TORRE ANNUNZIATA, 20 febbraio 1990. TORRE ANNUNZIATA, 30 novembre 1990. Inizia qui, la prima congruenza tra Ciro Immobile e Alfredo Donnarumma, destini paralleli ma accomunati da date, luoghi, ricordi ed esultanze. Oggi, nel segno della Serie A, in passato nel segno di un calcio minore che pian piano hanno scalato a suon di gol. Cinque i centimetri di differenza tra i due, l’uno e 85 di Immobile contro l’uno e 80 di Donnarumma per due giocatori simili, che fanno tutto in maniera repentina e senza scrupoli. Un instinct killer che fa spavento, quella voglia matta di segnare gol su gol per portare in gloria le loro squadre, Lazio e Brescia. Colori simili, ambizioni diverse: i gol di Ciro per raggiungere l’ Europa che conta, quelli di Alfredo per salvare la categoria e poi chissà. Il sogno di vederli magari insieme nella Nazionale Italiana di Mancini, lì dove Immobile è un punto fisso mentre Donnarumma ancora no, ma ben presto potrebbe. Numero 9 e 17, forse l’unica cosa che li distingue sta proprio in quel numero di maglia. Per il resto, entrambi sono nati a Torre Annunziata, una realtà che tuttora amano. Nella sua particolarità, la città di nascita ha donato loro talento e sfogo in una gioventù non facile tra infortuni, porte sbattute in faccia e l’incubo di non farcela. La tenacia di entrambi, che non hanno mai mollato, ed oggi si ritrovano ad essere tra i principali bomber della serie A. 4 gol a testa – altro punto di incontro tra i due – una doppietta a testa contro Sampdoria (Immobile) e Bologna (Donnarumma). Esultanze che guardacaso sono simili e richiamano alla famiglia, perno indiscusso dei due atleti torresi. La “J” di Immobile per sua moglie Jessica Malena e la “L” di Donnarumma per la sua Luisa Tinenzo. Ragazzi d’oro, legati alle radici e ai valori, torresi di sangue e Bomber di razza: insieme in serie A, insieme per portare in alto la Campania e non solo. Nel segno di Ciro e Alfredo, campioni ed esempio per ogni ragazzino che punta a realizzare il proprio sogno di giocare a pallone.