Il giovane centrocampista del Savoia, protagonista assoluto della gara contro l'Acireale, si racconta tra obiettivi stagionali e crescita personale

TORRE ANNUNZIATA (NA) - Ha trascinato il Savoia in una gara complicata con la freddezza di un veterano, prendendo per mano la squadra ed entrando in tutte le azioni da gol dei bianchi. La sua crescita esponenziale da inizio anno lo hanno fatto diventare una certezza del centrocampo di mister Parlato nonostante abbia “solo” 19 anni. Il “man of the match” della gara contro l’Acireale, Mattia Tascone (’00), a Campania Football, parla della sua esperienza al Savoia e della voglia di continuare a crescere e migliorarsi.

Una gara da assoluto protagonista, migliore in campo ieri ti è mancato solo il goal…

Ieri è stata una bella gara, io cerco sempre di mettermi a disposizione di mister e compagni. In ogni gara cerco di dare sempre il massimo cercando di migliorare partita dopo partita, riguardo al goal mi farebbe piacere farne qualcuno in più ma credo che continuando a giocare bene prima o poi arriverà.

Rispetto ad altre volte sei stato più regista che interno interpretando il ruolo in maniera ottimale, stai lavorando su questo nuovo ruolo o è stato frutto del caso?

Credo si sia trattato più di un’esigenza, inizialmente eravamo partiti con il 3-5-2 ma eravamo in difficoltà, con il passaggio al 4-2-3-1 e l’uscita di Luciani mi sono “abbassato” cercando di costruire gioco verticalizzando per i compagni tra cui Willy (Osuji, ndr) il quale era andato a giocare più alto.

Sei giovanissimo ma nel corso della stagione hai avuto una crescita esponenziale che ti ha portato ad essere una certezza di questa squadra, te lo saresti aspettato a settembre?

Il fatto di giocare sempre sicuramente mi ha aiutato, stando quasi sempre tra i titolari mi ha permesso di acquisire fiducia e soprattutto esperienza. Devo ringraziare il mister che si è sempre fidato di me sin da subito, per questo ogni volta che vado in campo devo ripagarlo dando sempre il 200%. 


Quanto conta avere come compagni di reparto gente come Osuji, Gatto e Luciani?

Più che compagni li definirei veri e propri amici, per loro parla la carriera che hanno fatto, non li scopro io. Lavorando accanto a loro io posso soltanto crescere e migliorare, cercando di rubare qualche segreto e ascoltando i loro consigli da poi sfruttare in futuro. 

Con il passare delle giornate ti stai rivelando un centrocampista in grado di fare bene entrambe le fasi ma qual è il ruolo in cui ti esprimi al meglio?

Io sono un interno di centrocampo che può giocare indistintamente a destra o a sinistra, mi piace molto inserirmi creando superiorità in avanti. Nelle ultime giornate però sto giocando in un centrocampo a due e devo dire che anche in quella posizione mi trovo molto bene.

Come si vive da “under” uno spogliatoio importante come quello del Savoia?

Il nostro segreto sta nel fatto che non c’è distinzione tra under e over, tutto questo grazie ai compagni più esperti che hanno messo noi giovani sempre a nostro agio trattandoci benissimo. Anche nei momenti di difficoltà, loro ci sono sempre vicino superandoli tenendo alto il morale.  

Tu vanti già diverse stagioni in D avendo però sempre lottato per la salvezza, ora giochi in una squadra che lotta per il vertice. Quanto ti ha aiutato l’esperienza di mister Parlato nel necessario cambio di mentalità?

Il mister è uno che ha vinto tanto e nonostante ciò ha ancora tanta fame. Io sto apprendendo molto da lui ma devo ancora imparare tanto, la sua mentalità è davvero importante per continuare a crescere.  

Hai fatto qualche promessa in caso di impresa al termine della stagione?

L’unica promessa che ho fatto è ai tifosi di impegnarmi sempre al massimo uscendo dal campo sempre con la maglia sudata, fino all’ultima gara della stagione. Riguardo alla vittoria del campionato non ne parlo perché è ancora presto, noi pensiamo a vincere gara dopo gara e alla fine vedremo dove saremo in classifica.