Sui ricorsi nessuna preoccupazione, criteri stabiliti da consiglio FIGC e FIFA
NAPOLI - Ancora un intervento del presidente della LND Cosimo Sibilia. Tanti i punti toccati dal Senatore: dai ricorsi fino ad arrivare alle tanto sperate riforme del sistema. Il consiglio direttivo del calcio dilettantistico, tenutosi in settimana, ha evidenziato l’assoluta compattezza della lega e le proposte approvate dovranno ora essere valutate dal Consiglio federale in programma per la prossima settimana. Il presidente si dice tranquillo su eventuali ricorsi, visti che i criteri di merito e demerito sportivi sono stabiliti dal Consiglio della FIGC e dalla FIFA: “Nel Consiglio Direttivo abbiamo votato all’unanimità una proposta che verrà valutata dal Consiglio Federale l’8 giugno. Per i ricorsi non abbiamo nessuna preoccupazione perchè ci sono criteri che riguardano il merito ed il demerito sportivo stabiliti dal Consiglio Federale e dalla Fifa. Chi non sarà soddisfatto potrà rivolgersi presso il Coni, per la giustizia sportiva, mentre, per quella amministrativa al Tar. Ricominciare a giocare è un segno di rinascita per il Paese perchè tornare sui rettangoli di gioco ci farà probabilmente avvicinare alla fine di una tragedia che ha colpito tantissima gente. Pensiamo che debbano salire in serie C le società prime in classifica dei rispettivi gironi, mentre a dover retrocedere sono le ultime quattro. Per quanto riguarda le seconde classificate tutto farà parte del merito sportivo e ci sarà una graduatoria che vedrà condizioni di merito ma sono questioni che si intrecciano nelle discussioni del momento anche per quanto riguarda le riforme del calcio”. Sibilia non si sbilancia sui ripescaggi, rimarcando però: uno dei valori fondamentali da tenere in considerazione per l’eventuale ripescaggio è l’impianto sportivo: “Al momento sappiamo che il format di serie C è di 60 squadre, se non ci saranno modifiche ci sarà la possibilità di accedere ai ripescaggi tramite una griglia. Sicuramente al momento opportuno saranno fatte tutte le valutazioni e si discuterà ad esempio dell’impiantistica sportiva perchè ci vuole un impianto adeguato. Al momento però non possiamo fare previsioni sui ripescaggi perchè si potrà verificare qualsiasi situazioni. Abbiamo fatto una proposta che sarà valutata e poi vedremo cosa accadrà. Sono stato sempre del parere che il rettangolo di gioco doveva essere l’unico giudice poi dopo il protocollo sanitario ci siamo resi conto che non era applicabile ai nostri campionati e abbiamo preso la decisione di terminare i campionati senza giocare. E’ vero che si riparte in serie A ma se ci dovesse essere un problema con i giocatori ci saranno i playoff o addirittura il blocco. Abbiamo applicato la norma che riguarda il comunicato ufficiale numero 1 di inizio stagione che è stato pubblicato nel luglio 2019”. Sulle riforme e sulla riduzione del numero di squadre professionistiche. Sibilia è convinto che sia propedeutico alla sopravvivenza del sistema una ‘dieta’ del calcio professionistico, che in questo momento vede ben 100 squadre impegnate su tre livelli, troppe secondo il numero uno di piazzale Flaminio: “Il format di serie C al momento è di 60 squadre. Quando ho appoggiato questa governance ho firmato un contratto progettuale con l’inserimento della modifica sui format perchè penso che abbiamo 100 società professionistiche e sono troppe non riusciamo a reggerle più. Ogni anno ci sono problematiche su diverse squadre. Dobbiamo renderci conto che non possiamo vivere al di sopra delle nostre possibilità. Una squadra di serie C ha le stesse problematiche delle squadre di serie A quindi c’è la necessità di riflettere su questo. Le società che hanno difficoltà non mi risultano al momento perchè tutte hanno avuto la verifica ad inizio campionato. Ho lanciato un grido d’allarme perchè purtroppo avremo difficoltà per iscrizioni di società nelle varie serie dilettantistiche. La LND svolge soprattutto un ruolo dal punto di vista sociale con la formazione dei giovani e di aggregazione nei piccoli paesi. Ci sono grandi realtà come Foggia, Palermo, Mantova e Messina ma ci sono anche altre società più piccole messe in ginocchio dal Covid e abbiamo sottolineato più volte questo momento di difficoltà. Gli arbitri sono giovanissimi e cominciano a formarsi nei nostri campionati prima di arrivare nelle serie maggiori. I 400 milioni di euro sono destinati alle associazioni dilettantistiche non solo calcistiche ma abbiamo 75 mila squadre e oltre 1 milione di tesserati. Stiamo aspettando in modo concreto una collaborazione per i giovani che si formano nei nostri campionati e sicuramente a breve avremo qualche riscontro positivo”.






