Il tecnico ci spiega i motivi che lo hanno indotto a lasciare. Un grande rapporto umano con Pipola ma divergenze sul profilo tattico
Agovino-Pomigliano divorzio. E’ il tecnico Massimo Agovino a spiegare i motivi di questa separazione arrivata come un fulmine a ciel sereno: “Col presidente è nato un bel rapporto, ma vediamo il calcio in maniera diversa. Lo ringrazio perchè ci siamo fermati in tempo, altrimenti rischiavo di restare fermo un anno. Raffaele Pipola è un signore e in futuro spero di trovare tutte persone come lui, ma le idee non combaciavano. Non sono l’uomo del 4-3-3 quello è Zeman, sono un tecnico che conosce altri schemi come ho dimostrato in passato. Purtroppo, c’erano alcuni profili che a me non piacevano e il presidente voleva che ci puntassi, a quel punto mi sono fatto delle domande e non erano adatti al calcio che volevo proporre. Non parlo di qualità morali, ma di questione tattica, il presidente vedeva altre cose ed è giusto lasciarsi da buoni amici. La sconfitta con la Nocerina non centra niente, meglio così. Loro possono prendere un altro allenatore, io non perdere l’anno. Non so chi sarà il successore, se sarà Seno o meno, spero che il Pomigliano trovi un allenatore che sposi il progetto e che possano raggiungere la salvezza. Ci siamo lasciati veramente da grandi amici, mi dispiace che forse non ho capito bene il progetto iniziale, forse con l’età sono diventato un allenatore un po’ “permaloso”, ho 50 anni e dopo 15 anni di attività ho pensato di trovare qualcosa che possa soddisfarmi maggiormente e quindi meglio fermarsi. Un abbraccio al presidente Pipola e spero che riesca a raggiungere i suoi obiettivi”.






