Portiamo all'attenzione le vicende della serie C e una questione che merita risposte
NAPOLI - Lo strano caso del Pontedera. Il calcio femminile è una bellissima realtà che sta emergendo sempre di più, se ne parla tanto e cresce a vista d’occhio, tante le attenzione sul calcio rosa, una rivoluzione copernicana che sta investendo il nostro paese, stiamo facendo passi da gigante per portare le donne verso il professionismo. Una rivoluzione pulita, un’onda che ci sta travolgendo positivamente, ma retaggi di un calcio malato, di un sistema contorto e marcio che rischia di macchiare anche il settore rosa. Prevenire è meglio che curare, portare all’attenzione situazioni e vicende poco chiare aiuta tutto il movimento e permetterà al calcio femminile di non ripetere e non incappare negli errori di un calcio maschile che vive un momento difficile e che troppo spesso è travolto da scandali e vicende che macchiano la bellezza di questo sport.
Parleremo delle vicende del Pontedera, Dipartimento Calcio Femminile in forza alla LND, campionato di Serie C 2019/20 gir. C, la squadra in questione è la US Città di Pontedera CF del Presidente Maurizio Pantani ed allenata da Renzo Ulivieri: è una buona squadra, tra le sue fila dispone di elementi probabilmente sprecati per la categoria come Priscilla Del Prete e Linda Gavagni e, in questi casi si sa, un organico d’alto profilo è sintomatico delle ambizioni di promozione legittimamente coltivate dalle “granatine”. Antagonista dichiarata è la ASD FC Sassari Torres Femminile, nobile blasonata quanto titolata con ben 22 successi in bacheca tra campionati di massima serie e Coppe.
Una sorta di Juventus in rosa, momentaneamente alle prese con una categoria inferiore che nulla toglie alla sua storia, alla determinazione del Presidente Andrea Budroni, del Mister Mario Desole e del direttore Francesco Muggianu. Ma soprattutto emblema della passione di un popolo legatissimo a questa compagine, ai suoi successi ed esempio lampante di cosa significa sobbarcarsi ogni due settimane i costi di una trasferta aerea per tenere in piedi un “giocattolo” che chiaramente non ha ancora i ritorni e la visibilità del celebrato calcio a 11 maschile d’elite. Il 24 Novembre 2019 a Pontedera le due squadre hanno lo scontro diretto d’andata. Il risultato del campo parla di un 1-1 combattuto ma la Sassari Torres presenta reclamo: Priscilla Del Prete infatti opera contemporaneamente come calciatrice del Pontedera ed allena una squadra giovanile maschile dell’Empoli FC.
Sarebbe una evidente infrazione ai sensi delle vigenti norme, anzi lo è senza dubbio solo che sul C.U. numero 34 del 04/12/99 il Giudice Sportivo rigetta il reclamo in virtù di una deroga presentata dalla ragazza a firma – addirittura – della presidenza federale ed in cui viene autorizzata ad operare in tal senso. Il risultato viene omologato. Se per tanti la cosa potrebbe sembrare irrilevante, per i più attenti è viceversa causa di un profondo stupore: il Presidente Federale infatti non sarebbe assolutamente in facoltà di disporre una deroga di tal genere e soprattutto, se anche ciò avesse avuto un fondamento normativo, com’è possibile che in nessuna sinuosità del pur ricco e fin troppo variegato ventaglio di principi, disposizioni e regolamenti della FIGC se ne trovi un minimo riscontro? Come tutti sanno, le deroghe sono in FIGC a loro volta normate o comunque enunciate perché tutti se ne possano avvalere in un contesto competitivo che offra pari opportunità ma in questo caso la LND non ha pubblicato alcunché sui Comunicati Ufficiali del Dipartimento Calcio Femminile relativamente alle concessioni per questa calciatrice così che nessuna delle compagini partecipanti al campionato di Serie C Femminile, né tantomeno quelle del Girone C del Pontedera di Pantani ed Ulivieri, abbia potuto eventualmente contare su una Del Prete di turno.
