L'ingresso di Esposito contro l'Inghilterra racconta l'ennesimo debutto azzurro in questa Nations League da parte di Roberto Mancini, che uno schiaffo morale dà alla Serie A (e non solo)
NAPOLI - Ad un anno di distanza dall’impresa di Wembley contro l’Inghilterra, l’Italia di Roberto Mancini è tornata in campo sul suolo inglese. Nello scenario del Molineux Stadium di Wolverhampton (con poco più di 3mila spettatori presenti in virtù di quanto accaduto l’anno scorso prima e dopo la finale), gli azzurri hanno replicato tutto sommato quanto fatto agli Europei, chiudendo i 90′ regolamentari senza vincitori o vinti. Un risultato che settimane fa sembrava non poter essere neanche avvicinabile, tenendo ovviamente in considerazione il valore maggiore o minore che una rappresentiva può dare alla Nations League al termine di una dura stagione come quella appena vissuta.
Un risultato arrivato grazie e soprattutto alle scelte tecniche di Roberto Mancini, che, tra problemi fisici e stanchezza accumulata di qualcuno, ha deciso di vestire i panni di scouter azzurro per mostrare ai club italiani che le risorse ci sono – se cercate. Rispetto alla finale di Wembley Mancini ha rivoluzionato l’undici titolare, confermando tra turnover e nuove occasioni solo lo stabiese Donnarumma ed il terzino instancabile del Napoli Di Lorenzo dal 1′. Una scelta d’onore e di coraggio del ct azzurro, chiamato però a fare un ruolo che non propriamente sarebbe il suo.
Nelle ultime settimane, infatti, la Nazionale si è trasformata in un cantiere aperto, dove i simboli di quel grande successo dell’anno scorso dovevano dar prova di essere ancora affamati più che mai, anche dinanzi a chi in poco tempo avrebbe potuto soffiargli il posto. La brutta discesa delle qualificazione ai Mondiali ha rimesso tutto in ballo, accendendo nuovamente una pioggia di proiettili che hanno colpito tutti – allenatore, staff, presidente, sistema, club e tanto altro ancora. È iniziata una caccia al colpevole senza scrupoli, perché mancare per due anni di fila ai Mondiali di calcio per la Nazionale Italiana non sembrava fosse possibile – anche nel caso di confronto nella finale playoff contro il Portogallo.

Federico Gatti in Inghilterra – Italia
Dimenticandoci per un attimo la Finalisima disastrosa contro l’Argentina, dove probabilmente Mancini avrà voluto dare un’ultima passerella al gruppo che ce l’ha portata l’Italia a quel match, Mancini ha sfruttato gli appuntamenti di Nations come meglio non si poteva. I confronti contro avversari insidiosi come Germania, Inghilterra ed Ungheria hanno dimostrato nuovamente quelle potenzialità che l’Italia sembrava avere prima di Euro2020, ma con un gruppo nettamente più giovane (basti pensare a Pellegrini al posto di Insigne, Bastoni a quello di Chiellini e Scamacca a quello di Immobile).
Il lavoro da affrontare per trovare la quadra del futuro è ancora tanto, dovendo definire ancora tanti dettagli di un gruppo che ad oggi ha una buona esperienza in ambito internazionale, ma solo nelle prime linee. Perché se i Donnarumma, Tonali, Bastoni, Barella, Chiesa e Pellegrini possono dire di aver potuto assaggiare i sapori delle più grandi realtà del calcio europeo, lo stesso non vale per i vari Frattesi, Scamacca (per cui si spera presto di ottenere quel salto di qualità necessario che gli permetta di prendere con onore in attacco il posto di Immobile, ancora incerto sul suo futuro azzurro), Raspadori o Biraghi.
Valutazioni giustissime e che mostrano come sia tanta la voglia di rialzarsi dopo il secondo Mondiale mancato. Allo stesso modo l’Operazione Nazionale di Mancini può rivelarsi un’arma a favore anche degli ultimi ragazzi arrivati in azzurro, muovendo il mercato interno italiano (o anche internazionale). Non è un caso che subito siano emersi interessamenti per Gnonto dopo il suo assist alla Germania, non dimenticandoci come la sua crescita sia stata possibile solo dopo aver lasciato il settore giovanile dell’Inter.

Alessio Zerbin in Italia – Ungheria
Sulla stessa scia d’onda, la speranza è che arrivi il salto di qualità definitivo anche per Alessio Zerbin e Salvatore Esposito (diverso il discorso per Gatti, che sarà valutato in estate da Allegri), i quali hanno firmato il loro debutto in Nazionale rispettivamente contro Ungheria ed Inghilterra. Zerbin sono anni che gira l’Italia in prestito dal Napoli, che lo ha lasciato prima alla Viterbese e poi a Cesena, Pro Vercelli e Frosinone. Proprio con i ciociari quest’anno l’ala piemontese si è messa particolarmente in mostra, sfiorando a fine campionato la doppia cifra di reti – fermandosi a quota nove. L’addio di Insigne ha lasciato un vuoto che l’arrivo di Khvicha Kvaratskhelia difficilmente colmerà completamente e che Zerbin potrebbe sfruttare per raggiungere nelle gerarchie Ounas e giocarsi finalmente una maglia da titolare in Serie A.
La stessa musica potrebbe suonare anche per Salvatore Esposito, l’ultimo debuttante dell’Operazione Nazionale. Il centrocampista classe 2000 natio di Castellammare di Stabia cresce nel settore giovanile dell’Inter, come i suoi fratelli Sebastiano e Francesco Pio. Dopo una parentesi in C con il Ravenna, gioca da tre anni stabilmente in Serie B, vestendo le maglie di Chievo Verona e Spal. Nel corso di queste esperienze, Esposito ha raccolto diversi elogi per la sua qualità ed i suoi tempi di gioco in fase di impostazione, senza però mai trovare quella società pronta ad investire su di lui per portarlo subito in Serie A. L’esperienza con la Nazionale ed il debutto sereno contro un gigante come l’Inghilterra ridanno nuovamente luce ad un atleta forse dimenticato troppo presto da chi fa mercato in Italia.
La prossima sessione di calciomercato si preannuncia veramente rovente e parte del merito va anche all’ultimo lavoro della Nazionale. Sarà forse la volta buona che i direttori andranno direttamente in B ed in C a trovare i futuri talenti da far esplodere.
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