Il giovane tecnico ha le idee chiare sulla compagine casertana e sul momento del calcio campano e del fenomeno allenatore-sponsor
“Voglio salvare il Santa Maria la Fossa senza passare per i play out”. Ha le idee chiare Francesco Coccellato, tecnico giovanissimo dei casertani, che hanno chiuso il girone di andata del girone A di Promozione con 17 punti in linea con i programmi societari e che puntano a mantenere la categoria. Allenatore giovane Coccellato, che ha 33 annipuò annoverare già importanti esperienze.
Quando hai cominciato ad allenare?
“Il mio percorso inizia a 20 anni con le scuole calcio, poi sono stati alle giovanili della Juve Stabia e dopo un periodo che ho dovuto interrompere per motivi personali sono ripartito da una terza categoria che ho vinto, poi l’Aversa in prima fino al Vitulazio l’anno scorso”.
E poi è arrivata la chiamata del Santa Maria la Fossa..
“Sì, ci siamo incontrati in estate ed abbiamo concordato questo percorso insieme. La prima cosa che ho chiesto sono stati gli obiettivi, mi è stata chiesta la salvezza e credo siamo in linea. Una società sanissima fatta da persone stupende che non ti fanno mancare niente”.
Un primo bilancio del girone di andata…
“Siamo partiti bene complice anche un calendario molto favorevole, poi abbiamo incontrato delle difficoltà e in qualche gara siamo stati anche sfortunati. Tutto sommato non ci possiamo lamentare, anche se potevamo fare sicuramente qualcosina in più”.
Come è stato il vostro mercato di riparazione?
“Sono partiti Rosi, Stellato, Di Bartolomeo e Monaco, in compenso sono arrivati Parente, ex Sessana, il portiere under Creuso classe ’99, Nazzaro, ex Cimitile e Riccardi, ex Marigliano. La rosa ha sicuramente il suo valore e se riusciamo a piazzare ancora qualcosina tra gli svincolati stiamo bene”.
Quanto è difficile fare calcio nel casertano ed in particolare in un paesino piccolo come Santa Maria la Fossa?
“Dal punto di vista umano è facile, la società è formata da persone di grande valore, siamo una società che ha sempre disputato campionati minori e che stanno facendo esperienza in Promozione. Dal punto di vista calcistico è molto difficile, nelle zone limitrofe non ci sono molti calciatori e bisogna attingere dal napoletano con i rimborsi che lievitano. E’ tosta allestire una squadra di livello, si rischia di sforare di molto il budget perchè le richieste sono esose. Inoltre, una nota dolente è il campo, in terra battuta che spesso è impraticabile”.
Girone di ritorno, l’obiettivo quale è?
“Salvarsi senza passare per i play out. Credo ne abbiamo le capacità , la squadra è motivata, la società è seria e possiamo centrare il traguardo con il lavoro”
Chi saranno le vostre avversarie?
“Fino al Ponte metto tutte, la Maddalonese per me è compagine che deve ambire ad altro. E’ comunque un campionato stranissimo, dove le partite sono spesso equilibrate e tutto può succedere”.
Chi ti ha impressionato di più come squadra e chi pensi possa vincere?
“La squadra con il miglior gioco è il Forza e Coraggio, per la vittoria finale sarà lotta a tre tra Cicciano, Casoria e Albanova. Se proprio devo sbilanciarmi in un pronostico voto Casoria in virtù degli ultimi acquisti”.
Sei un tecnico giovane, dove puoi arrivare in un ambiente dove gli allenatori pagano per allenare?
“Per me il calcio è passione e deve restare tale. Non vivo di questo e sono umile per capire che solo attraverso il lavoro si ottengono dei risultati. Fare calcio in Campania è difficile, al momento mi diverto, poi se dimostrerò di valere qualcosa in più ben venga. La questione allenatore-sponsor mi addolora ed è un fenomeno che non capisco. Vorrei chiedere ai miei colleghi che lo fanno quale è il ritorno a cacciare 15/20mila euro? Spero che questa storia finisca quanto prima, purtroppo le finanze delle società sono in difficoltà e tanti si appoggiano a tecnici che portano sponsor. Da parte mia è una cosa che non condivido, non lo farò mai. Quello che mi conquisterò sarà solo frutto del mio lavoro e delle mie capacità ”.






