Uno dei soci e responsabile del settore giovanile mostra il punto di vista della cordata frattese e ufficializza la spaccatura con il patron
“Sono Frattese doc, amo la Frattese ma in questa società non ci crediamo”. In questa frase c’è tutto il senso del pensiero di Rocco D’Errico, responsabile del settore giovanile della Frattese e uno dei quattro soci della formazione nerostellata insieme a Pellino Schiano e Orazio. La riunione di ieri del Cda della Frattese ha lasciato strascichi forse definitivi, che sono culminati con la dichiarazione di amore di Nuzzo verso il Savoia.
Cosa è successo ieri?
“C’è stato il Cda – afferma D’Errico -. In questa occasione c’è stata la spaccatura tra il nostro gruppo frattese e il patron Nuzzo. Abbiamo dichiarato le nostre divergenze verso il progetto e rimesso le nostre quote che si attestano al 35% al presidente, il quale è esploso accusandoci, affermando che non si può fare calcio a Fratta e dicendo che vuole andare al Savoia”.
Come mai si è arrivati a questo?
“Partiamo da un presupposto: io ringrazio il presidente Nuzzo per quello che ha dato alla Frattese, purtroppo non ci sono comunioni di intenti perchè soprattutto nell’ultimo periodo lo vedo in confusione, inizialmente era più equilibrato, adesso ogni tanto se ne esce con delle sparate ad effetto che minano la serenità dell’ambiente. Purtroppo Nuzzo non capisce che un presidente deve essere una figura di unione e armonia, invece lui non ci considera”.
Cosa cercate?
“Vogliamo rimettere le nostre quote in cambio di un piccolo riconoscimento per questi due anni di sacrifici in quanto non crediamo più nel progetto. Poi se Nuzzo come sostiene ha altri soci per fare una società più forte ben venga”.
E se invece fosse Nuzzo a lasciare?
“In quel caso se dovesse lasciare il titolo al Comune allora faremo di tutto per salvare il calcio a Fratta e cercheremo imprenditori per una nuova cordata per rilanciare il progetto”.
Quanto è concreta che Nuzzo vada a Torre Annunziata?
“Lui dice che il titolo è suo e che può spostarlo”.
Lei che ne pensa?
“Il titolo è della città di Fratta, inoltre esiste anche la questione mutuo per la gestione del campo, questi due fattori bloccano il trasferimento del titolo”.
Come ha preso la frase di Nuzzo, credo sia una rottura definitiva…
“Ci ha fatto molto male, da frattese che ama la propria città e la propria squadra è un pugno nello stomaco. In queste condizioni non so i tifosi come possano accogliere Nuzzo la prossima stagione, io credo che tutto si può ricomporre ma occorre comunione di intenti e un passo indietro da parte di tutti. Ad oggi la vedo molto complicata, da parte nostra faremo qualsiasi cosa per non far morire il calcio a Frattamaggiore.






