere un proprio campo da gioco, sono primi in classifica a quota 7 punti. Ai nostri microfoni è intervenuto il tecnico degli isolani Angelo Iervolino, che ha parlato così della situazione della sua squadra:
Mister lei è primo in classifica con 7 punti nonostante tutte le difficoltà. Non avete un campo dove allenarvi e state girovagando un po’. Qual’è il segreto di questo primato?
“Esatto, purtroppo è da inizio preparazione che non abbiamo una fissa dimora, a causa dell’inagibilità del nostro stadio che ad oggi l’amministrazione non ha risolto, né per allenarci né per le gare interne. A volte, anche prima del DPCM, siamo stati costretti ad allenarci per strada o per un’ora dove ci veniamo consentito. Tutto ciò è davvero un peccato per questo gruppo di ragazzi che stanno dando anima e corpo a questi colori. Siamo partiti molto bene nonostante tutto ciò ed era quello che ci siamo promessi da subito. Sappiamo di un campionato difficile e nelle nostre condizioni era giusto poter partire con il piede giusto. Segreto? Io parlerei di lavoro e di metodologia, qualcosa di nuovo che i ragazzi hanno apprezzato e sposato dall’anno scorso mettendo in scena una fantastica stagione. I ragazzi sono al centro di un modello di gioco, si sentono protagonisti di qualcosa di tangibile, fatto di principi e sottoprincipi che fa da cornice ad un gruppo favoloso dove ognuno corre per l’altro. Quest’anno rispetto alla passata stagione abbiamo perso qualche pedina, ma abbiamo guadagnato di giovinezza e senso di rivalsa. Tanti under, vari in prestito dall’Ischia che ringraziamo, che imparano dagl’over i quali si sentono fortemente partecipi in tutto ciò che facciamo.”
Cosa vi aspettate dal campionato, quali sono i vostri obiettivi stagionali?
“Io credo fortemente che bisogna valutare tutto in funzione del dove e come si è partiti e non dell’ottenuto in senso stretto, perché è ovvio che il più forte in partenza ha ereditato tutto. Credo tanto nella performance, spesso si valutano i risultati di un club solo dai trofei, ma bisognerebbe intendere la performance come il complesso dell’organizzione in campo di una squadra.
Noi lavoriamo con un modello di gioco che possa restare ai giocatori nel loro futuro calcistico ma che porti ora a raggiungere una performance collettiva importante.
Come risultati sportivi, la società, come la passata stagione conscia dei mille problemi che ci attanagliano, non ha chiesto nulla se non la salvezza, questo è il primo obbiettivo poi camminando si vedrà.”
In questo periodo di pausa, come motiva i suoi calciatori, come li sprona a tenersi in forma e ad allenarsi?
“Domanda molto intelligente. Noi, come tutte le squadre, abbiamo bisogno del terreno di gioco, dello stare insieme e con la palla. La nostra rosa, causa svariati problemi, è una rosa a budget zero e la motivazione è tratta dall’autoesigenza di se stessi la quale fa alzare l’asticella di tutti. La motivazione più grande di questi ragazzi è dimostrare di essere più forti dei mille problemi che abbiamo, poi è ovvio che anche con il DPCM che permette l’allenamento individuale, noi senza campo siamo costretti a motivare i calciatore mostrando loro cosa di bello potremmo creare anche se in questo momento siamo fuori da un campo da calcio.”
Quando, e se, crede che riprenderà il campionato?
“Purtroppo tutti gli ambiti, non solo il calcio, sono succubi dell’evolversi della situazione COVID ora dopo ora. Tutti noi ci auguriamo che possa riprendere quanto prima, magari con un protocollo preciso e che possa dar la sicurezza alla salute nel miglior modo possibile, ma sono fiducioso che riprenderemo. Di certo riprendere sarà per tutti un nuovo inizio, quindi quanto prima sarebbe opportuno per lo meno pensare a delle date, anche se poi potrebbero cambiare, ma avere così un target da puntare. Di sicuro le squadre più attrezzate, più forti economicamente, subiranno meno questo nuovo inizio, ma grandi e piccole squadre si augurano di riprendere e che la vita di tutti torni quanto prima più vicina alla normalità.”






