Il dg Amata: “Successe cose pazzesche. Restiamo alla finestra, valutiamo altre strade”

Improvviso dietro front. E’ saltata la trattativa tra la proprietà del Potenza e il gruppo rappresentato da Niutta. Se sarà una cosa definitiva o meno lo sapremo nel corso del tempo, anche se gli atteggiamenti, i bluff della proprietà potentina lascia molto a desiderare. I fatti prevedono un incontro tra la proprietà e il duo Niutta ed Amata, incontro che aveva portato a tracciare le basi per il passaggio, con l’intenzione di un ingresso al 50% anche se si era parlato anche di un passaggio al 100%. Ogni discorso era rimandato a martedì per una offerta ufficiale, ma Niutta ha chiesto tempo fino a giovedì perchè uno dei soci era impegnato in un viaggio di affari a Milano, richiesta lecita da parte dell’imprenditore campano, il tutto condito da una richiesta di verificare documenti che la proprietà potentina non ha mai rilasciato. La svolta nella giornata di ieri, con un ultimatum insensato e poi una telefonata che informava i campani di far cadere le trattative e di voler proseguire da soli. Cose da pazzi si direbbe nella nostra regione, anche se il dg Amata lascia uno spiraglio: “Quello che è successo ha dell’incredibile. Ci siamo incontrati, definito strategie e tutto sembrava filare liscio. Abbiamo solo chiesto giustamente i documenti per verificare come mi sembra normale in una operazione economica ingente. Ci siamo ritrovati con un ultimatum sull’offerta insensato e poi con una comunicazione che Vangone e Vertolomo vogliono andare da soli. Da parte nostra ci sembra paradossale, abbiamo anche il gradimento della piazza e lavoriamo per un grande Potenza. Siamo pronti, ma adesso non dipende da noi. Se vogliono riparlarne siamo qui, altrimenti ci guardiamo attorno per un’altra piazza, sicuramente faremo qualcosa di importante, se non sarà a Potenza vorrà dire che lo realizzeremo da un’altra parte”.