Il tecnico della Virtus Campania Ponticelli ha parlato ai nostri microfoni sia della situazione con il presidente del San Tommaso che del futuro alla Virtus Campania
PONTICELLI - Tra vertenze e progetto futuro, ha parlato ai nostri microfoni il tecnico della Virtus Campania, Stefano Liquidato. Il mister ci ha raccontato quello che è stato il brutto periodo con il San Tommaso, e la bella avventura iniziata poco meno di un mese fa con il Campania Ponticelli.
Allora mister dopo diversi anni di D ha deciso di tornare in Eccellenza. Come mai questa scelta?
“La scelta è dovuta al fatto che ho parlato con la società. Essendo una società che, in passato almeno, e sto parlando della Virtus Volla, ha fatto calcio per tanti anni e fatto in un determinato modo, mi sono sentito onorato di questa chiamata, sapendo che andrò ad onorare un’altra città. Questa fusione è l’inizio di un’avventura importante, visto anche il passato del Campania. La chiamata del buon direttore Davino mi ha inorgoglito, non ho perso tempo ad accettare senza pensare ad un discorso economico ma pensando all’avere una società solida che inizierà un cammino importante per dare lustro al Campania Ponticelli”.
Che realtà sarà questa nuova Virtus Campania?
“Questo momento particolare ha fatto si che il calcio dilettantistico abbia avuto un riscontro importante. La realtà della Virtus Campania è la realtà di una società solida e di una squadra che, per molti undicesimi di quella che era a Volla l’anno scorso e con qualche innesto, proverà a farsi applaudire dal pubblico di Ponticelli che sicuramente è un pubblico molto fine. Noi faremo in modo che il sabato, visto che da quanto ho capito giocheremo di sabato, le persone, che spero verranno a vedere questa squadra, si innamorino di questo progetto. A me è stato prospettato un discorso a medio-lungo termine. Davino mi ha prospettato un discorso che non riguarda solo questa annata, ed è quello che vogliamo fare. Una squadra giovane, ma con innesti che diano lustro a questa società e questa città”.
Come si sta evolvendo il mercato? Sta lasciando tutto nelle mani del ds oppure ha fatto già qualche nome di qualche suo pupillo che vorrebbe con sé?
“Il mercato lo stanno facendo tutti i direttori. Io non ho lasciato nessun nome. Tutto quello che stanno facendo mi sta bene. Sapete benissimo che prima di me l’allenatore doveva essere un altro, che aveva espresso alla società delle preferenze. Quando ho parlato con tutta la “triade” (Giuseppe Napolitano, Gigi Davino e Pino Aiello, ndr) mi hanno messo su carta i giocatori che avevano contattato e con i quali avevano preso parola. Io al di là del discorso tecnico, e su questo mi stavano bene tutti i giocatori che mi hanno meso sul foglio, io sono una persona a modo e se la società aveva preso impegni, gli impegni vengono mantenuti. La vecchia dirigenza della Virtus Volla sta in questa categoria da diversi anni e passano per persone serie e che hanno sempre mantenuto gli impegni, prerogativa importante, soprattutto in questo calcio e in queste categorie, dove difficilmente si riesce a terminare il campionato e a rimborsare tutti i ragazzi”.
Lei deve avere ancora delle retribuzioni dal presidente della società avellinese?
“Io lo dico a denti stretti, si. Io devo avere tanti stipendi. Ed è un altro motivo per cui ho scelto il Virtus Campania, dove ho messo le cose in chiaro sin da subito con il direttore Davino, perché vengo da un’annata disastrosa da tutti i punti di vista. ora devono cercare di iscriversi e stanno provando a correre ai ripari. A me c’è una vertenza fatta, esecutiva con sentenza emanata a Giugno, quindi penso faranno fatica. Ancora oggi ricevo chiamate dal presidente, che prova a trovare un accordo, ma ormai credo sia tardi”.
In esclusiva a Campania Football, ci da esclusiva di almeno un nome scritto dalla “triade” sul foglio da lei citato e che quindi è ad un passo dalla vostra squadra?
“Sul foglio ho visto vari giocatori, ma non c’era quello di Luigi Agata. Eccolo il nome in anteprima. È stato l’unico giocatore che ho “preteso” e per il quale ho richiesto la riconferma. Per me l’età non è indicativa, è un giocatore che ha vinto tanto e per me può fare ancora tanto e dare ancora tanto. Un altro nome che non c’era su quel foglio è di Spilabotte, un giocatore importante che molti allenatori vorrebbero, e quindi sono felice per il colpo messo a segno”.
Cosa pensa del nuovo format dell’eccellenza con i 3 gironi?
“Il format è tutto da decifrare. Credo che per quello che dobbiamo fare noi, i 3 gironi sono la stessa cosa dei due, perché non siamo la squadra che deve vincere il campionato. Magari chi ha investito tantissimo e chi sta continuando ad investire per vincere il campionato si ritroverà a fare un mini girone a 3, e in partita secca tutto può succedere. Per quanto riguarda noi, dobbiamo cercare di onorare nel migliore dei modi questo campionato, sarà un format che andremo a sperimentare sul campo, andandoci a giocare le nostre chance partita per partita. Affronteremo sicuramente squadre importanti e blasonate. Il dopo covid nel calcio dilettantistico è tutto un divenire, i campionati sono terminati in un modo che non tutti i dirigenti avrebbero voluto, con eventuali retrocessioni di ufficio. In più non c’è una data precisa per iniziare il campionato perché questi focolai sono ancora in atto. Prendiamoci giornata per giornata, poi vedremo. Poi che siano 2 o 3 gironi, l’importante è che onoriamo lo sport nel migliore dei modi”.






