“La politica si ricorda del calcio soltanto in tempo di elezioni. Futuro? Corvino mi ha manifestato piena fiducia, credo che tra qualche anno arriverà in Lega Pro”

 Stagione possiamo dire molto positiva, il tuo lavoro è sotto gli occhi di tutti, che futuro si prospetta per Enzo Potenza?

“Innanzitutto voglio ringraziare lo staff tecnico composto da Francesco Diana, Carmine Trinchese e Vincenzo Improta per l’ottimo lavoro. Per quanto riguarda il futuro, il Presidente – si riferisce a Corvino ndr – mi ha manifestato la sua fiducia per il prosieguo, al quale va il mio ringraziamento sia per la fiducia durante l’arco della stagione che per il prossimo. Abbiamo necessità di incontrarci tra un po’ di tempo e valuteremo il tutto”.

Vieni da una famiglia legata al calcio, come affronti questi campionati non semplici soprattutto per gli allenatori che spesso si trovano a vivere situazioni spiacevoli.

“Io vivo di calcio – precisa Potenza – e questo è il mio lavoro. Sono un allenatore professionista da 4 anni e cerco di svolgere il mio lavoro con la massima professionalità ed intensità come bisognerebbe fare qualunque altro tipo di lavoro. Vivo di calcio da quando sono nato, lo vivo a 360° gradi vedendo tante partite. Mio fratello è scouting in Veneto, mio padre ex allenatore. Quindi di conseguenza in famiglia si respira soltanto aria di calcio. Devo anche ringraziare mia moglie e la sua famiglia perché mi stanno vicino in qualunque momento. Non devo assolutamente dimenticarmi di loro”.

E’ stato un campionato molto avvincente con una lotta serrata fino alla fine nei piani alti della classifica, adesso il campo ha sentenziato San Giorgio e Audax Cervinara che vanno agli spareggi Nazionali.

“A volte dipende come si arriva al Play Off, poiché la squadra favorita ci arriva con la delusione di non avere vinto, mentre sia il Cervinara che il San Giorgio sapevano da tempo che avrebbero disputato i Play Off. Spesso il pronostico dei due risultati a favore viene sovvertito per questo motivo. L’Afragolese come il Savoia è arrivata alla partita con il San Giorgio delusa dalla sconfitta in campionato”.

Corvino sta manifestando più volte anche durante la stagione l’interesse di portare l’Albanova in Serie D, ad oggi quant’è fattibile questa ipotesi.

“Non lo s che percentuale c’è di fare la quarta serie, posso dire che il Presidente nel giro di qualche anno arriverà in Lega Pro. Non so se con Potenza o qualche altro allenatore. E’ un uomo abbastanza determinato nel voler raggiungere degli obiettivi. E questo aspetto mi ha davvero colpito”.

Ci sono diverse piazze blasonate in bilico come Santa Maria Capua Vetere, Torre del Greco, Gragnano, Pomigliano, Aversa come mai si vive questo fenomeno in Campania?

“L’economia attanaglia un po’ tutto il Paese ma credo che sia un fatto prevalentemente campano perché non mi risulta che in altre regioni ci siano situazioni simili. Purtroppo l’approssimazione e la poca professionalità, il poco attaccamento alla maglia crea situazioni del genere. Il Savoia fino a 3 anni fa era il Lega Pro, poi è fallito e rinato, adesso una nuova società. E’ una situazione che si verifica costantemente. In Campania mancano i dirigenti, rispetto a qualche anno fa si contano sulle dita di una mano”.

 

Come eliminare questo fenomeno dell’improvvisazione, di personaggi che si impongono dei ruoli dal mattino alla sera.

“I presidenti dovrebbero circondarsi di persone professionali del settore ma sono loro che vogliono fare i primi attori. E’ normale che se io vado a fare una fiction non ho l’esperienza e le qualità per fare il primo attore, invece bisognerebbe partire in sordina circondandosi di persone di un certo spessore sia professionale che umano”.

Play off nazionali, Vastogirardi  per l’Audax Cervinara e Lagonegro per il San Giorgio.

“Il San Giorgio ha le qualità per fare bene ma attenzione al Lagonegro che viene da una delusione in campionato. Ritengo le squadre molisane e lucane non più le stesse di qualche anno fa, quindi non più un turno agevole rispetto a qualche anno fa. Sicuramente saranno delle gare battagliere che si decideranno nei 180 minuti. In questa fase della stagione, c’è bisogno della testa per raggiungere l’obiettivo perché si arriva stanchi dopo un’annata di sacrifici. Quindi chi sta meglio arriverà fino in fondo”.

Il tuo trampolino di lancio è stato con l’Internapoli Camaldoli di Di Marino che momenti ti ricordi di quell’esperienza?

“Sono molto legato al di là del calcio con Di Marino sotto ogni aspetto. Quello umano che ho conosciuto da tantissimi anni, quello professionale che mi ha consentito a fare calcio per tanto tempo, lavorando da solo con delle risorse individuali. E’ riuscito ad arrivare in D e fare bene ma in alcune piazze come Pozzuoli bisogna essere una società con più partecipanti perché inizia ad essere dispendioso sotto l’aspetto economico soprattutto quando le istituzioni locali non supportano gli imprenditori che decidono di fare calcio”.

Parlando di amministrazione, come mai sono cosi distanti dal calcio basti pensare alle situazioni attuali di Aversa, Casal di Principe, Gragnano, Torre del Greco.

“Le amministrazioni si ricordano del calcio soltanto in tempo di elezioni, riflette quella che è la politica nazionale, dove quando si ha bisogno del sostegno si va alla ricerca dello sport, del commerciante e dell’imprenditore. I soliti giochi di potere che sono pre elettorali che nascono dal niente. Oggi i campi che abbiamo in Campania non si possono guardare, alcuni campi sono veramente impraticabili, molto meglio rispetto a 10-15 anni fa ma siamo ancora allo stato brado rispetto ad altre regioni”.