Il direttore sportivo dei viola Giovanni Liguori ha espresso il suo punto di vista in merito alla ripresa dei campionati, dove ne è favorevole, oltre ad alcune battute sul Casoria Calcio

CASORIA (NA) - Ai nostri microfoni uno dei protagonisti principali della grande stagione disputata dal Casoria Calcio: stiamo parlando del direttore sportivo Giovanni Liguori. L’intervista completa:

Buonasera direttore. Sappiamo che non è un momento semplice per lei non solo per la quarantena, innanzitutto come sta?

“Procede malissimo (ride ndr). Vengo da un momento non semplice da affrontare e poi non si sta lavorando, quindi la pressione psicologica arriva ad un punto molto alto. Non è facile sostenere tutto ma bisogna andare avanti con forza”.

Il suo pensiero sulla ripresa del calcio dilettante.

“Il mio pensiero libero e democratico è il seguente. Nel ragionamento che faccio politico-sociale, non è solamente al sud che viviamo alla giornata. In questo momento tutta l’Italia sta vivendo una situazione senza precedenti. Penso che con la riapertura della Serie A faranno ripartire tutti, anche se ho visto che alcuni regioni vorrebbero fermare i campionati minori. La sicurezza è una parola grossa e se la prendiamo in considerazione in maniera totale e seria, dovremmo tutti rimanere chiusi in casa. C’è sempre una minima percentuale di libero arbitrio e proprio per questo si dovrebbe anche lasciar far passare qualcosa come lo sport. Ovviamente bisogna ripartire con gradualità ma se dovessimo ragionare di “sicurezza” significherebbe non aprire da nessuna parte. Il mio pensiero è semplice, vivo giorno per giorno e non vedo il perchè non bisognerebbe riaprire, ci stiamo facendo troppo male”.

Con la tempistica alle strette, ce la farebbero poi le società a sostenere i ritmi di un eventuale ripresa?

“In un periodo di dopoguerra certe cose bisogna riprenderle, è vero che si va incontro allo stress ma io immagino quante persone pur di affrontare un qualcosa con stimoli farebbero qualsiasi tipo di sacrificio. Questo concetto, poi, va a diramarsi non solo nello sport ma anche nel commercio e in tutto il resto. Tenere fermo tutto per me è pericolosissimo”.

Che stagione è stata per il Casoria fino allo stop del campionato? Il suo futuro è ancora legato ai colori viola?

“Faccio calcio da oltre 20 anni e ho ricoperto tantissimi ruoli. Tutto è legato ad una questione di convenienza intesa come progetti e sfide e non di argomenti economici. A Casoria credo di aver fatto qualcosina niente di particolare ma un buon contributo. Abbiamo iniziato l’avventura prefissando una salvezza tranquilla, ci siamo accorti che potevamo andare più in alto e l’abbiamo dimostrato fino allo stop del campionato. Se la stagione dovesse terminare oggi mi riterrei davvero soddisfatto, mi auguro però che si continui”.