Patron D'Agostino parla della sua esperienza nei dilettanti, il nostro mondo vive una epoca difficile con aspetti sempre più oscuri
NAPOLI - Dilettanti la lunga notte. In questi giorni il “nostro” mondo è travolto da dichiarazioni pesantissime che devono far riflettere sulla direzione che ha preso il nostro calcio. Se da un lato ci sono le grida di calciatori come Gallo che preferiscono ritirarsi in giovane età affermando che per giocare bisogna pagare e portare sponsor, è di ieri l’intervista sul Corriere dello Sport del patron della Casertana, D’Agostino, che lancia accuse gravissime affermando che il mondo dei dilettanti è un inferno, parlando della sua esperienza con il Teano e il Vairano dove ha riferito che aveva capito che non avrebbe mai vinto un campionato per “gelosie o situazioni simili”.
Aggiungiamoci anche le “frittate” under, con genitori che pagano pseudo personaggi per uno svincolo o anche la totale mancanza di controllo sui club, con titoli che cambiano persone e città alla velocità della luce e il quadro che emerge è davvero drammatico. Possibile che in Campania nessuno raccolga questi gridi di allarme? Fa piacere o comodo che la situazione resti come è? Suonano come macigni le parole del presidente D’Agostino che definisce il mondo dei dilettanti come un inferno, un mondo assurdo, quasi come se ci trovassimo di fronte ad una ricostruzione dantesca, ad un girone dove non c’è via di fuga. Eppure c’è tanto di vero nelle sue affermazioni e va ringraziato per l’apporto che manda con il suo messaggio: lui che ce l’ha fatta, manda un monito per smuovere le acque. Siamo in una fase di anarchia totale, di mancanza di regole, di far west sportivo, con il tutto è lecito e con l’interesse privato e personale che domina sui valori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: calo di spettatori, critiche feroci e le nuove leve che non si appassionano più, alla massa sembra di assistere ad un mondo per cui non vale la pena appassionarsi, finto, travolto sempre da scandali.
C’è sempre tempo per recuperare, per invertire la tendenza, da un fallimento ci si può sempre rialzare, il nostro calcio è nel pallone più totale ma esistono persone, attori, che hanno voglia di cambiare questo sistema marcio. Egregio presidente D’Agostino il nostro mondo oggi probabilmente è un inferno, ma con la forza di chi vuole togliersi questa etichetta possiamo uscirne, non siamo un mondo assurdo, ma un mondo che ha problemi e che deve lavorare tanto per risolverli. E grazie per averci fatto riflettere, dalle sue parole dobbiamo prendere spunto per riprendere il giusto cammino e cancellare questo inferno che ci opprime e che soffoca i nostri giovani cancellando anche la memoria di chi da anni segue con passione e oggi mostra solo malinconia.






