Le dichiarazioni del tecnico vesuviano sull'anno che volge al termine

NAPOLI - Siamo quasi agli sgoccioli del 2020, anno che sportivamente parlato, ha lasciato poco spazio allo sport, al calcio in particolare per concentrarsi su questioni decisamente più importanti. Sarà ricordato come l’anno della pandemia legata al Covid-19 ma noi di CF in uno degli ultimi cicli di interviste dell’anno abbiamo provato a parlare di calcio giocato sentendo il tecnico del Casarano Vincenzo Feola. L’allenatore vesuviano è primo in classifica nel Girone H di Serie D, a pari merito con Sorrento e Taranto, e dunque in piena linea con gli obiettivi prefissati. 


Mister al momento guida la classifica a quota 18 punti, immagino sia un bilancio parziale positivo.

“Certo è chiaro. Fino ad ora il bilancio non può che essere soddisfacente ma ovviamente la classifica bisogna guardarla alla fine della stagione. Ovviamente anche con la situazione Covid, la continua incertezza e la pausa che c’è stata ha influito, influisce e influirà sul resto del campionato.” 

Lei è un tecnico abituato a piazze calde, come vive l’assenza di pubblico? 

“È una sofferenza. Per una squadra costruita per vincere come la nostra l’assenza di spettatori è un fattore che incide tantissimo ed è sicuramente un handicap, c’è anche chi ne beneficia perché il pubblico è anche pressione e magari l’assenza dello stesso fa giocare più tranquillo un giocatore piuttosto che un altro.” 

Il 2020 è stato un anno anomalo sportivamente e non, per lei che tipo di annata è stata? 

“È stato sicuramente un anno difficile. Il 2020 ha fatto passare giustamente in secondo piano il calcio mettendoci di fronte ad una pandemia orribile. Nel complesso è stato un anno difficile, sportivamente invece sicuramente lo definirei soddisfacente. A Cerignola chissà come sarebbe finita se il campionato fosse terminato, a Casarano c’è un bel gruppo e per il momento sono molto contento di questa esperienza. 

Cambiando girone c’è il Savoia, altra campana costruita per vincere. Un giudizio sulla sua ex squadra?

“Giudicare da fuori è sempre complicato. Per comprendere certe dinamiche bisogna essere dentro un progetto ma sono sicuro che il Savoia saprà onorare gli impegni per cui è stata costruita. L’assenza di pubblico per una piazza come Torre Annunziata si sente molto.” 

Lei è uno degli allenatori più esperti del panorama interregionale, c’è qualche suo giovane collega che l’ha colpita? 

“Ci sono diversi giovani allenatori che ho potuto apprezzare. A Taranto mi ha ben impressionato Laterza e ad Andria c’è Panarelli. Ci sono tanti colleghi interessanti che non ho nominato ma la categoria è sicuramente in buone mani.”