Il presidente Stefano Sgambati è intervenuto ai nostri microfoni parlando del futuro della società avellinese, della situazione attuale, le soluzioni da adottare e non solo
BAIANO (AV) - Una grande realtà calcistica quella che nasce dal piccolo comune di Baiano nella provincia di Avellino, di un paese che conta meno di 5.000 abitanti. Abbiamo intervistato il presidente Stefano Sgambati che, nonostante il momento difficile attuale e futuristico, resta comunque ottimista:
Come si sta vivendo questa emergenza a Baiano e dintorni?
“Stiamo vivendo molto bene questa emergenza, è una cosa nuova ma per fortuna non abbiamo contagi nelle nostre zone e questo è opera della bravura sia dei cittadini che delle istituzioni”.
La prima cosa che avete pensato quando è stata sospesa la stagione.
“Fermarsi col il calcio è stato un fulmine a ciel sereno, stavamo andando anche bene con risultati positivi e ci stavamo divertendo. Quando però si è capita la gravità della cosa abbiamo pensato subito alla salute, il calcio è un gioco e resta tale. Abbiamo poi ragazzi che arrivano da più paesi, la responsabilità di mettere a rischio la salute di qualcuno non se la prenderanno facilmente tutti”.
Che futuro dobbiamo aspettarci per il Baiano dopo questa catastrofe economica?
“Rimango presidente in quanto c’è voglia di continuare. Stiamo cercando di portare il Baiano ai 100 anni di storia, fondato nel lontano 1928. Non lo so se ci arriveremo ma per adesso stiamo andando bene”.
Secondo lei quale sarebbe la soluzione più giusta da adottare?
“In questi giorni leggevo le classifiche e non è semplice adottare delle soluzioni. Per scontato ci sono pochi verdetti e fin quando la matematica non ti condanna, nel calcio non si arrende nessuno. Annullare il campionato è ingiusto per le società che hanno fatto sacrifici economici, magari si restringono le partite solo con dei play-off e play-out. In ogni caso devono finire prima i campionati e poi si pensa alla stagione successiva”.
Soddisfatto dall’operato della LND e CRC?
“Si stanno muovendo molto bene Sibilia e Zigarelli anche se mi aspetto qualcosa per le società, oggi tutte hanno subito un danno e c’è bisogno di ossigeno. Molti imprenditori del calcio hanno già perso grossi sponsor”.