Le domande che ne derivano sono inevitabili: è stato superficiale il Dott. Sergio Lauro, Giudice Sportivo, a non rendersi conto che il Presidente Federale non ha facoltà di una simile deroga e non ha voluto fare le dovute quanto legittime verifiche a difesa di un tutto, preferendo magari tutelare se stesso ? Come poteva la LND non essere a conoscenza di una simile situazione senza proporla nei tempi e nei modi “corretti” sui Comunicati Ufficiali ? E su che base può giustificarsi un simile atto ? Forse per favorire lo sviluppo del calcio femminile? Lo sviluppo del calcio femminile invero non può prescindere dal rispetto di regole e contesti che si intrecciano anche con la realtà al maschile o per meglio dire, senza farne una questione di genere, la facoltà che viene data alla Del Prete di allenare e giocare contemporaneamente esula dal contesto legato allo sviluppo del calcio femminile (sarebbe eventualmente più comprensibile se si legasse allo sviluppo delle panchine al femminile) e soprattutto toglie una possibilità di lavoro ad un suo collega (o, perché no, ad una sua collega), quello per intenderci che avrebbe tranquillamente potuto essere al suo posto alla guida della squadra giovanile maschile dell’Empoli FC (ovviamente senza poter giocare in un’altra Società alcuna competizione federale).
Vi è di più: la Del Prete è un allenatore professionista, non dilettante, e pertanto la normativa in questione si fa ancor più stringente perché il Regolamento del Settore Tecnico impedisce a chi ha questo status di tesserarsi come calciatore. In tal senso, neppure il Settore Tecnico stesso ha mai pubblicato a sua volta alcun Comunicato Ufficiale per concedere deroghe all’allenatore Del Prete la cui facoltà di operare quindi con ruoli diversi e in più società sembrerebbe sdoganare un nuovo concetto di favoritismo, anche piuttosto spudorato, in un contesto in cui la lealtà, la probità e la rettitudine sportiva viene sventolata ad ogni piè sospinto. Tant’è, si ritorna a giocare ed il campionato prosegue.
Il 9 Dicembre 2019 però il TFN Sezione Disciplinare presieduto dal Dott. Nicola Durante porta di nuovo alla ribalta delle cronache il Pontedera ed il Presidente Pantani: motivo del tutto la posizione della Sig.ra Priscilla Del Prete nella SS 2018/19 allorquando, spiega il relatore Dott. Clarizia nella Decisione 72, aveva contemporaneamente giocato nel Pontedera Femminile ed allenato una squadra giovanile maschile nella società Jolly Montemurlo. Le Società sono pesantemente multate e il Presidente Pantani incassa una squalifica di ben sei mesi. La cosa strana, in una Giustizia Sportiva che dovrebbe essere afflittiva e che pertanto avrebbe potuto scegliere di far giudicare anche la Del Prete dal TFN Sez. Disciplinare considerato che era più rilevante la sua presenza in campo piuttosto che quella su di una panchina di bambini, è che questa viene deferita alla Commissione Disciplinare del Settore Tecnico –competente per gli allenatori – dove il 23 Gennaio 2020 viene riconosciuta colpevole ma sanzionata unicamente con una ammonizione che ovviamente non le preclude il prosieguo della stagione nelle vesti di calciatrice.
Cosa c’è di strano ? Ovviamente che chi non è avvezzo all’uso di terminali e programmi gestionali della FIGC non può sapere che in caso ci siano degli impedimenti per la definizione di un tesseramento perché magari il soggetto risulta già esistente ed inquadrato con altra mansione e presso altra Società, si è letteralmente impossibilitati a proseguire. Per farla breve, in costanza di tesseramento con il Pontedera C.F., la povera società del Jolly Montemurlo non è in grado di poter tesserare la Del Prete come tecnico perché nella propria area riservata le viene materialmente negata la possibilità. La “forzatura” del tesseramento accade evidentemente altrove. Delle due l’una quindi: se le Società sono state riconosciute colpevoli, multate pesantemente e hanno subito la squalifica lunga per i loro dirigenti, com’è possibile che la ragazza invece ne esca praticamente indenne ?
