Le pendenze economiche, uno nuovo stadio: risanamento in corso e progettualità futura sono i cardini della dirigenza guidata dall’imprenditore corallino. E sull’impegno in politica: “sono un tifoso della Stilo”
Il risanamento della società, lo stadio nuovo, il salto di categoria: molti sono i progetti e gli obiettivi della Turris del Presidente Antonio Colantonio. Di questi piani, l’ultimo in ordine cronologico è il progetto per il nuovo stadio.
Presidente, possiamo già cominciare a parlare di numeri, cioè cifre e date, per lo stadio?
“Al momento ho fatto solo uno studio di fattibilità per la realizzazione. È un impegno che bisogna stare a stretto contatto con gli organi comunali“.
A proposito, il suo impegno politico è legato al progetto dello stadio?
“La Turris non è legata alla politica ma è chiaro che io cerco i giusti alleati in politica che mi possano aiutare a realizzare il sogno dello stadio. Con questi alleati devo colloquiare per far sì che i progetti che ho in mente vadano a buon fine“.
E la signora Stilo potrebbe essere un buon alleato?
“Con lei ho parlato e tra i suoi piani c’è la voce stadio. Altre persone magari hanno idee diverse e per questo ho deciso di dare il mio assenso a lei. Sono un suo tifoso“.
Uno stadio all’altezza dei sogni e dei progetti, ma il sogno più grande si chiama Lega Pro. Per creare una società sana lei si è impegnato molto nel risolvere le vecchie pendenze economiche. Ce ne sono altre?
“Sì, c’è ancora quella di Maraucci, l’unica che ancora non abbiamo risolto”.
Di che cifra parliamo?
“Ho risolto tante pendenze che ora non ricordo. Forse 10.000 euro. Passo passo, stiamo aggiustando tutto. L’anno scorso abbiamo preso una società al buio. Ora pensiamo ad arrivare a maggio e raggiungere la salvezza. Per questo obiettivo siamo sulla strada giusta ma ancora non abbiamo dato l’accelerata, in classifica siamo tutti attaccati. Domenica con il Pomigliano potevamo fare qualcosa in più. Ci abbiamo provato, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo, poi, capisco che ci siamo fatti bastare quel punto per non rischiare di perdere anche quello. Io dico che le partite si vincono nel primo tempo.
Se a maggio la sperata salvezza dovesse arrivare, si programmerà un campionato di vertice per la prossima stagione?
“Noi abbiamo un programma di tre anni e non è detto che non si possa fare prima“.






