Il rapporto di gara dell’arbitro Criscuolo è stato tradotto dal giudice sportivo in 8 mesi di squalifica all’attaccante Irpino e 6 mesi al Presidente Ianniciello
NAPOLI – 8 mesi di squalifica all’attaccante Francesco Cataruozzolo e 6 al presidente Christian Ianniciello. È questa la decisione del giudice sportivo avv. Sergio Longhi nei confronti del Grotta dopo gli episodi che si sono verificati Sabato scorso durante il match con l’Fc Avellino che ha visto i giallorossi di Di Pasquale, imporsi per 3-2. Una perdita importante quella di Cataruozzolo in ottica play off, lo stesso allenatore non era contento come dichiarato nel post partita a Retesei dell’atteggiamento del suo calciatore al rientro in campo dopo un mese di stop. In base al rapporto di gara compilato dall’arbitro Criscuolo della sezione di Torre Annunziata il giudice sportivo ha preso le seguenti decisioni.
INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITÀ FINO AL 18/10/2018
IANNICIELLO CHRISTIAN
con comportamento sleale, scorretto, antisportivo, aggravato dal ruolo rivestito, entrava nello spogliatoi della terna arbitrale unitamente a due persone dallo stesso riferito quali dirigenti della società e tutti e tre invitavano, con toni intimidatori, avanzando minacce, il DDG a non rapportare a referto la reazione avuta dal calciatore espulso minacciando anche di “attaccarlo” ed accusandolo di aver utilizzato linguaggio non appropriato.
A CARICO CALCIATORI ESPULSI DAL CAMPO
SQUALIFICA FINO AL 18/12/2018
CATARUOZZOLO FRANCESCO
con comportamento sleale, scorretto ed antisportivo si rivolgeva nei confronti dell’AA1 con espressioni volgari, ingiuriose ed offensive che rivolgeva successivamente anche nei confronti del DDG; a seguito dell’espulsione, toltasi la maglia, ancora sul tdg, si avvicinava al DDG insultandolo e minacciandolo ripetutamente; invitato ad uscire non ottemperava all’invito, costringendo il ddg ad arretrare. Al termine della gara rientrava sul tdg ed avvicinandosi al DDG sempre con atteggiamento minaccioso, ripeteva gli insulti e solo l’intervento dei compagni frenava detto comportamento; terminata la gara, accompagnato da sedicenti dirigenti della propria società, come riferito al DDG, si recava nello spogliatoi della terna arbitrale reiterando i comportamenti di cui sopra nonostante avesse manifestato le proprie scuse ed accusando il DDG di aver adottato un linguaggio inappropriato.






