Vecchie glorie e una rappresentanza della Turris di mister Carannante hanno omaggiato la memoria dell’ex portiere

Insieme per Strino. Torre Del Greco e la Turris ha ricordato l’indimenticata bandiera corallina con il primo memorial “Vincenzo Strino”. In campo vecchie glorie coralline ed una rappresentanza della Turris di mister Carannante (in campo Ivan Visciano, Aldo Gazzaneo e Salvatore Lorenzo, quale membro dello staff tecnico) nonostante il freddo “artico” e la pioggia battente. Tanti ex Turris hanno tenuto a partecipare all’evento – organizzato dalla figlia di Strino, Tania, con la collaborazione della società del patron Antonio Colantonio, dell’associazione Torre del Greco Asd e della serigrafia Serigraph – a dispetto di freddo, avverse condizioni meteo e distanze geografiche. Dagli spalti della tribuna intitolata proprio a Strino, cori ed applausi in memoria dello storico portiere e di chi ha inteso omaggiarlo. In campo Pappalardo, Carlà, Cetronio, Izzo, Marcello Esposito, Andrea Scala, Cangianiello, Mimmo Izzo, Salvatore Fabiano, Alfredo Sora, Occardi, Piedepalumbo. Hanno preso parte all’evento anche Guido Strino e Vincenzo Strino, figlio e nipote (il più giovane in campo) dell’indimenticato portiere corallino. A decidere il match, una rete di Piedepalumbo, 67 anni. A fine gara la società corallina ha omaggiato con dei fiori Tania Strino, cui è poi stata recapitata anche una targa da parte del tifo organizzato della Juve Stabia. «Un’emozione forte. Momenti che scaldano il cuore – commenta proprio Tania Strino – a dispetto delle temperature gelide. Tengo a ringraziare tutti: chi ha accolto il nostro invito, la società della Turris ed i tifosi corallini, i miei tifosi, che sono sempre eccezionali. Per me i primi in assoluto. Ho avuto riscontri da chi sapevo avrebbe fatto carte false per esserci». Come il milanese Maurizio Carlà, difensore corallino degli anni ’80, che ha attraversato lo Stivale per essere presente: “Il mio rapporto con Strino andava decisamente oltre il rettangolo verde. Anche dopo la Turris. Si è mantenuto poi con Tania e con la sua famiglia. Vincenzo era la mia garanzia. Se da difensore sbagliavo, sapevo ci avrebbe poi pensato lui, tra i pali, a rimediare. Decisamente una grande emozione tornare qui, nella sua memoria».