Se viceversa le Società non potevano definire il “doppio tesseramento”, chi lo ha fatto se non l’ufficio tesseramenti del CR Toscana o peggio l’ufficio centrale di Roma, unici a poter disporre di un livello d’accesso superiore ? Perché allora multare le povere Società ? In LND nessuno si è preoccupato del regolare svolgimento del Campionato in cui militava il Pontedera ? Sempre in LND nessuno si preoccupa di tutelare una Scuola Calcio élite ? E al Dipartimento Calcio Femminile chi e come tutela le altre Società che pure fanno sacrifici per competere con il Pontedera ? Cosa o chi ha orientato la decisione della Commissione Disciplinare a Coverciano storicamente presieduta dal Dott. Taddei Elmi per un buffetto laddove a Roma il TFN ha usato la scure? Intanto il Campionato riprende, il Pontedera allunga, la Sassari Torres prova a tenere il passo fino alla sospensione a causa dell’epidemia di Covid-19 che blocca le gare dalla 4° giornata di ritorno per arrivare all’epilogo del giorno 11 Giugno 2020 in cui viene sancito a tavolino il passaggio in “B” delle ragazze di Ulivieri. Con l’inizio della nuova Stagione Sportiva 2020/21 le strane vicende attorno al Pontedera Femminile non si esauriscono, come le presunte anomalie che riguardano i suoi tesserati: tanto per cominciare il Mister Ulivieri è in panchina per quanto Presidente di una componente federale (AIAC), direttore della Scuola Allenatori di Coverciano e, da poco più di un anno, anche Consigliere nel Consiglio Direttivo della Divisione Calcio Femminile. Si tratta di una moltitudine di cariche e incarichi che, inevitabilmente, non potrebbero che delinearne anche il profilo del Dirigente Federale (partecipa pure sistematicamente come invitato alle riunioni del Consiglio Federale) e,secondo le NOIF, non potrebbe neppure essere un tesserato di una Società. A nulla dovrebbe valere che alcuni ruoli vengano forse svolti gratuitamente in quanto secondo il Codice Etico approvato nel 2015 dalla FIGC e rientrante nella legge 231, anche se l’opera viene svolta a titolo gratuito prevale il conflitto d’interessi che ne deriva. Come può quindi andare in panchina? Chi ha convenienza a non scrollarsi di dosso simili situazioni? Non da ultimo, ancora il TFN Sezione Disciplinare, in data 15 Settembre scorso, ha pubblicato le motivazioni relative alla decisione del precedente 10 Settembre con le quali spiega dettagliatamente la squalifica di ben sei mesi inflitta alla calciatrice Linda Gavagni, brillante attaccante sinistro del Pontedera che per anni ha giocato e vinto (partite e campionati) ma contemporaneamente dedicandosi indisturbata all’allenamento di bambini in più società (in una addirittura svolgeva anche il ruolo di segretaria, tutte multate per un computo complessivo di qualche migliaio di euro e con i relativi dirigenti inibiti) senza neppure avere un titolo abilitativo. Senza di lei in campo, la prima gara di campionato è finita 1-10 per la Lazio Women e la seconda 2-1 per il Tavagnacco, quindi validi motivi per chiedere l’applicazione di regole certe per non “macchiare” le competizioni di una disciplina che si sta provando ad affermare ce ne sarebbero, senza dover poi accampare deroghe che non si potrebbero avere e che invece compaiono ad personam evidenziando un torbido e quasi un occulto livello superiore di cui francamente non se ne può proprio più. Tutte le altre Società di calcio femminile impegnate in questo ambiziosissimo progetto di crescita dovrebbero fare forse maggiore attenzione e vigilare con acume, ancor più alla vigilia del professionismo che si delinea all’orizzonte: a tutti piace competere – e dovrebbero – nel rispetto delle regole ma qualcuno evidentemente proprio non riesce a fare a meno di cercare in ogni modo di vincere facile.






