Il dg dei rossoblù è in prima linea in questi giorni per tentare di ridare una società che possa permettere l’iscrizione al prossimo campionato di Eccellenza

AFRAGOLA (NA) – Ad Afragola sono ore, giorni intensi quelli che si vivono in attesa di capire meglio il futuro dell’Afragolese, squadra cittadina la cui situazione societaria non è ancora ben chiara. Tanti i rumors relativi al possibile avvento di Raffaele Pipola, attuale Presidente dimissionario del Pomigliano, alla guida dei rossoblu per la stagione 2018/2019.

A spiegarci nel dettaglio la situazione ci ha pensato quindi Antonio Iazzetta, direttore generale dell’Afragolese e caposaldo da anni della rinascita del calcio ad Afragola dalla Prima Categoria fino alla finale Play Off di Bitonto e oltre, Iazzetta ha rappresentato la voce della dirigenza afragolese e, alla nostra redazione, ha concesso in esclusiva le sue dichiarazioni per fare luce e chiarezza sulle voci circolate nell’ultima settimana.

“Sono dispiaciuto come tutta la città e i tifosi per come è iniziata questa stagione – ammette il DG Iazzetta facendo riferimento appunto alle poche certezze del momento -, ma mi dispiace altrettanto per una parte di tifosi che, in questi giorni, hanno calcato un po’ la mano contro una società che ha fatto enormi sacrifici in questi anni. Una società che – tiene a precisare più volte nel discorso Iazzetta – non si è tirata indietro del tutto e che in maniera formale ha portato il titolo sportivo al Comune”.

Il neo sindaco di Afragola Grillo, che settimana scorsa ha avuto un colloquio coi tifosi, sta cercando anch’egli di dare il suo contributo per fare in modo che il calcio non scompaia.

“È vero – conferma la bandiera rossoblu – il sindaco si sta adoperando per cercare di creare nuovamente qualcosa di buono, nel frattempo tengo ancora a precisare che la società non ha lasciato né lascerà. Ci sono varie situazioni da valutare – facendo continuo riferimento ad altri imprenditori interessati ad entrare ndr – ognuno ci sta mettendo il massimo per poter continuare questo percorso sportivo, anche ripartendo dall’Eccellenza. Il sindaco intanto propenderebbe per una situazione interna, per quanto riguarda Pipola, premesso che lo conosco personalmente da tempo, non so se sia interessato all’Afragolese ma ci fa piacere perché è un imprenditore che stimo e che sa fare calcio per cui magari. Le immagini dei tifosi di quest’annata con centinaia di tifosi che ci hanno seguito sempre anche in trasferta è il motivo che ci spinge a ripartire alla grande”.

I tifosi appunto, colonna portante della scorsa stagione e vero uomo in più ai Play Off, e che ora sono col fiato sospeso in attesa di una fumata bianca. Scorrono nella testa le immagini del rigore di Paterno, un penalty che se non fosse entrato avrebbe garantito la D all’Afragolese. Un mancato salto di categoria che però “non è stato determinante per la situazione attuale – precisa il DG rossoblu – fare calcio oggi significa non solo avere tanta passione ma anche spendere tante risorse ed energie, come fatto da questa società negli ultimi tre anni. Ritornando al rigore, purtroppo lo sappiamo che è una lotteria. A Bitonto, purtroppo, è stata una fatalità a condannare l’Afragolese”.

La chiusura è riservata alle diverse possibilità che ci sono per portare avanti il progetto afragolese con un appello rivolto principalmente all’imprenditoria locale, che la società si aspettava più vicina alle dinamiche dell’Afragolese. “Ci sono diversi spiragli aperti, non escludo che nelle prossime settimane possano esserci imprenditori afragolesi pronti a dare un supporto all’Afragolese. Nel frattempo, posso solo promettere agli afragolesi che, con sacrificio e buttando il cuore oltre all’ostacolo, iscriveremo l’Afragolese al campionato. Un campionato che speriamo possa vedere i rossoblu disputare una grande stagione perché l’Afragolese non può lottare per mantenere la categoria o puntare alla salvezza, ma ambire quantomeno ai Play Off”.

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