Il tecnico si racconta dopo 7 anni alla guida dei biancorossi, i trascorsi passati, la finale con il San Pietro e i progetti futuri in Promozione
Il Ferguson di Ponticelli. Carmine Esposito รจ sulla panchina della formazione biancorossa da 7 anni, un tecnico partito dal nulla, che dopo aver appeso le scarpette al chiodo ha deciso di trasferire la sua esperienza maturata nel campo alla panchina. Un allenatore made in Ponticelli, che negli anni ha portato la piazza dal campionato Aics fino alla Promozione e adesso รจ pronto ad affrontare questa nuova e affascinante sfida dopo aver trionfato ai play off nel campionato di Prima Categoria.
Sette anni sulla panchina del Ponticelli. Una raritร considerando che gli allenatori durano poco…
“Sรฌ. In effetti abbiamo cominciato quasi per gioco partendo dal campionato amatoriale. Poi le varie categorie in Figc. Sicuramente alla base di questa esperienza cosรฌ lunga c’รจ il rapporto familiare che mi lega alla societร . Poi hanno inciso come sempre i risultati sportivi che hanno visto il Ponticelli sempre ai vertici indipententemente dalle categorie affrontate”.
L’anno scorso uno dei piรน difficili culminato con l’apoteosi dell’Ascarelli…
“L’anno scorso รจ stato un anno sicuramente difficile ed impegnativo per me. Si sa che quando si parte con i favori del pronostico e con tra virgolette l’obbligo di vincere non รจ facile, anche perchรจ nel calcio vincere รจ sempre difficile. A metร dicembre eravamo quinti e non si respirava un bel clima. Siamo stati tutti bravi, dalla societร ai calciatori ai tifosi a compattarci, a credere fortemente nella risalita. E grazie anche agli innesti di Stefano Esposito e De Micco da quel momento abbiamo vinto tutte le partite tranne una e ci siamo meritati e goduti quella straordinaria festa dell’11 giugno”.
Eppure parlando di quella finale, dall’11 giugno ad oggi il San Pietro vi lancia accuse di scarsa sportivitร …
“Sinceramente ho poco da dire in merito, abbiamo sempre preferito la strada del silenzio perchรจ abbiamo uno stile differente. Purtroppo molto spesso non c’รจ la cultura della sconfitta, a maggior ragione quando chi parla ha poca esperienza calcistica. Io a differenza loro preferisco far parlare il campo piuttosto che i social, i siti, i giornali. Pertanto dico che abbiamo affrontato tre volte il San Pietro e li abbiamo battuti tutte e tre volte, il resto sono chiacchiere da bar”.
Tra poco cominici l’avventura in Promozione. Che campionato ti aspetti?
“Sia per la societร che per me รจ un campionato nuovo. L’ho disputato anni fa da calciatore, chiaramente รจ molto diverso, considerando che all’epoca non esisteva nemmeno la regola degli under. Mi aspetto un campionato molto difficile, proprio perchรจ andremo ad affrontare societร che hanno piรน esperienza di noi in questa categoria. E molte di loro hanno anche budget superiori, perรฒ sono soddisfatto della rosa, la societร ha fatto del suo meglio. Un ringraziamento in particolare al ds Angelo Esposito che spesso ha dedicato intere giornate per le trattative. Il nostro obiettivo รจ un campionato tranquillo, di assestamento, perรฒ come sempre conterร il campo e non la carta”.
La piazza ha grandi attese, cosa serve per vedere Ponticelli tornare ai fasti di un tempo, almeno in Eccellenza?
“Ponticelli come tutti sanno รจ una piazza importante, esigente, ma anche bella e stimolante. Questa societร non รจ abituata a vendere fumo o a fare passi piรน lunghi della gamba. Il motto รจ crescere come sempre fatto in questi sette anni, serve programmazione e pazienza”.
Quanti anni ti vedi ancora sulla panchina del Ponticelli?
“Bella domanda. Sinceramente รจ molto complicato dare una risposta. Innanzitutto bisognerร vedere tra lavoro e famiglia se avrรฒ il tempo per allenare. Poi penso come sempre la cosa fondamentale sarร la stima, la condivisione di idee e chiaramente i risultati conseguiti. Comunque, sono abituato a ragionare ed a concentrarmi sul presente e non sul futuro”.






