Il buio prima della nuova rinascita, ora l'attaccante di Frattaminore sogna la D, nel frattempo segna sotto la guida di Mister De Michele
VOLLA - Da brutto anatroccolo a cigno. In sintesi, potremmo definirla così la carriera calcistica di Antonio Castiello, attaccante ora in forza alla Virtus Volla e che, per tanti aspetti, ha sempre fatto parlare di sé nel mondo calcistico campano.
La storia di Antonio Castiello somiglia molto ad una giostra mega paurosa del Luna Park, dove si sale e si scende con una facilità impressionante. Cresciuto nell’allora florido settore giovanile del Livorno, l’attaccante di Frattaminore non riesce, per questioni di carattere, a sfondare nei campionati di C e D con le maglie di Campobasso, Valenzana e Fondi. Torna in Campania, nella sua terra, dove però le sue qualità vengono prese e cestinate dall’Atletico Vesuvio, che crede poco nelle doti di un ragazzo dal fisico slanciato ma coi piedi da trequartista. Talento che Castiello, per la prima volta nella sua carriera, mette in luce sui campi polverosi della Promozione dove, con la maglia del Sant’Arpino, inizia a far parlare di sé. Giocate d’alta scuola, imprendibile e chi più ha più ne metta. La sua stagione con tanto di doppia cifra in termini di reti viene premiata dall’Ortese dell’allora Presidente Michele Aletta. 33 gol per Castiello nella stagione 2014/2015 e soprattutto la prima etichetta di “bomber” nella sua vita calcistica. Numeri impressionanti che portano l’Afragolese a credere su di lui. Ad Afragola, Castiello vince il campionato di Promozione da leader in una piazza che lo osanna, lo coccola e lo fa sentire “calciatore vero”. L’anno 2016/2017 però riporta Castiello di nuovo indietro, una discesa che comincia con una metà stagione ancora all’Afragolese, dove è chiuso forse immeritatamente li davanti e l’altra metà al Casoria, dove sì vince un nuovo campionato di Promozione ma lo fa senza essere mai davvero il protagonista di una squadra dove Nucci sarà il vero leader e bomber. Le perplessità più grosse di questa stagione scaturiscono dalle sue particolari caratteristiche che, per molti tecnici, diventano quasi indecifrabili. Cosa è Castiello? Un esterno, una seconda punta o un attaccante centrale vero? Nessuno, sia nella stagione appena discussa che in quella 2017/2018, riesce a identificare in che ruolo sia possibile farlo rendere al massimo, tant’è che Castiello si diletta nuovamente a cambiare squadra nel giro di sei mesi passando dall’Itri al Carotenuto Mugnano, entrambe categoria Promozione. Con quest’ultima, l’attaccante tocca il fondo. Un fondo amaro, chiamato retrocessione. Smetto? Pensa Antonio Castiello, poi però arriva la chiamata che gli svolta nuovamente la carriera. È la Virtus Volla, una delle società più genuine e sane che la Campania abbia mai conosciuto. Castiello non ci pensa su due volte, è l’occasione giusta per far contare le sue qualità anche in Eccellenza. “Si”, arriva la firma dell’attaccante che trova in panchina Ivan De Michele. Altro talento, come Castiello, entrambi sopra le righe, ma con qualità superiori alla media. De Michele, infatti, lo vuole al centro del suo attacco sempre. Che sia amichevole, Coppa Italia o Campionato non importa. Castiello è il suo punto di riferimento lì davanti, l’anatroccolo che vuole far diventare cigno prima del grande salto. Maglia 9 sulle spalle per l’attaccante e via coi gol. Ben sei in questo in inzio di stagione, che lo hanno portato in vetta alla classifica marcatori del girone A con 5 gol, più il rete che è valsa la qualificazione in Coppa Italia contro la Flegrea. Se vi chiedete come siano state queste reti? Beh, da attaccante vero. Gol di rapina, gol sottoporta e poi, qualche tocco di classe. Quello con la Frattese in pallonetto sul portiere, quello realizzato al Barano con un controllo al volo che sa appunto di cigno, pronto ancora a volare per poi dare l’assalto a quello che è il suo più grande sogno: la serie D.






