Sul futuro: "La linea attendista che sta portando ancora avanti la Lega inizia ad essere pesante in quanto rischia di compromettere anche la programmazione futura"
APICE (BN) - In questa stagione in Seconda Categoria, nel gruppo C, si è fatta notare a suon di risultati l‘Apice, capolista del proprio raggruppamento. La squadra beneventana, grazie ai 39 punti raccolti in 18 gare è presieduta da Felice Pepe, ex calciatore alla sua prima stagione da massimo dirigente. Con l’ex difensore centrale di Sarnese e Cervinara abbiamo parlato dell’Apice Calcio 1964 e delle conseguenze che il Coronavirus potrebbe provocare in futuro.
Dopo essere stato giocatore ti ritrovi adesso ad essere un presidente. Quali differenze hai trovato in questi due ruoli?
“Allora sicuramente il calcio è da sempre e lo sarà per sempre una mia passione che coltivo da bambino. Ho avuto la fortuna di farlo da giocatore, fino ai livelli professionistici, per poi continuare anche nei dilettanti impostandolo innanzitutto come divertimento. A seguito di problemi fisici e circostanze varie, ho lasciato il calcio giocato per passare a quello dirigenziale amministrativo sempre con la stessa passione e con la stessa voglia di fare bene. Quest’anno insieme ad altre persone abbiamo sviluppato il progetto nel mio paese cercando di dargli una impronta importante a partire dall’organizzazione della prima squadra fino alla scuola calcio. Credendo nel divertimento e nella passione alla base di questo sport soprattutto in queste categorie ho voluto impostare le cose con la massima organizzazione perché ognuno di noi si diverte e sta bene quando le cose sono organizzate e portate avanti con stabilità. Fino ad oggi, devo dire la verità, questo ruolo dirigenziale mi piace e mi sta dando anche delle soddisfazioni anche grazie alle persone che mi sono vicino dalla dirigenza ai giocatori”.
Attività sospese fino al 18 Maggio. E’ giusta questa linea attendista?
“Purtroppo a questa bella esperienza iniziata ad agosto è stata condizionata da questa situazione di emergenza mondiale, che ha bloccato tutti noi e ci ha imposto una lotta contro un nemico invisibile. Naturalmente noi società e i giocatori stiamo soffrendo e non poco la situazione sotto tutto gli aspetti. La linea attendista che sta portando ancora avanti la Lega inizia ad essere pesante in quanto rischia di compromettere anche la programmazione futura. Noi siamo primi nel nostro girone e non è proprio il momento di parlare egoisticamente ma credo e spero che si possa trovare una soluzione più condivisa possibile anche attraverso l’interlocuzione con noi società che ad oggi è mancata. Se ai livelli importanti ancora oggi non c è una soluzione, non credo ci possa essere per noi dilettanti quindi sarebbe più giusto definire l’attuale soluzione e pensare ad una programmazione importante per la prossima stagione dove c’è il rischio di perdere tantissime realtà”.
Per la prossima stagione quale possono essere le problematiche maggiori? Credi che gli organi tenderanno una mano alle società?
“Come già detto se non ci sarà una definizione precisa in tempi brevi ,sarà difficile programmare la prossima stagione sotto tutti i punti di vista sia gestionale che di ambizione.
In merito alle difficoltà da poter incontrare sicuramente le prime saranno quelle economiche in quanto tutte le aziende hanno subito questo importante blocco e sappiamo che dietro le società di calcio ci sono sponsor e contributi volontari che saranno difficili da intercettare.
Da parte della federazione sono certo che ci sarà una sensibilità importante verso questa situazione difficile, sia sui costi sostenuti in questa stagione e ancora di più sui costi della prossima stagione sia sulla prima squadra che sui settori giovanili soprattutto, dalle iscrizioni alle spese di funzionamento”.






