Parla l’attaccante classe 2000 dopo l’amara retrocessione in Eccellenza

GIUGLIANO IN CAMPANIA - La stagione del Giugliano è stata piena di problemi e intemperie. La retrocessione, i cambi societari, i cambi sulla panchina, tutto frutto di un caos che non ha trovato mai pace. All’interno di questo caos, però, a brillare, ci sono state due stelle assolute. Entrambe under, entrambi classe 2000: si tratta di Salvatore Micillo Antonio Orefice, confermati dopo la passata stagione agli ordini di mister Agovino, e che anche quest’anno nonostante mille vicissitudini si sono dimostrati all’altezza della categoria ottenendo menzioni importanti e speciali che potrebbero significare un ulteriore annata in D, magari in qualche piazza con ambizioni importanti, e perché no, fare poi quello che ha fatto il terzino Parisi con l’Avellino in D, ora in A con l’Empoli. Abbiamo provato ad interrogare sul suo futuro proprio l’attaccante, nonché capocannoniere dei tigrotti di questa stagione, Orefice che ci ha raccontato un po’ le sue sensazioni in vista del futuro e della stagione appena trascorsa.

Annata chiusa malamente, purtroppo. Com’è andata questa stagione?

“Diciamo che è stato un campionato un po’ anomalo, per tutte le difficoltà che abbiamo affrontato: il Covid, senza pubblico, fermarci ogni dieci giorni per la positività dei calciatori. Ci sono state un po’ di anomalie, anche se posso dire che noi calciatori abbiamo provato a stare fino alla fine sul pezzo. La piazza c’è sempre stata vicina, però il campo ha portato altri risultati”.

Sei nell’occhio del ciclone, hai fatto una grande stagione la scorsa con mister Agovino e ti sei ripetuto quest’anno nonostante la retrocessione. Potevi andare via, come mai non l’hai fatto?

“Con il Giugliano e la mia famiglia abbiamo deciso di rimanere per cercare di fare un’altra stagione migliore della scorsa, poi purtroppo non è andata così ma sono soddisfatto della scelta che ho fatto e la rifarei”.

Il tuo futuro lo vedi ancora a Giugliano? Sicuramente avrai tante richieste, qualche telefonata è arrivata

“Ti dico la verità, adesso che si è chiuso da poco il campionato sto pensando solo a riposarmi e a rilassarmi un po’. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni”.

Mister Maschio nelle ultime interviste disse che eravate rimasti soli e senza una società, voi giocatori avete fatto una lettera per i pagamenti e quant’altro. Come sono stati gli ultimi mesi quando Palma si è ritirato e ha lasciato il Giugliano senza società?

“Noi abbiamo saputo che c’era stato questo cambio di proprietà, poi sono arrivate diverse persone della società allo stadio. Però diciamo che a livello societario vero e proprio non abbiamo conosciuto personalmente persone che erano al vertice della società, anche se abbiamo provato a fare qualche chiamata non è andata a buon fine. Abbiamo conosciuto ufficiosamente i direttori”.

Sei stato in Eccellenza l’anno che l’Aversa è retrocessa, dove ti sei contraddistinto anche lì. Quest’anno l’Aversa è riuscita ad ottenere la salvezza in un girone tosto, hai avuto modo di seguire la tua ex squadra?

“Si. Sicuramente ha fatto un ottimo campionato, perché il Giugliano loro è blasonato e si dice sia il più difficile tra i gironi del Sud, io purtroppo non avendolo mai giocato personalmente non lo so, però molti dicono questo e sicuramente ritagliarsi uno spazio in quel girone è un qualcosa di importante, soprattutto se viene fatto attraverso un percorso lavorativo con impegno come hanno fatto loro, e infatti sono stati ripagati con la salvezza”.

Dopo questa amara retrocessione cosa ti aspetti dalla stagione prossima?

“Sicuramente di rivedere i tifosi allo stadio, perché giocare in uno stadio vuoto non è la stessa cosa. Magari quando si va la domenica in campo si cerca sempre di far gioire le persone che ti vengono a vedere, e quest’anno è stato davvero mortificante”.

foto di Diario Sportivo