Con un comunicato la società biancorossa risponde alle accuse del San Pietro e chiama in causa il commissario di campo
Il Ponticelli passa al contrattacco. La formazione biancorossa, fresca promossa nei play off, risponde alle gravissime accuse con un comunicato, dove emergono scenari incredibili. Il tutto parte da un articolo, pubblicato alle 16.30 circa quando si parla di scenari da far west, di giocatori del San Pietro aggrediti e di gara che ancora non cominciava per intervento delle forze delle ordine. Il Ponticelli si difende così: “Purtroppo la strada del silenzio e del rispetto delle persone dovrebbe sempre essere perseguita, ci vediamo costretti ad intervenire perchè sono successe cose molto gravi di cui vogliamo portare tutti a conoscenza e qualcuno dovrà pagare. Ieri siamo stati contattati da un giornalista napoletano intorno alle 16.30 che ci informava di un articolo che stava per essere pubblicato. La cosa grave è che la fonte era il commissario di campo il signor Luigi Baldascino. Una cosa gravissima, perchè due sono le vicende: o il giornalista è stato fazioso aizzato da chissà chi oppure cosa di una gravità inaudito un commissario di campo al posto di svolgere la sua mansione contatta privatamente la stampa per far uscire articoli e questo ci fa preoccupare non poco perchè temiamo che ci possa essere un piano per screditare la nostra piazza. Ci troviamo costretti a pubblicare il documento che lo attesta e informeremo anche la Figc perchè si faccia luce su questo episodio gravissimo, abbiamo fiducia nelle istituzioni e speriamo che il signor Baldascino riesca ad essere estraneo a questa vicenda altrimenti sarebbe gravissimo e non sapremo cosa pensare, speriamo sia solo la versione di un giornalista a cui sono stati riportati fatti in cattivo modo da qualcun altro piuttosto che un commissario di campo travestito da reporter. I fatti sono stati completamente diversi, nessuna aggressione alla squadra, c’è stato un diverbio forte tra un nostro calciatore e un calciatore del San Pietro, un episodio isolato tra due calciatori, nessun agguato. La partita è cominciata con ritardo perchè l’arbitro per sbaglio ha dimenticato la chiave nello spogliatoio e abbiamo dovuto chiamare un addetto per aprire la porta. Chiaramente ci tuteleremo in tutte le sedi per questa campagna diffamatoria, come vogliamo ricordare al signor Pierleoni che i post su Facebook sono passibili di querela, ha etichettato il Ponticelli come società di delinquenti. Capiamo la rabbia per aver perso l’ennesima finale, ma non permettiamo a nessuno di sporcare l’immagine di una società trasparente e di un tifo corretto, caloroso e gentile come si evincono dalle immagini di ieri e dalla festa all’Ascarelli. Alle persone che stanno alimentando un clima di falsità risponderemo con durezza e con tutti gli strumenti che la legge ci permette”






