Il numero uno parla della nuova avventura, del progetto Puteolana, dei sogni futuri e di quello che è stato nell’ultimo incredibile mese
“Vogliamo prendere la residenza a Pozzuoli”. In una battuta c’è tutto il progetto della nuova Puteolana, che attraverso il suo presidente Marco Bottino fa il punto dopo una lunga estate che ha visto lui e Carmine Franco passare dal sogno Torre Annunziata, al buio più totale fino alla favola Pozzuoli.
Marco che estate folle. Come vivete questo riscatto dopo essere stati bistrattati?
“Assolutamente, per noi è un riscatto importante. Volevamo prendere il Savoia dopo l’esperienza a Gragnano e non è stato possibile. Fortunatamente è arrivata questa occasione, che ci tengo a precisare è stata l’idea originale, perchè già a marzo volevamo ripartire da Pozzuoli. Per noi è l’occasione di mettere in opera le nostre idee, di ripartire con professionalità e di dimostrare il nostro valore e le capacità che ci contraddistinguono e verso le quali non abbiamo mai perso fiducia. Ne abbiamo sentite di tutti i colori, ma siamo sempre rimasti sereni e lucidi, convinti di poter ripartire con le nostre idee”.
Poi come un fulmine a ciel sereno quando sembravate out è arrivata la chance Pozzuoli…
“Ringrazio in primis Gaudino, Della Valle e Di Marino, grazie a loro siamo qui, ci sono stati vicini e ci hanno sostenuto facendoci sentire importanti. Un ringraziamento anche alla società del Bacoli, correttissima, ad un certo punto quando si sono dimessi in massa da Bacoli potevamo chiudere con Capuano, ma abbiamo preferito lasciare strada al Giugliano perchè avevamo in mano anche il titolo dell’Ischia. Certo, c’era un pizzico di apprensione perchè dall’isola spingevamo, ma eravamo sicuro della stretta di mano”.
Partenza sprint, tanto amore da parte di Pozzuoli e una campagna acquisti faraonica in pochi giorni…
“Siamo contenti di come la piazza ci ha accolto, i tifosi ci hanno fatto sentire il loro appoggio sin da subito. La campagna acquisti è frutto di programmazione, di idee ben chiare fin da subito e soprattutto il nostro bomber è stato Carmine Franco. E’ stato lui con il suo entusiasmo a trascinarci, a chiudere in prima persona quando serviva, ci ha trascinato”.
Dal punto di vista personale una crescita enorme. A Gragnano hai recitato un ruolo dietro le quinte, oggi sei il presidente e in questo inizio anche direttore sportivo…
“Per me un grande onore. Fino ad un anno fa non seguivo le sorti del calcio dilettantistico in maniera così assidua, adesso sono immerso in pieno. Ringrazio Carmine, con la sua uscita di scena per i tanti impegni, ha identificato in me il suo io. La sua fiducia nei miei riguardi mi inorgoglisce e spero di fare un buon lavoro. Come direttore sportivo sono adattato, abbiamo fatto di necessità virtù, non sono un ds ma spero di essermela cavata. I tempi stretti e le tante cose da fare ci hanno costretto a sacrifici e sono contento di quello che stiamo facendo”.
Squadra importante, grandi attese dalla piazza, dove vi vedete tra 12 mesi?
“Per cultura e per voglia di fare ci vediamo il più in alto è possibile. Però siamo persone che non vogliono illudere la piazza. Siamo partiti in ritardo, non è una attenuante, ma un dato di fatto. Per fare un esempio è come andare al mercato, se ci vai alle 7 del mattino hai a disposizione quello che vuoi, se ci vai alle 10 devi adeguarti a quello che trovi. Questo è un handicap di cui ne siamo consapevoli e che pesa, come il fatto di programmare solo ora le amichevoli e tante cose societarie. Quindi bisogna tenere in considerazione tutto, vogliamo fare bene il primo anno, non dimentichiamoci che partiamo con piazze che stanno costruendo da mesi, saremo attenti a portare la Puteolana lontano ma senza dimenticare il progetto”.
A proposito, quanto tempo vi vedete a Pozzuoli?
“A tempo inderteminato. Vogliamo prendere la residenza qua, ma bisogna parlare di progetto, che non è solo calcistico, ma passa anche per le strutture, il campo con il quale siamo in contatto con l’amministrazione sperando nel corso del tempo di sistemarlo, senza dimenticare il merchandising, il marketing, tante cose affinchè possiamo centrare i nostri obiettivi: portare la Puteolana lontano ed essere ricordati come coloro i quali hanno fatto rinascere il calcio a Pozzuoli e hanno fatto grandi cose”.
Marco secondo te a Torre Annunziata si staranno mangiando le mani adesso?
“Non credo, siamo felici ognuno di noi della soluzione scelta. Resta grande affetto con la piazza e gli auguro ogni bene, speriamo quanto prima di risolvere anche la questione del logo. Volevamo Torre Annunziata, non è stato possibile, ma Pozzuoli non è mai stato un ripiego. Gragnano è stata una parentesi, dove ci siamo resi conto che non era per noi, Pozzuoli era senza calcio e Torre Annunziata vicino ad un fallimento, due grandi piazze che spero di ritrovare in altre categorie. Adesso noi siamo la Puteolana e vogliamo mettere le radici qua e fare grandi cose”.






