Lunga intervista all'ex direttore del Casoria. Il perchè del suo addio, il pronostico sul prossimo campionato e un indizio sul futuro
CASORIA (NA) - Due promozioni consecutive e i play-off alla prima stagione di Eccellenza. Il DG Carlo Cristarelli è stato uno dei principali artefici del “miracolo Casoria”, squadra partita sempre con risorse economiche limitate ma capace di sorprendere tutti sul campo. Dal 19 Luglio però quel legame che sembrava indissolubile si è sciolto, una rottura che molti non si spiegano anche perché nessuno – né la Società, né il diretto interessato – hanno mai motivato pubblicamente. Dopo quaranta giorni di silenzio, abbiamo chiesto a Carlo Cristarelli di proporci le sue impressioni sulla stagione che verrà. Ma non potevamo cominciare la nostra intervista partendo dai motivi che lo hanno indotto a lasciare Casoria.
“Non sempre è necessario divulgare all’esterno i motivi di certe decisioni. Anche perché non è successo nulla di così grave da giustificare una rottura improvvisa. Piuttosto, si sono alimentate nel tempo, soprattutto nell’ultimo anno, delle incomprensioni e delle difficoltà di relazione con la proprietà che hanno reso opportuna questa soluzione. Nel calcio, come nella vita, è così: esiste un inizio e una fine in ogni cosa, ed evidentemente era arrivato il momento di chiudere questo rapporto. Anche se…”
Anche se?
“Mi ha deluso, sul piano umano, il modo in cui sono stato trattato. Prima di lasciare ho lavorato a testa bassa per quasi due mesi per preparare, sotto tutti i punti di vista, la nuova stagione. In quel periodo la proprietà non sempre mi è stata vicina e quando è nato il problema che ci ha portato alla rottura nessuno si è fatto vedere o sentire. Ma non serbo rancori, perché conosco le persone e so che non c’è cattiveria ma sono solo aspetti caratteriali… ed anche io ci metto del mio: sono un perfezionista, vorrei che tutto fosse fatto al meglio e talvolta non è possibile”.
Direttore, le manca il calcio? Quali sono i suoi progetti per il futuro?
“Il calcio non mi manca, è una passione che coltivo ogni giorno. Quest’anno finalmente mi sono goduto le vacanze, e al tempo stesso ho potuto approfondire le mie conoscenze. Mi sono confrontato con amici e addetti ai lavori. Sono ripassato, sereno e pronto a ripartire”.
Ripartire da dove? A noi risulta che è vicinissimo ad una Società importante...
“Ho ricevuto due offerte concrete e qualche altro approccio da approfondire. Ma non sono vicinissimo a nessuno. Anzi, tra le ipotesi c’è anche quella di avviare un progetto in tutt’altra veste. Di sicuro qualcosa farò. La prossima settimana prenderò una decisione. Ma ci tengo a precisare che a inizio maggio, per amore del Casoria, non ho accettato una proposta importante. E lo stesso ho fatto nei giorni successivi alla separazione con il Casoria. Ho grande rispetto per tutto l’ambiente viola e mi sono sempre comportato in maniera corretta. Per questo mi auguro che i tifosi accettino la mia prossima decisione, qualunque essa sia, perché nel calcio posso succedere cose imprevedibili…”.
Passiamo al campionato… come vede l’Eccellenza 2018-2019? Chi saranno le protagoniste del torneo?
“Gladiator, Giugliano e Afragolese sono le favorite. A mio avviso sarà un torneo equilibrato, non ci sarà un altro Savoia che dominerà dall’inizio alla fine. Quella che mi piace più di tutte è il Gladiator, rosa allestita con una logica precisa e con Liccardi che in questa categoria può fare la differenza. Ma anche l’Afragolese, benché partita in ritardo nella costruzione della squadra, ha un potenziale enorme visto che Stiletti e Scuotto hanno attinto a piene mani dalla Serie D… e poi c’è Maggio, un attaccante completo! Il Giugliano ha speso tanto, ma fatico a comprendere alcune scelte: la difesa non mi convince, a centrocampo manca un vero regista e in attacco c’è sovrabbondanza sugli esterni mentre manca un riferimento centrale di totale affidabilità, visto che Fava lo vedo più arma da gara in corso e Sperandeo è reduce da un grave infortunio. Ecco, se Fabio dimostrerà di essere pienamente recuperato, e mi riferisco all’aspetto mentale più che a quello fisico, non lo ferma nessuno… ma bisogna dargli fiducia per capire come sta. Il livello del campionato si è alzato ulteriormente. E questo, se sul piano tecnico è positivo, perché lo spettacolo è garantito, sul piano gestionale produrrà il solito effetto: visto che una sola vince, per le altre Società che hanno investito tanto sarà un fallimento. Con il rischio che qualcuno non manterrà gli impegni o sarà costretto a passare la mano. Emblematico, in tal senso, è il caso dell’Afragolese, che nelle ultime due stagioni si è svenata senza raggiungere l’obiettivo e quest’anno ha rischiato il baratro prima di ripartire grazie a un cambio di proprietà”
E per i play-off chi sono le principali indiziate?
“Innanzitutto la Frattese, che è stata allestita con grandi ambizioni ma che colloco un gradino sotto le “magnifiche tre”. Poi attenzione alla Puteolana, soprattutto se prende un attaccante e se non si ripeteranno le problematiche societarie e ambientali della scorsa stagione. Tra le sorprese dico San Giorgio e le due neopromossa Afro Napoli e Albanova.Comunque sono tre squadre attrezzate per un campionato di vertice – prosegue Cristarelli – E in una situazione così equlibrata la differenza la faranno la solidità societaria, l’organizzazione, la capacità di gestione del gruppo e il supporto del pubblico. Alla fine vincerà chi avrà lo spogliatoio più forte, dove tutti remano nella stessa direzione, senza invidie e senza personalismi. Ed in questo sarà determinante il lavoro degli allenatori”.
Strano… Non ha citato il “suo” Casoria!
“Innanzitutto non è più “mio” – risponde sorridendo l’ex DG viola – anche se almeno al 70/80% è la squadra che avevo costruito insieme a La Manna e Liguori. Però anche quest’anno ci sono state partenze eccellenti, in pratica tutta la spina dorsale da Bardet a Simonetti, passando per Capogrosso e Gargiulo. Alcuni sono stati sostituiti degnamente, ma il gruppo degli over è troppo ristretto. E per quanto riguarda gli Under è un peccato aver perso qualche ragazzo che avevo già chiuso come i terzini Bianco ’01 e Russo ’00. E poi serviva una terza punta, come ad esempio quel Coppola che avevamo già in pugno. Così sono troppo pochi e alla prima di campionato mister Lamanna rischia già di giocare senza una punta visto che Incoronato è squalificato e Lepre non so se sarà pronto. Per questo dico che il Casoria ha sicuramente qualità ma una una rosa troppo striminzita per arrivare fino in fondo. Se l’obiettivo è il mantenimento della categoria non ci saranno problemi, i viola sono superiori ad almeno 7-8 squadre, ma non ci scommetterei su un piazzamento play-off. Se poi dovesse arrivare sarà l’ennesima impresa di un gruppo che ha grandi valori tecnici e morali e sarei il primo ad esserne felice!”.






