Il tecnico partenopeo spiega ai nostri microfoni i motivi che l'hanno costretto a lasciare il Gladiator e come sta vivendo la sua condizione odierna

NAPOLI Pasquale Borrelli, giovane allenatore emergente, in attesa di accasarsi ad una nuova squadra per vivere un’altra esperienza che gli consenta di togliersi tante soddisfazioni, si è raccontato in una lunga intervista in cui si è soffermato soprattutto sia sull’ultima sua esperienza al Gladiator sia sul come sta affrontando questa situazione in cui è lontano dai campi e dove ha anche espresso il suo pensiero sulla ripresa dei campionati dilettantistici.

Come sta vivendo questa situazione attuale in cui si trova senza una squadra da allenare?

“In questo momento è dura stare senza squadra da allenare però bisogna anche essere consapevoli del momento e poi bene o male qualche richiesta l’ho ricevuta. Ci sono stati dei contatti con squadre sia in Campania che fuori regione e già il fatto che ci sia stato il mio nome mi rende soddisfatto perché vuol dire che ho fatto un buon lavoro, infatti, avere un paio di richieste da fuori regione vuol dire che qualcuno ti ha notato ed è una bella cosa soprattutto per un allenatore giovane come me. D’altronde il calcio è fatto di scelte e momenti. Quindi bisogna anche essere capaci di fare le scelte giuste ed accettare anche degli episodi che vanno contro continuando a studiare ed aggiornarsi come sto facendo in questo periodo che non alleno per puntare a qualcosa di importante”.


Cosa, invece, non ha funzionato a Santa Maria, quando era alla guida del Gladiator per la sua permanenza?

“Innanzitutto devo ringraziare la famiglia Aveta perchè mi ha dato l’opportunità di allenare una piazza gloriosa ed importante, poi è normale che nel percorso lavorativo a volte qualche episodio non va come noi pensiamo e le strade si dividono. Però la cosa più importante non è la separazione del rapporto ma vedere tanti calciatori scelti da me far parte ancora della struttura del Gladiator. Quindi questo vuol dire che le scelte sono state fatte in maniera corretta, le idee erano giuste ed oggi sono contento che stanno proseguendo su quel progetto che avevano iniziato con me”.

Come vede i prossimi campionati di Serie D e di Eccellenza che ha visto un cambiamento nella struttura con un nuovo format con 3 gironi?

“In Eccellenza questo nuovo format sicuramente darà spazio a molte squadre di giocarsi il campionato fino alla fine, aumenteranno le squadre e si abbasserà il livello di qualità perché le squadre sono tante, però in compenso hanno ridotto il numero degli under e questo darà una possibilità a molte squadre di lottare per la promozione. Prima, infatti, erano due gironi con due vincenti, ora, invece, con tre gironi certamente aumenterà il lavoro delle varie squadre e si allargheranno anche i posti per arrivare a giocarsi i play-off dando la possibilità a molte squadre di organizzarsi e di salvarsi bene. In Serie D, poi vedo molto bene le squadre campane che si stanno organizzando bene e stanno facendo un buon lavoro, anche se dovranno stare molto attente soprattutto quelle squadre che affrontano il girone pugliese che se è come quello dell’anno scorso sarà durissimo e difficilissimo”.

Infine, come pensiero di gioco si ispira in modo particolare a qualche allenatore?

“Personalmente non sono legato ad una teoria, a me piace molto il confronto e mi piace aggiornami di continuo, infatti, se si ambisce a fare di questo un mestiere è normale che bisogna aggiornarsi e leggere costantemente teorie degli altri perché ognuno di noi ha delle teorie, delle idee e bisogna avere la capacità di metterle in pratica studiando ed aggiornandosi sempre”.